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Jeffery Deaver: "Tre colpi di scena come minimo. Ma mai più di cinque. Ecco la ricetta del thriller perfetto"

Lo scrittore americano ha presentato il suo "La mappa nera" a Pordenonelegge. L’abbiamo intervistato
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La rentrée letteraria è una grande festa. Non a caso Pordenonelegge, il festival specializzato nelle anteprime editoriali, da ventitré anni si propone come la “festa del libro con gli autori”. Un party, per lettrici e lettori, che si terrà dal 14 al 18 settembre a Pordenone e in altri Comuni del territorio, diretto da Gian Mario Villalta, che lo cura con Alberto Garlini e Valentina Gasparet (tutti gli eventi della manifestazione sono gratuiti). Tra le tante star di questa edizione, provenienti da tutto il mondo, che parleranno di arte e architettura, di temi scientifici, di letteratura, di poesia, abbiamo scelto Jeffery Deaver. Lo scrittore americano è atteso il 17 settembre alle 11,30 in piazza San Marco per la presentazione del suo ultimo thriller, La mappa nera (Rizzoli), traduzione di Sandro Ristori, con Piergiorgio Pulixi. Una nuova indagine per Colter Shaw, il cacciatore di ricompense creato da Deaver, che in questo romanzo lotta co…

La rentrée letteraria è una grande festa. Non a caso Pordenonelegge, il festival specializzato nelle anteprime editoriali, da ventitré anni si propone come la “festa del libro con gli autori”. Un party, per lettrici e lettori, che si terrà dal 14 al 18 settembre a Pordenone e in altri Comuni del territorio, diretto da Gian Mario Villalta, che lo cura con Alberto Garlini e Valentina Gasparet (tutti gli eventi della manifestazione sono gratuiti). Tra le tante star di questa edizione, provenienti da tutto il mondo, che parleranno di arte e architettura, di temi scientifici, di letteratura, di poesia, abbiamo scelto Jeffery Deaver. Lo scrittore americano è atteso il 17 settembre alle 11,30 in piazza San Marco per la presentazione del suo ultimo thriller, La mappa nera (Rizzoli), traduzione di Sandro Ristori, con Piergiorgio Pulixi. Una nuova indagine per Colter Shaw, il cacciatore di ricompense creato da Deaver, che in questo romanzo lotta contro i crimini che commettono alcune aziende ma il vero filo rosso dell’opera è la famiglia. L’indagine de La mappa nera era stata iniziata dal padre del protagonista e viene portata a termine da quest’ultimo con suo fratello, che era scomparso dalla sua vita. Una caccia al tesoro contro i cattivi, per le strade di San Francisco. Chi ritrova un fratello trova un tesoro, come ci racconta in esclusiva, aspettando Pordenonelegge, lo scrittore.

Deaver, è un libro contro il capitalismo?
«Non del tutto. Credo nel capitalismo. È il capitalismo che mi permette di pubblicare le mie storie e di farle arrivare ai lettori, ma temo che il fenomeno delle multinazionali serva da scudo e consenta agli individui di agire in modi cattivi. Proprio come non c’è niente di sbagliato nell’alcol (amo i vini italiani!) ma bere può rimuovere i valori morali e portare a comportamenti scorretti».

Parla anche dei rischi per la politica americana, evoca Trump senza mai nominarlo e pensiamo pure a cos’è accaduto contro l’aborto. Come sta l’America ora?
«Il mio amato Paese sta vivendo tempi difficili. Non credo che Trump, a cui mi oppongo fermamente, abbia creato un nuovo movimento nazionalista e fondamentalista, ma ha sdoganato tutti i pregiudizi presenti da anni. E, come racconto in La mappa nera, il sistema politico americano consente a una minoranza di controllare molte delle leggi del Paese. Quella minoranza ora è molto arrabbiata. L’aborto è un esempio. La maggior parte degli americani crede che una donna dovrebbe essere in grado di scegliere, ma la minoranza è riuscita a impedirlo. Poi toccherà alla contraccezione e ai matrimoni tra persone dello stesso sesso?».

Colpi di scena, inseguimenti, indizi, soluzioni e una riflessione sul concetto di famiglia, vera colonna portante della trama. Quanto contano i legami familiari per il suo personaggio e per lei?
«C’è tanta azione nel libro ma il suo cuore è effettivamente una famiglia che lotta per riunirsi. La famiglia è vitale per Colter Shaw, per me e per la società. Le migliori trame criminali non avrebbero senso senza un tocco di umanità, e cosa c’è di più umano della famiglia? Molti mi hanno detto di aver pianto in certi passaggi».

A proposito di sentimenti ed emozioni: lei è nato lo stesso giorno di Freud. Quanto è importante per Jeffery Deaver l’analisi di ciò che abbiamo dentro?
«Non sono un fan della psicoanalisi freudiana, anche se credo nei benefici della psichiatria. Tuttavia, sono affascinato dalla nostra psiche e dai processi mentali. La mente è un arazzo così ricco da ritrarre nella finzione. Il mio lavoro è guardare nella mente dei miei lettori e capire cosa vogliono e cosa li fa divertire. Bramano gli eroi e darò loro uomini e donne che possano ammirare e di cui innamorarsi».

I suoi personaggi non hanno mai paura e noi, come facciamo a essere eroici, di questi tempi?
«È molto difficile essere forti in momenti come questo ma in quanto esseri umani lotteremo sempre per farcela. Colter Shaw è un survivalista: ha le competenze per difendere sé stesso e gli altri dal male. Il fatto stesso che il survivalismo, diffuso in America, esista significa che noi umani ci sforziamo di rimanere su questa terra e di essere premurosi, produttivi ed etici. I romanzi gialli in particolare offrono molti esempi di questo: eroi che lottano per rivendicare la vita e punire coloro che la minacciano».

Quanti colpi di scena ci devono essere nel thriller perfetto?
«Almeno tre, ma più di cinque potrebbe essere troppo. La storia dev’essere piena di sfide e di conflitti, che saranno risolti per la soddisfazione dei lettori. Scrivere è ancora, per me, condividere me stesso con gli altri. La cosa più bella sulla faccia della terra. Non vedo l’ora di ringraziare di persona i lettori che verranno a Pordenonelegge. Sa come chiamo l’Italia? Il Paese dei Lettori».

Oltre 500 protagonisti, 300 eventi in una trentina di location della città e del Friuli Venezia Giulia, dal 14 al 18 settembre. Info e programma su www.pordenonelegge.it