Ho un amico immaginario
di Bimba Landmann , di Bimba Landmann"Mi consola quando sono triste". "Gioca con me tutto il giorno". "Quando combino qualche guaio, posso dire alla mamma che è stato lui". "Mi aiuta a diventare grande". I bambini ci raccontano grandi cose dei loro amici immaginari: sanno consolare, ascoltano le intimità più segrete, senza giudicare. Se criticano, è sempre per stimolare a migliorarsi. Con loro si possono condividere momenti magici, avventure incredibili e impossibili, a volte anche proibite.
Secondo Jean Piaget, psicologo infantile e pedagogista, gli amici immaginari hanno un ruolo importantissimo nel periodo dell'evoluzione sociocognitiva dei bambini. Nel rapporto con un amico immaginario, il bambino si esercita alla vita, senza ledere la sua autostima e l'immagine che ha di sé. Crescere non è un compito facile. Soprattutto in un mondo di adulti.
Gli amici immaginari sono una manifestazione di creatività, che come tale va …
"Mi consola quando sono triste". "Gioca con me tutto il giorno". "Quando combino qualche guaio, posso dire alla mamma che è stato lui". "Mi aiuta a diventare grande". I bambini ci raccontano grandi cose dei loro amici immaginari: sanno consolare, ascoltano le intimità più segrete, senza giudicare. Se criticano, è sempre per stimolare a migliorarsi. Con loro si possono condividere momenti magici, avventure incredibili e impossibili, a volte anche proibite.
Secondo Jean Piaget, psicologo infantile e pedagogista, gli amici immaginari hanno un ruolo importantissimo nel periodo dell'evoluzione sociocognitiva dei bambini. Nel rapporto con un amico immaginario, il bambino si esercita alla vita, senza ledere la sua autostima e l'immagine che ha di sé. Crescere non è un compito facile. Soprattutto in un mondo di adulti.
Gli amici immaginari sono una manifestazione di creatività, che come tale va rispettata: si stima che almeno il 70% dei bambini abbia un amico immaginario. A volte queste amicizie durano anche molti anni. Ma in realtà non sono solo i bambini a usare questa pratica. Quando parlo con me stessa, quando utilizzo il problem solving, quando mi dico cosa fare, quando mi prendo cura di me, quando mi ascolto, quando seguo la mia voce interiore e la mia intuizione, non è poi forse la stessa cosa che parlare con il mio amico immaginario?
Da dove arrivino gli amici immaginari, come nascano, e come funzioni il processo della loro creazione rimane fondamentalmente un mistero. Come d'altronde è misteriosa tutta la creatività stessa. Oltre a fare libri per bambini, mi piace organizzare laboratori d'arte: ho lavorato con bambini e adulti, e ogni volta ho osservato una speciale gioia, uno stato di euforia, un tremore entusiasmante negli occhi e nei cuori di chi crea. Perfino nel luogo più duro e feroce del carcere ho potuto osservare queste emozioni. Persone che non avevano mai dipinto, davanti ai loro quadri erano talmente increduli che si commuovevano come bimbi.
Per dipingere e per disegnare non è necessario essere artisti, e questo i bambini lo sanno bene. Basta entrare nel regno della creatività. Per mia personale esperienza, posso dire che quando dipingo e disegno mi piace lasciarmi andare e farmi condurre in questi luoghi d'incanto. Quando si crea questa magia è una danza, la mano muove sulla carta i colori e improvvisamente appaiono forme, colori nuovi, io stessa sono spettatrice. Non penso a nulla, sono completamente immersa dentro a questo fluire. Sono dentro a un fiume infinito.
Nei corsi che tengo uso spesso la tecnica dell'acquarello, l'ho imparata da un grande maestro, Št?pán Zav?el, creatore di meravigliosi libri per bambini. Oltre a essere un grandissimo maestro di vita, lui mi ha insegnato la gioia della sorpresa del caso: l'acqua e i colori che giocano e a volte vanno dove vogliono, in maniera casuale, creando continui stupori e meraviglie. Per questo è una tecnica così affascinante e mi piace proporla anche a chi non ha mai dipinto: ci toglie immediatamente dall'ansia da prestazione e ci porta nei veri luoghi giocosi della creatività, scoprendo che anche gli "errori" in verità non sono altro che nuove proposte e nuove possibilità da esplorare.
Entrare nel Regno della Creatività è una vera scoperta, un viaggio interiore che ci apre a spazi nuovi e inaspettati. Come quando la notte sogniamo la nostra casa, ma aprendo la porta invece di trovare il solito paesaggio c'è un panorama mozzafiato: colline, fiumi, laghi, luoghi che non c'erano mai stati prima. Tutto si spalanca. Tutto è luminoso. Incredibile visione.
Entrare in questo Regno significa essere in grado di avere occhi nuovi per vedere il mondo, significa trovare soluzioni inaspettate ai nostri problemi, inventare una vita nuova, e la magia è che la creatività ci appartiene e fa parte di noi, naturale come il respiro. E noi lo sappiamo bene, perché ogni volta che l'abbiamo seguita, la creatività ha tracciato il nostro destino, dando forma all'unica vita possibile e giusta e perfetta per noi.
Non smetterò mai di ripetere ai bambini e ai ragazzi (ma anche agli adulti!) di coltivare sempre la loro creatività, in quei luoghi c'è la loro verità e unicità. Educhiamoci alla creatività per uscire dagli stereotipi e per creare una società migliore, dove ogni persona possa esprimere al meglio il proprio potenziale e realizzare con pienezza il proprio destino.
Il libro. Enciclopedia dei miei amici immaginari di Bimba Landmann (Camelozampa, pagg. 33, euro 22. Età: 4+)