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Manga: l'anno del boom

Manga: l'anno del boom
I nuovi dati divulgati oggi dall'Associazione Italiana Editori sul fumetto mostrano un fenomeno in crescita sempre maggiore. Testimoniato dal primo posto nella classifica generale dei libri con il numero 100 di One Piece
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Non c'è dubbio: è l'anno del boom dei manga e del fumetto in generale. I nuovi dati rivelati oggi dall'AIE parlano di un +175% in più rispetto al 2019 per quanto riguarda la spesa dei lettori per l'acquisto di letteratura disegnata, una cifra record che vale 100 milioni di euro a prezzo di copertina del venduto. Due incontri hanno approfondito il significato di questi dati.

Il primo intitolato "L'altra faccia del manga", analizza il mondo del geki-ga. Che cos’è il geki-ga? Letteralmente significa "immagini drammatiche". Di fatto si tratta di fumetti nati per un pubblico adulto che raccontano la realtà e storie anche intime senza sconti, utilizzando immagini potenti di sesso e di violenza espliciti oppure raccontando vicende storiche in maniera estremamente cruda o, ancora, lasciando spazio alla sperimentazione del segno nelle maniere più strane ed estreme. 

Ad Arena Robinson, nel primo giorno del Salone del libro, ne parlano con Luca Valtorta, Vincenzo Filosa, autore, traduttore ed esperto di fumetto giapponese; Giovanni Marinovich, art director Edizioni Bd e J-POP manga; Paolo La Marca, docente di letteratura giapponese all’Università di Catania e curatore delle collane manga per Coconino press; e Jacopo Costa Buranelli, direttore letterario di J-POP Manga. 

Tutti concordano sul fatto che il geki-ga è un fenomeno letterario che in Italia sta conquistando sempre più lettori tanto che le principali case editrici hanno deciso di scommettere su un genere il cui appeal non era scontato. "In alcuni casi" racconta Paolo La Marca "l'Italia è il primo paese al mondo al di fuori del Giappone a publicare opere fondamentali come l'antologia di Kazuo Kamimura 13 notti di terrore (da lui tradotto, ndr)".

«Piace perché rappresenta l’anello mancante tra il fumetto occidentale e una smitizzazione del manga canonico: è l’umanità» spiega Jacopo Costa Buranelli di J-POP Manga, la casa editrice che pubblica autori anche Osamu Tezuka, il massimo autore giapponese chiamato anche "il dio dei manga".

«Il geki-ga è un racconto del reale, non per forza realistico: è un fumetto intimo, una conversazione» dice Vincenzo Filosa, traduttore ma anche fumettista, autore di Italo un graphic novel ambientato in Italia ma come fosse un geki-ga e poi, uscito da pochissimo, di Cosma e Mito, un fumetto che mette insieme il folcklore giapponese con quello... calabrese!

Paolo La Marca racconta la sua esperienza di traduttore di Kazuo Kamimura, uno dei più raffinati fumettisti giapponesi. Il suo è uno stile elegantissimo e crudele al tempo stesso: «I lettori sono molto attratti dalla qualità del suo disegno», dice La Marca. «È stato un vero eclettico e ha affrontato questioni scottanti come il divorzio e le relazioni dal punto di vista femminile», aggiunge Buranelli. 

Ad aver attinto (per usare un eufemismo) molto al geki-ga  è stato anche un regista come Quentin Tarantino. J-POP Manga ha pubblicato Lady Snowblood scritto da Kazuo Koike e disegnato da Kamimura, il fumetto cult che ha ispirato Kill Bill. 

Un ponte in qualche modo verso il mainstream visto il successo di Kill Bill, che, a sua volta, ha contribuito a rilanciare un certo immaginario legato alle arti marziali e i b-movie. Si parte dal fatto che il numero 100 di un manga, One Piece, è appena arrivato al primo posto della classifica generale dei libri e a questo punto, sollecitato da una domanda di Valtorta, Cristian Posocco (publishing manager di di Star Comics) rivela che la sua casa editrice è diventata la terza in Italia per vendite. Non la terza di fumetti: la terza in assoluto. Marco Schiavone, editore di Bd e J-Pop Manga spiega "C'è stato un grande e lungo lavoro di preparazione per arrivare a questi risultati: bisognava crederci e investire nelle licenze".

Di lungo e paziente lavoro ne sa qualcosa Caterina Marietti, editore di Bao, che ha creduto in Zerocalcare quando era uno sconosciuto e nel tempo ha allargato il parco dei suoi autori sviluppando artisti come Daniel Cuello (anche lui passato dall'Arena Robinson per raccontare il suo nuovo graphic novel, Le buone maniere): "Bao da tempo ha iniziato a pubblicare una sua linea di manga che si inserisce però all'interno della nostra linea editoriale. Trattiamo temi particolari: per esempio La taverna di mezzanotte nel raccontare le storie del cibo racconta le storie delle persone". Infine Jacopo Moretti (senior event manager area fumetti e manga di Lucca Comics) dal suo osservatorio privilegiato racconta di come Lucca abbia progressivamente allargato gli spazi dedicato al Giappone partendo da un padiglione, passando a un intero palazzo e finendo a costruire una città nella città, Japan Town". Insomma questo è solo l'inizio, a Lucca Comics la seconda puntata con la presentazione da parte dell'AIE di una nuova tornata di dati.