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William Boyd e il romanzo effetto cinema

Amori veri o recitati, finzioni, party e bugie. Lo scozzese William Boyd racconta un set della swinging London. Con citazioni segrete
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I romanzi sul cinema - Gli ultimi fuochi di Francis Scott Fitzgerald o I protagonisti di Michael Tolkin, più noto per il film diretto da Robert Altman - seguono copioni collaudati. La confusione sul set; i produttori disposti a tutto per finire le riprese (dopo aver molto brigato per cominciarle); la fatica per portare a casa pochi minuti di girato ("tutto quel che può andar male va male", quasi sempre), i capricci delle dive; le bizze dei registi; le frustrazioni degli sceneggiatori; l'alcol e gli altri piccoli amici dell'umore.


Prima di Trio, William Boyd ha scritto una quindicina di romanzi e qualche sceneggiatura per il cinema e la tv. Ha inventato un artista americano mai esistito di nome Nat Tate e gli ha costruito attorno una biografia fasulla ma credibile. Nato nel 1928, morto nel 1960. Qualche fotografia di chissà chi, scovata chissà dove (nella prima metà del Novecento, l'artista scompariva dietro il suo lavoro). Qua…

I romanzi sul cinema - Gli ultimi fuochi di Francis Scott Fitzgerald o I protagonisti di Michael Tolkin, più noto per il film diretto da Robert Altman - seguono copioni collaudati. La confusione sul set; i produttori disposti a tutto per finire le riprese (dopo aver molto brigato per cominciarle); la fatica per portare a casa pochi minuti di girato ("tutto quel che può andar male va male", quasi sempre), i capricci delle dive; le bizze dei registi; le frustrazioni degli sceneggiatori; l'alcol e gli altri piccoli amici dell'umore.


Prima di Trio, William Boyd ha scritto una quindicina di romanzi e qualche sceneggiatura per il cinema e la tv. Ha inventato un artista americano mai esistito di nome Nat Tate e gli ha costruito attorno una biografia fasulla ma credibile. Nato nel 1928, morto nel 1960. Qualche fotografia di chissà chi, scovata chissà dove (nella prima metà del Novecento, l'artista scompariva dietro il suo lavoro). Quadri dipinti da Boyd personalmente. Monografia pubblicata dalla casa editrice di David Bowie. Due grandi feste di lancio (tra la prima e la seconda, l'artistica truffa fu smascherata).


Boyd sa che il cinema è finzione, e non lo trova sconveniente (anche la letteratura lo è stata per tanto tempo, prima che l'autobiografia e il memoir prendessero il potere). Per questo Trio si stacca dallo sfondo. I romanzi sul cinema son sempre un po' moraleggianti, non viene considerato un mestiere serio. Sono sempre provvisti di una scena in cui i riflettori si spengono, resta l'angoscia della solitudine, e in sovrimpressione sembra che lampeggi la morale della favola: "meglio sarebbe stato coltivarsi una vita di affetti veri".


Strade troppo battute, William Boyd insegue (e regala al lettore) piaceri più originali. In un altro romanzo - Le nuove confessioni - guardava l'intero Novecento con gli occhi di un pioniere del cinema. Inventato, neanche a dirlo. Lo scozzese John James Todd, soldato con la macchina da presa durante la prima guerra mondiale. Negli anni Venti torna a Berlino e da lì spicca il grande salto verso Hollywood (come Lubitsch, Billy Wilder, e tanti altri colleghi veri).


Trio ha un orizzonte più ristretto: siamo a Brighton, 1968. Una troupe inglese sta girando La preziosa scala per la luna di Emily Bracegirdle - "un film stupido con un titolo stupido", dice il produttore a un attore che potrebbe essere Orson Welles, tanto gli somiglia. Celebrato a teatro nei panni di Falstaff, non si vergogna a chiedere una particina nello "stupido film": gli servono cinquemila sterline in contanti, subito.
Nel cast, l'ex popstar Troy: dai dischi di platino al set (non è chiaro se gioverà agli incassi del film, o se sarà il film a dargli l'ultimo sussulto di popolarità). La vera star è Anny Viklund, americana di origine svedese. Il regista del film Reggie King sul set preferisce farsi chiamare Rodrigo: suona italiano, altro polo di attrazione - come la Svezia - in quegli anni lontano dal cinema di Hollywood, e quindi molto chic.


Scozzese nato in Ghana (nella lista 1983 dei dieci migliori scrittori britannici, con Ian McEwan e Martin Amis) l'acrobatico William Boyd apre Trio con una frase di Cechov sulla segretezza e una di Albert Camus sul suicidio. Non vanno sprecate (un bravo scrittore non butta via neanche una riga). Elfrida Wing, scrittrice e moglie del regista "Rodrigo", ha un quaderno pieno di titoli - La via della folgore, Bella da morire - ma da dieci anni non scrive più una riga. Beve vodka dalla mattina alla sera, alle feste si presenta già ubriaca. Ha una fissazione per l'ultimo giorno di Virginia Woolf, suicida nel fiume con un pietra in tasca.


Gli attori fingono sul set agli ordini del regista. O fingono di fingere: la prima attrice e il cantante pop approfittano delle scene d'amore per baciarsi davvero (tra arte e vita, la trama racconta un'attrice famosa che fa un film a Brighton e si innamora dell'autista). Anche i non attori fingono. Per vivere tranquilli, tacendo sulle amanti del marito o rifugiandosi un appartamento segreto. Senza badarci troppo, non sono vere bugie: "A volte una forte convinzione è l'unica cosa su cui puoi fare affidamento nella vita". Vale per l'operaio dei ponteggi, e per il filosofo francese Jacques Soldat, marito di Anny Viklund. Arriva da Parigi senza preavviso e ne approfitta per raccontare agli isolani britannici il trionfale maggio francese.


Dal magazzino spariscono bobine di pellicola. Entra in scena Kenneth Kincade, "l'uomo che ti toglie dai guai" a venti sterline al giorno più le spese. Caricatura del detective britannico che ha visto troppi film americani, si renderà utile - a tariffa invariata - quando Anny Viklund viene ricattata dal precedente marito Cornell Weekly, evaso e terrorista. Fugge a Parigi inseguita dall'Fbi, mentre la "bella sceneggiatrice aggiunta" riscrive di corsa le nuove pagine di copione.


William Boyd ha scritto romanzi da fondista. In Trio tira fuori le sue doti da scattista: i personaggi entrano in scena, fingono, truffano, mentono, escono in un vorticoso girotondo. Spuntano tra le pagine nomi di quegli anni londinesi, Dirk Bogarde, Jean Shrimpton, Max von Sydow. E viene il sospetto di un romanzo-quiz, un trabocchetto teso al lettore: chi si nasconde dietro Anny Viklund?

Il libro. Trio di William Boyd è edito da Neri Pozza (Traduzione Massimo Ortelio, pagg. 320, euro 19)