Robinson

Perché tornano i ribelli della Valle dell'Eden. Sul nuovo Robinson

Perché tornano i ribelli della Valle dell'Eden. Sul nuovo Robinson
I figli si ribellano ai padri sul destino del Pianeta; ecco il motivo per cui oggi rileggiamo il capolavoro di Steinbeck. Ne scrivono Natalia Aspesi, Stefano Massini e Gabriele Romagnoli sul nuovo Robinson in edicola con Repubblica dal 27 agosto
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Mai come oggi che i figli si ribellano ai padri sul destino del nostro Pianeta, paradiso perduto, consegnato ai giovani in condizioni disastrate (è questa l'accusa più grande), potrebbe essere più opportuno (ri)leggere un romanzo che dello scontro generazionale ha fatto la sua bandiera come La valle dell'Eden di John Steinbeck. Il 19 settembre saranno esattamente settant'anni dalla prima pubblicazione - era il 1952 - di un libro reso universale e immortale anche per l'uscita, tre anni dopo, dell'omonimo film con James Dean. Eppure continuando a rovistare tra quelle pagine, cambiando magari l'angolazione dello sguardo e osservando le cose di allora attraverso le lenti di ora, è possibile trovare nuovo significato, che parla anche alle generazioni di oggi. Per questo abbiamo deciso di dedicare la copertina di Robinson, in edicola da sabato 27 agosto, proprio a Steinbeck e allo scontro tra i padri e i figli che ha saputo mettere in scena.

Una guerra che dall'Adamo biblico all'Adam protagonista del romanzo, fino al nostro presente, non ha concesso tregue, come ci racconta Gabriele Romagnoli: "Ogni generazione si assegna la propria medaglia, quella successiva gliela strappa. Nessuna generazione avrà per alleata la precedente o la successiva".
Eppure vogliamo credere che sia esistito un tempo mitico in cui genitori e figli abitavano lo stesso paradiso.

Che cosa ha rotto questo incanto? La risposta è lo stesso Steinbeck a darcela: "Quando un bambino scopre per la prima volta gli altarini - quando per la prima volta entra nella sua testolina che gli adulti non hanno un'intelligenza divina e i loro giudizi non sono sempre saggi, i loro pensieri giusti e giuste le loro sentenze - allora il suo mondo crolla in una desolazione paurosa. Gli dei sono crollati e non c'è più alcuna sicurezza". In fondo, e qui ancora sta la lezione di Steinbeck, la missione di ogni generazione è smascherare quella precedente.

E a un'icona che ha attraversato le generazioni è dedicato invece il bel ritratto che Natalia Aspesi fa proprio di James Dean, che in poco più di un anno e soli tre film (La valle dell'Eden appunto, Gioventù bruciata e Il gigante) ha dato vita alla leggenda dell'adolescente ribelle. Del resto, la nuova star ha tutte le ragioni per essere un ribelle: nasce in un piccolo centro industriale dell'Indiana l'8 febbraio 1931, in una famiglia disagiata che si sposta a Santa Monica in California in cerca di fortuna quando lui ha sei anni. Ne ha nove quando la mamma muore e il padre lo spedisce da una zia e si risposa. A diciotto anni sa già che vuole fare l'attore disobbedendo al padre di cui non riconosce l'autorità. Evocato, rimpianto, studiato, raccontato per decenni, chissà se James Dean, si chiede Natalia Aspesi, che comunque è la massima icona gay, ancora dice qualcosa ai giovani di oggi, che "si lamentano ma non si ribellano" e hanno per modello "il volto della piccola Greta ecologista". Infine, Stefano Massini ripercorre magistralmente la parabola di Steinbeck, premio Nobel per la letteratura nel 1962, che ha convertito in incubo il sogno americano, proprio mentre ci raccontava cosa si nascondeva dietro quel sogno.

Non solo Steinbeck, però. Continua sulle pagine del nostro supplemento il flash mob dei libri organizzato da Robinson con i booktoker di TikTok. Nelle pagine dedicate alle novità in libreria troverete, tra gli altri, lo sguardo di Melania Mazzucco sul nuovo romanzo del maestro di intrecci spazio-temporali Christoph Ransmayr e l'inedito di Louisa May Alcott recensito da Leonetta Bentivoglio. Mentre lo scrittore da riscoprire questa settimana è Arturo Loria, di cui ci dice tutto Bruno Quaranta, e per lo Straparlando Antonio Gnoli ha incontrato lo psicoanalista junghiano Luigi Zoja.

Nelle pagine dell'arte ampio spazio al più celebre artista scandinavo, Edvard Munch. Lara Crinò a Oslo ha visitato per noi il nuovo, grande museo a lui dedicato; Antonello Guerrera, da Londra, ci racconta la mostra dei suoi capolavori in corso alla Courtauld Gallery. Nelle pagine dedicate ai fumetti, invece, Luca Raffaelli ci porta alla scoperta della "macchina" dei comics, intervistando lo sceneggiatore Tito Faraci, la "penna" di tante storie amatissime, da Topolino a Dylan Dog.

Nelle ultime pagine, come sempre, il nostro torneo letterario, ideato da Giorgio Dell'Arti e dedicato alla narrativa italiana: sono 32 i libri ancora in gara. Sfogliate Robinson fino alla fine per scoprire chi sono gli eliminati eccellenti e chi invece avanza verso la finale.