Tutti pazzi per Ernest
di Antonio Monda , di Antonio Monda"Se un prosatore sa bene di cosa sta scrivendo, può omettere le cose che sa, e il lettore, se lo scrittore scrive con abbastanza verità, può avere la sensazione di queste con la stessa forza che se lo scrittore le avesse descritte. Il movimento dignitoso di un iceberg è dovuto al fatto che soltanto un ottavo della sua mole sporge dall'acqua. Uno scrittore che omette le cose perché non le conosce, non fa che lasciare dei vuoti nel suo scritto". Ernest Hemingway teorizzava con queste parole il proprio approccio alla narrativa, aggiungendo poi, in un'intervista a George Plimpton, che ne Il vecchio e il mare, avrebbe "potuto ritrarre uno per uno gli abitanti del villaggio, spiegare come sbarcano il lunario, come sono nati, se hanno studiato, se hanno avuto figli". Queste riflessioni sono parte di un prezioso volume a cura di Silvia Pareschi pubblicato da Mondadori negli Oscar, che contiene una nuova, eccellente traduzione de I…
"Se un prosatore sa bene di cosa sta scrivendo, può omettere le cose che sa, e il lettore, se lo scrittore scrive con abbastanza verità, può avere la sensazione di queste con la stessa forza che se lo scrittore le avesse descritte. Il movimento dignitoso di un iceberg è dovuto al fatto che soltanto un ottavo della sua mole sporge dall'acqua. Uno scrittore che omette le cose perché non le conosce, non fa che lasciare dei vuoti nel suo scritto". Ernest Hemingway teorizzava con queste parole il proprio approccio alla narrativa, aggiungendo poi, in un'intervista a George Plimpton, che ne Il vecchio e il mare, avrebbe "potuto ritrarre uno per uno gli abitanti del villaggio, spiegare come sbarcano il lunario, come sono nati, se hanno studiato, se hanno avuto figli". Queste riflessioni sono parte di un prezioso volume a cura di Silvia Pareschi pubblicato da Mondadori negli Oscar, che contiene una nuova, eccellente traduzione de Il vecchio e il mare, alcuni articoli sulla pesca e il racconto inedito La ricerca come felicità che Robinson anticipa.
Il nuovo testo, scovato dal nipote Seán Hemingway, ha un titolo che fa riferimento alla "ricerca della felicità" garantita nella Dichiarazione d'Indipendenza, e ribadisce un'idea cardine di tutta la poetica hemingwayana: la ricerca, intesa in senso lato come caccia, pesca e anche sfida, quale momento che definisce l'intera esistenza. Il racconto ha molti punti in comune con Il vecchio e il mare, a cominciare dal fatto che è un'avventura di pesca durante la quale viene catturato un gigantesco marlin, ma lo sfondo ha una dimensione politica, e il protagonista non è il vecchio pescatore salao, cioè sfortunato, ma lo stesso Hemingway. Lo stile è come sempre cristallino: una semplicità apparente, che nasconde un estremo lavoro sulla lingua. E come sempre risalta la capacità, unica, di immortalare l'epica del quotidiano, individuando anche nel più piccolo dettaglio qualcosa che rimandi al mistero doloroso dell'esistenza.
Il racconto chiarisce la teoria dell'iceberg ma è nella descrizione dei personaggi che ci sono passaggi degni del miglior Hemingway. Se Il vecchio e il mare si conclude con una sconfitta che tuttavia dà il senso all'intera esistenza, rendendola degna di essere vissuta, La ricerca come felicità termina con un'ulteriore possibilità di catturare il gigantesco marlin, che il protagonista definisce "maledetto", goddam in originale. Alla luce di questa significativa differenza, risulta illuminante quanto scrive Pareschi nella postfazione, in cui spiega di aver tradotto benevolent come benevolo, anziché benigno, a proposito del tumore della pelle che ha colpito il protagonista de Il vecchio e il mare: "Sceglie una parola come questa, che salta subito all'occhio, per alludere al rapporto del vecchio con le forze della natura: persino il suo "cancro" viene presentato come un favore, un dono del sole e del mare". Seán Hemingway non è riuscito a identificare la data del racconto inedito, ma è certo che, quando scrive, il nonno crede ancora che il più grande dei doni sia la vita stessa, che ogni sconfitta possa essere seguita da una nuova battaglia e che anche il dolore e le ingiustizie possano essere benevole.
Il libro
Ernest Hemingway, Il vecchio e il mare (Oscar Moderni Cult Mondadori, a cura di Silvia Pareschi, pagg. 204, euro 13)