Il bandito che rubava macinini da caffè
di Ilaria Zaffino , di Ilaria ZaffinoC'era una volta il brigante Ozziplozzi. E per fortuna c'è ancora. Sì perché con una bella operazione di recupero Giunti riporta in libreria un classico che ha fatto sognare i bambini di ieri e, c'è da scommetterci, farà altrettanto con quelli di oggi. Gli ingredienti giusti ci sono tutti: avventura, comicità e quel pizzico di magia che non guasta. Faranno sorridere i piccoli lettori di oggi gli incantesimi del mago Petrosilio Stremolacchio e il tanto rude quanto goffo brigante Hotzenplotz, Ozziplozzi in italiano, armato di pistola a grani di pepe e amante di macinini da caffè, che al termine di questa prima esilarante avventura vedremo finire letteralmente in gabbia. E non stiamo parlando in senso metaforico!
Nato dalla fantasia dello scrittore tedesco Otfried Preussler (1923-2013) che voleva dedicare un romanzo comico alla figura di Kasperl, Gaspare in italiano, maschera popolare della tradizione austriaca, negli anni Ses…
C'era una volta il brigante Ozziplozzi. E per fortuna c'è ancora. Sì perché con una bella operazione di recupero Giunti riporta in libreria un classico che ha fatto sognare i bambini di ieri e, c'è da scommetterci, farà altrettanto con quelli di oggi. Gli ingredienti giusti ci sono tutti: avventura, comicità e quel pizzico di magia che non guasta. Faranno sorridere i piccoli lettori di oggi gli incantesimi del mago Petrosilio Stremolacchio e il tanto rude quanto goffo brigante Hotzenplotz, Ozziplozzi in italiano, armato di pistola a grani di pepe e amante di macinini da caffè, che al termine di questa prima esilarante avventura vedremo finire letteralmente in gabbia. E non stiamo parlando in senso metaforico!
Nato dalla fantasia dello scrittore tedesco Otfried Preussler (1923-2013) che voleva dedicare un romanzo comico alla figura di Kasperl, Gaspare in italiano, maschera popolare della tradizione austriaca, negli anni Sessanta Il brigante Ozziplozzi conquistò in pochissimo tempo schiere di bambini e di adulti, tanto che alla prima avventura se ne aggiunsero presto altre due, su esplicita richiesta dei lettori, subito seguite da spettacoli per marionette, adattamenti teatrali e cinematografici. Il primo film, girato nel 1974, ha avuto per protagonista l'attore tedesco Gert Fröbe, che nella sua carriera ha recitato accanto a registi come Fritz Lang, Luchino Visconti e il grande Ingmar Bergman. Non solo. Proprio da uno spettacolo di marionette è stato tratto il quarto e ultimo volume della serie, Il brigante Ozziplozzi e il razzo lunare, che insieme agli altri due (Notizie dal brigante Ozziplozzi e Il brigante Ozziplozzi. Niente più rapine) Giunti riporterà in libreria da qui al prossimo anno, per la prima volta in edizione integrale e a colori, con le illustrazioni originali di Franz Josef Tripp.
Il primo romanzo, tradotto in tutto il mondo in ben 34 lingue, era l'unico infatti già arrivato nel nostro Paese negli anni Novanta, pubblicato da Salani con il titolo Il brigante Pennastorta, ma ora è l'intera serie che farà compagnia ai bambini a partire da quest'estate e sino alla primavera prossima.
Vediamo in breve la storia: a movimentare la vita tranquilla del giovane Gaspare, di sua nonna, del fido amico Sebastiano e del maresciallo Diplomesso arriva "uno sconosciuto con un ispido barbone nero e un orrendo naso che sporgeva adunco dalla faccia, sulla testa un cappello a tesa floscia con una piuma storta, nella mano destra stringeva una pistola e dal cinturone di pelle pendevano una sciabola e sette coltelli". Quando le sottrae l'amato macinino da caffè che come per magia, a ogni giro di manovella, le suona la sua canzone preferita, la nonna non ha dubbi: l'uomo dai sette coltelli non può che essere il terribile brigante Ozziplozzi. Toccherà a suo nipote Gaspare e all'inseparabile Sebastiano escogitare un piano per provare a recuperare il bottino e consegnare il malvivente alle autorità. Ce la faranno i due scaltri amici?
"I briganti non si lasciano certo acchiappare tanto facilmente", ci mette in guardia l'autore che ogni tanto, in chiusura di capitolo, fa capolino tra le pagine, facendo sentire la sua voce con utili commenti, appositamente segnalati con caratteri grafici diversi dal resto del testo. Come Otfried Preussler - che, dopo cinque anni di prigionia sovietica, dalla sua Boemia si era trasferito in Alta Baviera alla fine degli anni Quaranta e prima di dedicarsi ai libri per ragazzi aveva insegnato in una scuola elementare - ci fa giustamente notare, oltre ai briganti, qui i nostri amici se la dovranno vedere anche con un mago cattivo, un castello incantato, cumuli di patate da pelare notte e giorno e una raganella vittima di un terribile incantesimo.
Non mancheranno dunque i colpi di scena e il lieto fine ovviamente è assicurato, ma non lo anticipiamo. Invece da sottolineare è l'uso - che a prima vista potrebbe sembrare desueto eppure calza a pennello allo scopo che l'autore si propone, insegnare cioè divertendo - di parole come "acciderba", "nondimeno", "strenuamente" e di abitudini come fare un nodo al fazzoletto (chi tiene più un fazzoletto di stoffa in tasca oggi?) per non dimenticare qualcosa di importante, che strapperanno ben più di qualche sorriso ai piccoli (e grandi) lettori.
Il libro. Otfried Preussler, Il brigante Ozziplozzi, Giunti. Traduzione Marco Astolfi. Illustrazioni Franz Josef Tripp (pagg. 128, euro 12. Età: 7+. In libreria dal 16 giugno)