Festival. Un essere speciale
di Annarita Briganti , di Annarita Briganti"Un'estate nel ricordo di Franco Battiato per Simone Cristicchi. Il cantautore ha inaugurato la Milanesiana di Elisabetta Sgarbi con un concerto intitolato Abbi cura di me e debutterà in prima nazionale al Festival della Bellezza con il suo nuovo progetto, Torneremo ancora - Concerto mistico per Battiato, domenica 19 giugno (ore 21.15) al Teatro Romano di Verona, di cui ci parla in questa intervista.
Cristicchi e la cantante Amara, per la prima volta insieme sul palco, proporranno il repertorio mistico di Franco Battiato, scomparso un anno fa, in uno degli eventi più attesi della IX edizione della manifestazione, quest'anno dedicata a "Miti e tabù. Personaggi e opere iconiche tra idee e simboli" (fino al 22 ottobre in diverse sedi italiane).
Cristicchi, cosa rappresenta per lei un mito, per riprendere il tema del festival, come Battiato?
"Devo molto a Battiato, alla sua infinita grazia, al suo modo di concepire l'arte come &…
"Un'estate nel ricordo di Franco Battiato per Simone Cristicchi. Il cantautore ha inaugurato la Milanesiana di Elisabetta Sgarbi con un concerto intitolato Abbi cura di me e debutterà in prima nazionale al Festival della Bellezza con il suo nuovo progetto, Torneremo ancora - Concerto mistico per Battiato, domenica 19 giugno (ore 21.15) al Teatro Romano di Verona, di cui ci parla in questa intervista.
Cristicchi e la cantante Amara, per la prima volta insieme sul palco, proporranno il repertorio mistico di Franco Battiato, scomparso un anno fa, in uno degli eventi più attesi della IX edizione della manifestazione, quest'anno dedicata a "Miti e tabù. Personaggi e opere iconiche tra idee e simboli" (fino al 22 ottobre in diverse sedi italiane).
Cristicchi, cosa rappresenta per lei un mito, per riprendere il tema del festival, come Battiato?
"Devo molto a Battiato, alla sua infinita grazia, al suo modo di concepire l'arte come "missione" che possa aiutare la crescita e l'evoluzione spirituale dei propri contemporanei. Battiato è un "punto di non ritorno", prima e dopo di lui, nessun altro: unico cantore di un divino che non ha mai saputo di incensi e sagrestie. Con il progetto Torneremo ancora sento l'emozione e il privilegio d'interpretare con Amara il suo repertorio mistico e d'immergermi ancora più profondamente in quei messaggi che valicano i confini del tempo".
Vi conoscevate?
"Ho avuto il privilegio d'incontrarlo per la prima volta nel 2007, quando ho vinto il Festival di Sanremo con Ti regalerò una rosa. Mentre ero Sicilia, mi ha invitato da lui. Se passava da Roma, andavo a salutarlo ma quel pomeriggio, a casa sua, è stato particolarmente emozionante. In genere, quando incontri il tuo idolo non solo ti delude ma lo riempi di domande. Invece, era Battiato che voleva sapere di me. Come con Alda Merini: avevano grande carisma ma erano aperti agli altri, non chiusi nel loro carisma".
Perché reinterpretare la parte mistica della produzione di Battiato?
"È stata una scelta naturale. Nel mio percorso, negli ultimi anni, ho affrontato il tema dell'invisibile, un viaggio all'interno di sé stessi, le domande universali che tutti si dovrebbero porre. Quando ho pensato a un omaggio a Battiato, ho scelto il repertorio più vicino alle mie corde di oggi. Nessuno è riuscito a essere spirituale come lui, canzoni che sembrano preghiere".
C'è bisogno di spiritualità.
"La spiritualità è una percezione individuale. Si deve accendere quella scintilla in te che ti fa intraprendere il viaggio per eccellenza. La società, così com'è oggi, impedisce questa ricerca. Va spento il rumore che abbiamo intorno e dentro di noi. Battiato era un grande frequentatore del silenzio. Solo nel silenzio puoi sentire la voce della nostra coscienza, che ti racconta chi sei, che ti dice la verità".
La bellezza della cultura e dell'arte in ogni sua forma ci salva la vita, ci fa stare bene?
"Come dico in un mio spettacolo non è la bellezza che salverà il mondo ma siamo noi che dobbiamo salvarla. Ognuno di noi è chiamato a farsi guardiano della bellezza, anche del proprio piccolissimo fazzoletto di mondo. Per me la bellezza è fondamentale, mi ha davvero salvato la vita. Ho perso mio padre quando avevo dieci anni, mi sono rifugiato nell'arte, la bellezza è stata la mia scialuppa di salvataggio. Ho iniziato come disegnatore di fumetti. Ringrazio l'arte, che mi ha permesso di diventare quello che sono".
Come potremmo liberarci di un concetto superficiale di bellezza, diffuso anche dai social?
"A partire dai giovani. È una battaglia quasi persa ma va combattuta, contro una bellezza di plastica, effimera che ci viene propinata continuamente. L'arte, la musica sono armi potentissime ma anche la scuola deve fare la sua parte".
Festival della bellezza
In programma dal 15 giugno al 22 La IX edizione, che si svolge in diversi luoghi d’Italia, è dedicata a “Miti e tabù. Personaggi e opere iconiche tra idee e simboli”. Per tutte le info https://festivalbellezza.it