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E Maddalena diventò Madonna per Caravaggio

Caravaggio, Santa Caterina d’Alessandria (1598-
1599). A posare per Caravaggio fu Maddalena Antognetti 
Riccardo Bassani ricostruisce mirabilmente il rapporto tra il Merisi e Lena Antognetti, prostituta che prestò il volto al quadro esposto nella chiesa di Sant’Agostino a Roma
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Il notevole libro di Riccardo Bassani, La donna del Caravaggio. Vita e peripezie di Maddalena Antognetti, postfazione di Fiora Bellini ( Donzelli editore) è un racconto filologico condotto secondo i principi della microstoria, tendente a far piena luce sulla figura di quella che, secondo vaghe testimonianze di accreditate fonti antiche, sarebbe stata la più importante e amata modella del Caravaggio.

Carte d'archivio, in parte note da tempo in parte meritevolmente riscoperte da Bassani stesso, permettono di dare identità concreta e restituirne la vicenda appassionante a un nome riemerso già da secoli nei meandri della cronaca di quei tempi ma che sembrava sfumare nell'indistinto: Lena. È citata nell'ambito di turbolenti episodi avvenuti a Roma nell'estate del 1605 quando il celebre pittore Michelangelo da Caravaggio poco tempo dopo un violento alterco in via del Corso col notaio Mariano Pasqualoni, uomo di spicco nella vita cittadina,…

Il notevole libro di Riccardo Bassani, La donna del Caravaggio. Vita e peripezie di Maddalena Antognetti, postfazione di Fiora Bellini ( Donzelli editore) è un racconto filologico condotto secondo i principi della microstoria, tendente a far piena luce sulla figura di quella che, secondo vaghe testimonianze di accreditate fonti antiche, sarebbe stata la più importante e amata modella del Caravaggio.

Carte d'archivio, in parte note da tempo in parte meritevolmente riscoperte da Bassani stesso, permettono di dare identità concreta e restituirne la vicenda appassionante a un nome riemerso già da secoli nei meandri della cronaca di quei tempi ma che sembrava sfumare nell'indistinto: Lena. È citata nell'ambito di turbolenti episodi avvenuti a Roma nell'estate del 1605 quando il celebre pittore Michelangelo da Caravaggio poco tempo dopo un violento alterco in via del Corso col notaio Mariano Pasqualoni, uomo di spicco nella vita cittadina, lo aggredì alle spalle, ferendolo malamente, a causa di una certa Lena denominata nei documenti "donna di Michelangelo".

Si sapeva che Lena aveva fatto da modella per il quadro del Caravaggio della Madonna di Loreto esposto sull'altare della cappella Cavalletti nella chiesa di Sant' Agostino a Roma. Pare fosse una nota prostituta dimorante da quelle parti.


Un biografo antico del Caravaggio, Giovanni Baglione, la racconta così: "fece una Madonna di Loreto ritratta dal naturale con due pellegrini, uno coi piedi fangosi e l'altra con una cuffia sdrucita e sudicia e per queste leggerezze in riguardo delle parti che una gran pittura aver dee, dai popolani ne fu fatto estremo schiamazzo".
Bassani ha rintracciato il senso profondo di queste affermazioni comparandolo con un'altra testimonianza coeva, determinante ma fino ad oggi di difficile comprensione, un appunto del medico Giulio Mancini, esperto d'arte e amico personale del Caravaggio.


Bassani ne risolve definitivamente ogni dubbio esegetico con dovizia di argomentazione e documentazione ricchissima, considerando come in appendice al libro siano pubblicati oltre cento documenti d'archivio inediti che permettono di ricostruire la vita e le avventure emblematiche della Lena che ci appare come una Moll Flanders ante litteram.


Questa ricerca di Bassani dura da molti anni. Prima culminò nel discusso ma per molti versi importante volume Caravaggio assassino (Donzelli editore, 1994) firmato con Fiora Bellini, e oggi culmina in questo nuovo libro che del precedente emenda errori, corregge sviste, puntualizza una serie cospicua di acute deduzioni. Oggi Bassani, con pacata ma circostanziata autocritica che gli fa onore, offre un ragguaglio preciso delle vicende che videro il Caravaggio, tra il 1599 e il 1606, al centro della attività artistica nella città eterna, in un andirivieni di magnati e popolani che non si potrebbe immaginare più vivido e avvincente.


Nel libro è compiutamente raggiunta l'identificazione della Lena con una persona ben precisa, Maddalena Antognetti la cui vita emblematica è ben documentata nelle carte d'archivio dell'epoca scrutinate da Bassani con acume e sopraffina intelligenza storica. E sembra di ritrovarsi, filtrata in una complessa ottica familiare e personale squisitamente femminile, in medias res nella vita sociale, culturale, politica ed economica della Roma del primo Seicento.


Maddalena Antognetti e sua sorella maggiore Amabilia sono due cortigiane che in verità erano nate "bene" in una famiglia di lavoratori e commercianti assai capaci e dinamici e che poi, travolte da sciagure e disavventure di ogni genere, si ritrovano costrette alla prostituzione. Bassani riesce a delineare un quadro d'epoca capillare e attendibile dove si muovono insigni prelati, funzionari di polizia, giudici, artisti, mercanti e letterati la cui attività interferisce continuamente con quella delle due cortigiane e con Maddalena soprattutto.


Così Bassani scopre i veri motivi che portano Caravaggio a quell'atto grave ancorché ricucito da una pacificazione avvenuta al palazzo del Quirinale alla presenza del Segretario di Stato Scipione Borghese, dunque al più eletto livello.


Lena era stata sfregiata a seguito di incresciose vicende che l'avevano esposta al disonore e all'emarginazione inflittale da brutte e altolocate persone. Il Caravaggio non tollerò che la sua modella venisse oltraggiata riverberandosi tale oltraggio su di lui, in una società dove la reputazione e il buon nome erano valori assoluti da proteggere sempre e comunque malgrado, paradossalmente, violenze e sopraffazioni sulle donne fossero all'ordine del giorno, sovente con la benedizione papale.


La storia che Bassani racconta (e che Fiora Bellini commenta e ritesse assai bene) è quella della rovina provocata appunto dal disonore, che colpisce in egual misura la bellissima modella e il sommo pittore. Ma la Bellini stessa fa poi notare come nessun documento pubblicato nel libro attesti la presenza insieme del Caravaggio e della Lena in qualcuna delle circostanze raccontate dai documenti medesimi. Nelle carte d'archivio, insomma, non si incontrano mai.
Sempre nel Caravaggio dubbi e certezze si intrecciano inestricabilmente.

Il libro. La donna del Caravaggio di Riccardo Bassani (Donzelli, pagg. 448, euro 44)