Robinson

Il vero volto di Alessandro Magno. Sul nuovo Robinson

Il vero volto di Alessandro Magno. Sul nuovo Robinson
In una villa romana nei pressi di Pompei due studiosi italiani hanno individuato il ritratto del condottiero che ha cambiato il rapporto tra Oriente e Occidente. Una scoperta eccezionale, come ci racconta Silvia Ronchey sulla copertina del nuovo Robinson, in edicola da sabato 5 febbraio con Repubblica. Con un articolo di Federico Condello e un commento di Chiara Valerio
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Che volto aveva Alessandro Magno, l’uomo che andò alla conquista del mondo cambiando per sempre i rapporti tra Oriente e Occidente, e che fece da modello a tutti i condottieri a venire, da Cesare a Napoleone? Lo svela la scoperta – firmata da due studiosi italiani, Filippo Coarelli e Eugenio Lo Sardo – a cui dedichiamo la copertina di Robinson in edicola da sabato 5 febbraio con Repubblica (e tutta la settimana a 1 euro). Analizzando il ciclo di affreschi della villa di Boscoreale, vicino Pompei, in vista della grande mostra su Alessandro prevista per la primavera del 2023 al Museo Archeologico di Napoli, Coarelli e Lo Sardo hanno lavorato sull’intero programma figurativo, riuscendo a ricostruire l’insieme. Gli affreschi, smembrati e dispersi in varie collezioni museali europee e americane, oggi parlano di nuovo un’unica lingua. E ci mostrano probabilmente come, al di là delle raffigurazioni idealizzate che fiorirono subito dopo la sua morte (323 a.C.), era davvero il Macedone: un giovane uomo dall’aria pensosa, lo sguardo fisso nel vuoto, vestito con una tunica di foggia asiatica per la sua abitudine a indossare le vesti dei conquistati.

A raccontarci quest’avventura archeologica e iconologica, ricostruendo la vita-romanzo di Alessandro ma soprattutto la sua centralità culturale, è Silvia Ronchey, che ci spiega perché fu lui il ponte tra due mondi, “quello greco e quello asiatico, che già si parlavano e si scambiavano idee e sapienza fin dalla notte dei tempi”. Federico Condello, invece, ci porta nel mito di Alessandro, mito che egli stesso, precoce esempio di ciò che oggi chiamiamo self branding, volle creare e coltivare. Chiara Valerio, infine, ci rivela perché è proprio lui la più potente e immortale delle icone gay.

Continuando a sfogliare il nostro supplemento, troverete come sempre le recensioni delle novità in libreria – questa settimana, tra gli altri, Viola Ardone recensisce il romanzo intimista di Katie Kitamura, Tra le nostre parole, e Melania Mazzucco ci accompagna alla scoperta del romanzo Madame Degas, dell’olandese Arthur Japin, dedicato al mondo del grande pittore. Poi, l’appuntamento con le cronache che lo scrittore francese Emmanuel Carrère sta dedicando al processo di Parigi per la strage del Bataclan, e quello con l’autore da riscoprire: questa settimana, è Maurizio Cucchi a raccontare vita e opere di Antonio Porta.

A seguire le pagine dedicate alla letteratura per i più giovani, dove Roberto Luigi Pagani, studioso di lingue nordiche e autore del blog “Un italiano in Islanda” ci spiega – in occasione dell’uscita in libreria di Odino, giganti e altre stranezze di Paolo Berto – perché i miti nordici continuano ad affascinarci, dalle serie tv ai videogame. Nello spazio dell’Arte Emilio Isgrò, intervistato da Chiara Gatti, spiega come a Palermo, nell’oratorio di San Lorenzo, ha installato un’opera che sostituisce la Natività di Caravaggio rubata nel 1969 e mai più ritrovata; si parla d’arte anche nei Fumetti, dove Gabriele Di Donfrancesco ha intervistato Sara Colaone e Luca de Santis, autori di un graphic novel dedicato a Georgia O’Keeffe, grande ribelle dell’arte novecentesca. Nella pagina dedicata alle serie tv, Antonio Dipollina ha visto per noi la nuova serie Netflix, targata Shonda Rhimes e dedicata alla “regina della truffa” Anna Delvey.

Infine l’appuntamento con lo Straparlando di Antonio Gnoli (questa settimana con l’architetto Antonio Foscari) e il ritorno del nostro torneo letterario ideato da Giorgio Dell’Arti e dedicato, questa volta, ai classici russi. E vinca il migliore.