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Luigi Pericle, pittore ritrovato

Luigi Pericle, Senza titolo (Matri Dei d.d.d. 1966) 
Una dimora abbandonata, migliaia di opere dimenticate. Ad Ascona, in Canton Ticino, riaffiora la storia di un artista eccentrico che adesso è in mostra a Lugano
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Ascona
"Era inverno, mi trovavo in questa casa senza riscaldamento, disabitata da quindici anni e circondata da una giungla di piante cresciute intorno alle finestre. Come un bambino fui attirato dal giallo di un libro sopra uno scaffale, era Nafea. La collezione di Rudolf Staechelin a Basilea. Cominciai a leggere i nomi nell'indice: Gauguin, Monet, Picasso, Luigi Pericle. In mezzo ai grandi della storia, sconosciuto tra giganti, c'era il nome del precedente proprietario della casa che avevamo appena acquistato dal demanio. Chiamai mia moglie Greta, "Qui c'è una storia nascosta", le dissi. Da quel giorno andai in giro come in preda a un daimon".

Andrea Biasca-Caroni, direttore del Grand Hotel Ascona, in Svizzera, racconta il momento preciso in cui lui e la moglie si sono trasformati in una coppia di investigatori dell'arte di un artista solo: Luigi Pericle. In un catalogo del 1979 edito da De Agostini, anche questo rinvenuto nella villetta-s…

Ascona
"Era inverno, mi trovavo in questa casa senza riscaldamento, disabitata da quindici anni e circondata da una giungla di piante cresciute intorno alle finestre. Come un bambino fui attirato dal giallo di un libro sopra uno scaffale, era Nafea. La collezione di Rudolf Staechelin a Basilea. Cominciai a leggere i nomi nell'indice: Gauguin, Monet, Picasso, Luigi Pericle. In mezzo ai grandi della storia, sconosciuto tra giganti, c'era il nome del precedente proprietario della casa che avevamo appena acquistato dal demanio. Chiamai mia moglie Greta, "Qui c'è una storia nascosta", le dissi. Da quel giorno andai in giro come in preda a un daimon".

Andrea Biasca-Caroni, direttore del Grand Hotel Ascona, in Svizzera, racconta il momento preciso in cui lui e la moglie si sono trasformati in una coppia di investigatori dell'arte di un artista solo: Luigi Pericle. In un catalogo del 1979 edito da De Agostini, anche questo rinvenuto nella villetta-scrigno, sono interessanti alcuni cenni biografici: "Nato nel 1916. A quarantadue anni distrugge l'opera di trenta anni di lavoro e tenta nuove esperienze. Tra il 1959 e il 1964 collezionisti e critici inglesi scoprono la sua opera. Sir Herbert Read dichiara di volersi adoperare in tutti i modi per far conoscere quest'opera, ma la morte sopravvenuta a breve distanza tronca il suo proposito. Hans Hess si rivolge al governo inglese per organizzare una mostra vagante di cinquantacinque quadri nei musei di sette città inglesi. Dopo questi successi, si ritira a lavorare nella sua casa in reclusione quasi conventuale". Ed è in questa casa che nel 2016 i due albergatori scoprono 3800 opere inedite comprendenti quadri, tele e chine; ma opere sono anche i carteggi, le illustrazioni, gli oggetti, le foto e i volumi della biblioteca che diventano indizi con cui redarre una biografia della riscoperta. "Un opuscolo ritrovato ci ha permesso di ricostruire la ragnatela di collezionisti - raccontano - fra i nomi figurava anche Brigitte Helm, che recitò in Metropolis di Fritz Lang. Poi abbiamo chiamato Martin Summers, gallerista e curatore dell'Arthur Tooth&Sons Gallery di Londra. Ci disse che avrebbe dovuto fare qualcosa di più per Pericle". 


Nei corridoi del Grand Hotel Ascona si cammina fra una selezione di 150 chine di Pericle. In una camera - il cui numero terremo segreto - si trova il "caveau" contenente opere su masonite, dischi e giradischi e una parte della biblioteca, con volumi che spaziano dall'astrologia alla teosofia, dalla letteratura all'egittologia, ma anche edizioni giapponesi e americane di Max la Marmotta; vignetta ideata da Pericle e che lo rese celebre con il soprannome di Giovannetti nella sua vita precedente al trasferimento ad Ascona nel '59. In ogni striscia la marmotta sembra fallire in qualcosa e reinventare e riuscire con qualcos'altro: un sombrero capovolto diventa tavola apparecchiata, cuccia, ombrello. "Lei è Giovannetti?", gli chiedono in un'intervista. "Anche", risponde. Sono tutti documenti in fase di catalogazione nel back office dell'albergo, diventato sede dell'Archivio Luigi Pericle. 


Accanto ad un elegante menù della colazione poggiato su di un leggio c'è il poster di Ad Astra, la prima personale in Svizzera dedicata a Pericle e in mostra fino al 5 settembre al MASI di Lugano. Un percorso distribuito in diversi decenni e diverse esistenze dell'artista: calligrafie orientali reversibili, il segno si fa antropomorfo e l'ideogramma è anche idea di volto. I quadri su masonite contengono portali, fonti di luce, Golem, graffi primitivi e simboli alchemici. In una teca ci sono il piano natale di Leonardo da Vinci redatto da Pericle astrologo e la copia del suo romanzo inedito Fino alla fine dei tempi - alba e nuovo inizio, invece della fine del mondo, di Luigi Pericle scrittore. Ambientato in differenti epoche unite da un protagonista viaggiatore dei tempi, c'è un'umanità che, rifugiatasi sotto terra a seguito di una apocalisse, riemerge grazie alla spiritualità. Carole Haensler, direttrice di Bellinzona Musei, curatrice del Museo Villa dei Cedri e di questa personale spiega: "Per lui la calligrafia orientale non è mai solo un segno, ma traspare il percorso di conoscenza e coscienza. E non fa distinzione tra letteratura e arti visive, tra filosofia e meccanica, tutto lo interessa. Lavorando all'allestimento ho trovato dei quaderni con delle cifre, erano la descrizione delle candeline del motore della Ferrari". Nella loro ricerca gli albergatori-investigatori giungono anche al garagista di Pericle, Tarcisio Storelli. "Le macchine le vedeva sotto i dettagli di arte, di forma, di progettazione", racconta il signor Tarcisio in un'intervista da loro realizzata. In una foto Pericle e la moglie Orsolina sono a bordo di una Ferrari Spider Mille Miglia, al posto dei precedenti proprietari, Roberto Rossellini e Ingrid Bergman. "Mi spedì una lettera commovente - racconta il signor Tarcisio - diceva che non sarebbe più venuto al garage, che voleva disfarsi della Ferrari e di cercargli la più baracca d'auto che ci fosse. Gli trovai un maggiolino color sottobosco". In un volume di Effemeridi, Pericle collega i grandi fatti della Storia ai fatti della sua storia personale, esplosioni di bombe e di malanni. Nell'agenda del 2001 c'è l'ultimo appunto, a mano tremolante: il 14 giugno si auto-prescrive un rimedio omeopatico, il Rhus, indicato per disturbi articolari. Nella casa attualmente in ristrutturazione è rimasta la scala originale da cui cadde. Firmò il foglio di dimissioni dall'ospedale, non era quello il suo posto. Non sappiamo quale sia stato, non c'è una lapide. Presto la casa sarà riabitata, Andrea Biasca-Caroni, anche lui astrologo, e la moglie Greta entreranno e poggeranno sul camino in salotto l'ultimo quadro realizzato da Luigi Pericle.