✕

Relazioni Pericolose

Una scena da Gold Digger 
Ben Barnes racconta l’enigmatico  protagonista che nella serie si innamora  di una donna molto più grande di lui
2 minuti di lettura

Quando Julia Ormond era contesa da Sean Connery e Richard Gere ne Il primo cavaliere Ben Barnes non aveva ancora iniziato la pubertà. Sul piccolo schermo Ormond e Barnes diventano una coppia destinata a destare scandalo e indignazione: lei (Julia) è una sessantenne benestante, lui (Benjamin) uno spiantato coetaneo dei figli, conosciuto per caso in un museo. Chi li ha visti insieme ha subito avuto il dubbio che il ragazzo fosse un "cercatore di dote": ecco perché il titolo della miniserie Bbc è proprio Gold Digger. Il racconto, in onda su Sky Serie e NOW, non è una lezione sulla felicità né un documentario sulle "relazioni pericolose" ma uno spunto in sei puntate per parlare di apparenze e verità, di percezioni e pregiudizi. La famiglia e gli amici della signora non prendono minimamente in considerazione la possibilità che la donna possa essere felice o appagata né che il giovane sia davvero innam…

Quando Julia Ormond era contesa da Sean Connery e Richard Gere ne Il primo cavaliere Ben Barnes non aveva ancora iniziato la pubertà. Sul piccolo schermo Ormond e Barnes diventano una coppia destinata a destare scandalo e indignazione: lei (Julia) è una sessantenne benestante, lui (Benjamin) uno spiantato coetaneo dei figli, conosciuto per caso in un museo. Chi li ha visti insieme ha subito avuto il dubbio che il ragazzo fosse un "cercatore di dote": ecco perché il titolo della miniserie Bbc è proprio Gold Digger. Il racconto, in onda su Sky Serie e NOW, non è una lezione sulla felicità né un documentario sulle "relazioni pericolose" ma uno spunto in sei puntate per parlare di apparenze e verità, di percezioni e pregiudizi. La famiglia e gli amici della signora non prendono minimamente in considerazione la possibilità che la donna possa essere felice o appagata né che il giovane sia davvero innamorato. Romance e thriller psicologico, allora, si mescolano e si ottiene un risultato quanto meno intrigante, come spiega il protagonista.


Ben, cosa l'ha spinta a tornare in tv per questo progetto?
"Ho letto la sceneggiatura e mi ha subito catturato il tema della fiducia e del giudizio nelle relazioni. E poi l'ambiguità del titolo imponeva che Benjamin sembrasse sempre inafferrabile, quindi m'intrigava capire da quali preconcetti fosse bersagliato e giocare sui toni della sensualità e della familiarità in ogni scena".


Come ha appena detto, Benjamin è un enigma: e lei?
"Io sono un libro aperto ma solo per chi mi conosce, con gli altri mi comporto sempre in modo diffidente e guardingo".


Questo giovane uomo incarna un po' il principe azzurro moderno. Che effetto le fa?
"Non ho mai pensato al ruolo in questi termini, ma i miei genitori mi hanno sempre insegnato che la perfezione è nell'occhio di chi guarda. Io sono noiosamente imperfetto e neppure cerco di darmi un tono da divo, perché mi sentirei ridicolo".


Quanto è realistica una relazione seria con una donna che ha più del doppio dei suoi anni?
"A volte guardiamo questi rapporti con scetticismo o ci lasciamo influenzare dai canoni imposti da cinema e tv, ma siccome la relazione la si vive in due allora è dentro la coppia che si trova un equilibrio. La serie non vuole prendere posizione, preferisce rimettere le risposte allo spettatore".


Quanto conta il romanticismo? E quanto ha a che fare con il femminismo per un uomo?
"Sono convinto che il romanticismo sia fondamentale e che il femminismo non lo escluda affatto, anzi. Prenda la serie: si parla del divorzio di Julia e della reazione dei figli di lei alla nuova storia. Mi ha colpito che si voglia raccontare il desiderio di una donna della sua età e che ci si concentri su quello che la rende felice. Se ti cali nei suoi panni cambi totalmente prospettiva".


A lei è successo?
"Il giorno dopo aver letto la sceneggiatura ho visto un film d'azione e una volta tanto l'attrice, di 39 anni più giovane del protagonista maschile, non aveva una lovestory con il collega. Mi è sembrato un primo, timido passo verso la possibilità di raccontare storie diverse".


Ha sempre desiderato recitare?
"No, da bambino sognavo una famiglia esotica. I miei genitori sono psichiatri, il che mi sembrava piuttosto convenzionale rispetto ai miei compagni di scuola che ad esempio avevano la mamma o il papà spagnolo o italiano. Ecco, quello sì che mi sembrava avventuroso".


Nella carriera, da "Le cronache di Narnia" a "Tenebre e ossa", ha partecipato a vari racconti epici. Ha stipato a casa armature e oggetti dal set?
"La produzione mi ha regalato il ritratto di Dorian Gray, ma lo tengo in magazzino. Sulle pareti, invece, preferisco appendere le riproduzioni di alcune spade che ho pagato per fare realizzare. Così almeno sembro meno narciso, no?".