Fenomeno Escape Room: bambini in fuga
di Annarita Briganti , di Annarita BrigantiFenomeno escape room nell’editoria con un libro-gioco e con una vera e propria stanza per un gioco di fuga dal vivo, ispirato a Gianni Rodari, per imparare divertendosi e per superare il senso di oppressione di questi anni, per ritrovare un po’ di leggerezza (calviniana).
Escape game al castello (Gribaudo, età di lettura dai 6 anni in su) è una scatola viola con tante sfide da vincere e con tanti gadget come il castello al centro del gioco, da costruire, una clessidra, una lente d’ingrandimento, un orologio, un bloc-notes e il pezzo più importante, un filtro rosso per leggere le soluzioni sul retro delle carte che contengono gli enigmi, pure incluse nel “volume”.
Creato da L’atelier des bonnes idées e da Emmanuel Trédez, con le illustrazioni di Maud Riemann, realizzato e pubblicato per la prima volta in Francia nel 2020 da Auzou, in questo game bisogna portare fuori dal castello un bambino con il suo cane, rappre…
Fenomeno escape room nell’editoria con un libro-gioco e con una vera e propria stanza per un gioco di fuga dal vivo, ispirato a Gianni Rodari, per imparare divertendosi e per superare il senso di oppressione di questi anni, per ritrovare un po’ di leggerezza (calviniana).
Escape game al castello (Gribaudo, età di lettura dai 6 anni in su) è una scatola viola con tante sfide da vincere e con tanti gadget come il castello al centro del gioco, da costruire, una clessidra, una lente d’ingrandimento, un orologio, un bloc-notes e il pezzo più importante, un filtro rosso per leggere le soluzioni sul retro delle carte che contengono gli enigmi, pure incluse nel “volume”.
Creato da L’atelier des bonnes idées e da Emmanuel Trédez, con le illustrazioni di Maud Riemann, realizzato e pubblicato per la prima volta in Francia nel 2020 da Auzou, in questo game bisogna portare fuori dal castello un bambino con il suo cane, rappresentati da un minicartonato pure a disposizione delle giocatrici e dei giocatori.
La carta specchio è fondamentale per capire cosa dicono le frasi scritte al contrario su altre carte. Bisogna risolvere molte sciarade. Occorre decifrare il codice morse, interpretare l’alfabeto farfallino, che dopo ogni vocale aggiunge una f seguita dalla stessa vocale, e trasformare i numeri in lettere — 1/A, 2/B e così via. Risposta esatta: puoi spostare il bambino e il cane verso l’uscita, attraverso le diverse stanze del castello, dal salone alla soffitta e alla biblioteca. Quattro risposte sbagliate: hai perso la partita, da giocare, se possibile, in gruppo, magari con l’aiuto dei grandi, per stimolare la propria creatività riflettendo su come tirarsi fuori da una situazione, in linea con lo spirito del tempo.
Sempre in tema di gioco di fuga è stata inaugurata Ventiquattro Elle, la prima escape room ispirata a C’era due volte il Barone Lamberto (disponibile, tra le sue varie versioni, nell’edizione Einaudi Ragazzi), una novella di Gianni Rodari, fra le sue opere più amate.
Progettata e realizzata dallo studio We Are Müesli di Milano, questa escape room si trova nella Biblioteca Civica Pietro Ceretti di Verbania, a pochi chilometri da Omegna, dove nel 1920 nacque Rodari, non distante pure dall’Isola di San Giulio, nel cuore del Lago D’Orta, ambientazione del romanzo. Il Barone Lamberto si avvia verso la pensione dopo una carriera da circense in giro per il mondo. Una banda di ladri, i Ventiquattro Elle, ha elaborato un piano per trovare e scassinare i forzieri dove il Barone conserva i suoi tesori. Tutto è pronto per il grande colpo, ma l’unico della banda che conosce i codici per superare i sistemi di sicurezza del Barone è andato in ferie il giorno del furto. Le giocatrici e i giocatori di questo game hanno novanta minuti per guidare i ladri nella loro “impresa”, attraverso un computer, tra indizi, enigmi, indovinelli, uso di oggetti e altre sorprese (dai 6 anni in su, accompagnati da adulti; aperta in particolare dal venerdì alla domenica; massimo sei partecipanti per un totale massimo di 60 euro; prenotazione obbligatoria con green pass sul sito della Biblioteca).
«Non bisogna avere letto il libro o sapere tutto di Rodari, ma speriamo che alle partecipanti e ai partecipanti all’escape room venga voglia di scoprirlo o di conoscerlo meglio. Non si è fisicamente chiusi dentro. Chi vuole uscire durante il gioco può farlo e, per restare nei novanta minuti, si possono chiedere l’aiuto e l’“aiutone”. Noi siamo pronti a intervenire in ogni momento» racconta Andrea Cassina, direttore della Biblioteca Ceretti, che ci fa riflettere anche su come stiano cambiando queste istituzioni culturali così importanti per creare lettrici e lettori.
«Le biblioteche in questi anni stanno vivendo una profonda trasformazione: le abitudini culturali, l’uso del tempo libero, la transizione digitale sono tutti fattori che chiedono alle biblioteche di lavorare per stare al passo coi tempi e per proporre occasioni culturali che incontrino sempre meglio l’interesse delle cittadine e dei cittadini» aggiunge Cassina, convinto che pure lo scrittore omegnese approverebbe. «Enigmi risolti anche attraverso il “grande librone che contiene centomila parole in ordine alfabetico” ovvero il vocabolario, enigmi che coinvolgono anche la lingua: Rodari ci ha insegnato a giocare con le parole, con un immaginario che ti spinge a inventare finali diversi, come voleva lui per questo libro. Noi riprendiamo la sua lezione, quella di non farsi mai spaventare dalle parole, in un gioco basato sulla lingua e sulle storie» conclude Cassina.