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Vacanze inglesi, il romanzo riscoperto di R. C. Sherriff

Litografia a colori di Ronald Brett per un poster pubblicitario della British Railways, anni '30 
La famiglia Stevens ogni anno va al mare sempre nella stessa pensione... Arriva in Italia il libro applaudito dal premio Nobel Kazuo Ishiguro
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Da cosa riconosciamo uno scrittore bravo? Parole ricercate? Assenza di trama e personaggi, roba vecchia che ha fatto il suo tempo? Incertezza su chi parla, o guarda il mondo, perché chi batte sui tasti impone la sua presenza? Tutte qualità utili per la letteratura intesa come uno sport competitivo: spingersi dove nessuno è arrivato prima, ai confini del leggibile.

Il lettore di romanzi preferisce chi racconta il mondo con gli occhi - e le parole - dei suoi personaggi. Il viaggio della famiglia Stevens dai dintorni di Londra verso il mare di Bognor - per la vacanza di Due settimane in settembre - è frammentato in vari punti di vista. Eppure mantiene un solido impianto tradizionale, il narratore sa tutto di tutti. Siamo nel 1931, venti anni prima Virginia Woolf aveva annotato nel suo diario "la natura umana è cambiata". I romanzi sarebbero cambiati di conseguenza. O forse no.

Il capofamiglia Stevens ha un rigido Ruolino di marcia (maiuscolo…

Da cosa riconosciamo uno scrittore bravo? Parole ricercate? Assenza di trama e personaggi, roba vecchia che ha fatto il suo tempo? Incertezza su chi parla, o guarda il mondo, perché chi batte sui tasti impone la sua presenza? Tutte qualità utili per la letteratura intesa come uno sport competitivo: spingersi dove nessuno è arrivato prima, ai confini del leggibile.

Il lettore di romanzi preferisce chi racconta il mondo con gli occhi - e le parole - dei suoi personaggi. Il viaggio della famiglia Stevens dai dintorni di Londra verso il mare di Bognor - per la vacanza di Due settimane in settembre - è frammentato in vari punti di vista. Eppure mantiene un solido impianto tradizionale, il narratore sa tutto di tutti. Siamo nel 1931, venti anni prima Virginia Woolf aveva annotato nel suo diario "la natura umana è cambiata". I romanzi sarebbero cambiati di conseguenza. O forse no.

Il capofamiglia Stevens ha un rigido Ruolino di marcia (maiuscolo nel testo): ungere gli attrezzi e chiudere il capanno, portare il canarino con semi e bagnetto alla vicina, ridurre la consegna del latte, cenare con il bollito, gli avanzi servono per i panini da viaggio. La signora Stevens ha il terrore del mare, e della stazione di Clapham Junction: si cambia treno con il baule al seguito. Il figlio piccolo Ernie sta incollato al finestrino, affascinato dalla spazzatura che si ammucchia nella striscia di terra accanto ai binari e dai misteriosi segnali della ferrovia. I figli grandi che lavorano, forse all'ultima vacanza con i genitori, poco convinti se stanno in disparte.

L'ansioso Mr Stevens guarda con odio le signore sole. Teme che possano svenire o inciampare, "e non si può abbandonare una signora con lo spietato pretesto di un treno da prendere". Porta la famiglia da 20 anni alla pensione Vistamare, dove era andato in luna di miele. Mrs Stevens deve aver pensato che non era il momento giusto per confessare l'antipatia per il mare, non importa se calmo o tempestoso. Da allora ammira la destrezza del marito tra coincidenze e controllori - "ne consultava sempre due, con un secondo parere si sentiva più sicuro".

Dobbiamo la riscoperta di Due settimane in settembre a Kazuo Ishiguro, interrogato dal Guardian su cosa leggere per tenersi un po' su - era l'aprile del 2020, sezione "lockdown culture". Suggerimento prezioso anche fuori dall'emergenza. Il romanzo ha un'ironia tutta britannica: Mr Stevens vede la futura sposa a teatro "in un gruppo di ballerine vestite da mungitrici". Crede nell'acquisto di giornali e riviste per il viaggio. Troppo tesa per leggere, la consorte scende dal treno "con la rastrelliera portabagagli e le istruzioni d'emergenza impresse a fuoco negli occhi doloranti".

La smania di godersi la vacanza al mare, il conto alla rovescia dei giorni che rimangono, la pensione Vistamare che in vent'anni non ha cambiato neanche un centrino, tutto è invecchiato e consunto, aggiungono la malinconia per il tempo che se ne va. Il capofamiglia ha la sua passeggiata fissa, per il bilancio annuale: salendo pensa al passato, scendendo immagina una vita diversa dall'ufficio fatturazione. La figlia grande fa la sarta e in vacanza conosce un attore girovago. Il figlio avviato da papà alla vita da impiegato vorrebbe fare l'architetto. Sente di aver più talento di chi ha progettato la chiesa del quartiere: "Sembrava che avesse iniziato di malavoglia, per poi perdersi d'animo e andare sul sicuro".

Con il romanzo, Kazuo Ishiguro riporta alla ribalta R. C. Sherriff (le iniziali stanno per Robert Cedric). Nato nel 1896, lascia la scuola per un posto da impiegato nelle assicurazioni (come il padre), combatte la prima guerra mondiale, viene ferito sul fronte francese. Racconterà l'esperienza nel dramma Journey's End. Prima rappresentazione con l'attore Laurence Olivier appena ventenne, e la regia di James Whale (che nel 1930 dirigerà il film, titolo italiano Il grande viaggio, poi arriverà il Frankenstein con Boris Karloff). Il produttore Maurice Browne vide lo spettacolo e lo portò al Savoy Theater. Due anni di repliche.

R. C. Sherriff aveva scritto fantascienza e fatto lo sceneggiatore. L'abitudine alla scrittura come mestiere - butto giù il primo testo teatrale perché il suo club di canottaggio aveva bisogno di soldi - gli fa raccontare con pratico cinismo, nell'autobiografia, la nascita di Due settimane in settembre. In vacanza a Bognor vedeva passare la gente, cercava di immaginarne la vita e le vacanze. In un romanzo, a teatro era reduce da qualche insuccesso.

Più facile a dirsi che a farsi. Teme che il suo vocabolario non sia all'altezza, e va a caccia di parole "mai usate in precedenza". Poi si rassegna alla "modesta riserva" che sa maneggiare, in vacanza non ha con sé il vocabolario. "Stile terra terra", lo chiama. E come guardare i personaggi: dall'alto, oppure dal basso? (sceglie la via di mezzo). Pensa di tenere il manoscritto nel cassetto, ma non resiste. Offre la sua "caramellina di frutta a un leone" (dell'editoria) che subito lo pubblica.

Volendo continuare la catena dei consigli sicuri, la modesta signora Stevens di Due settimane in settembre somiglia molto alla moglie americana Mrs Bridge, nel romanzo di Evan S. Connell. Siamo nel 1958, la signora Bridge prende lezioni di guida e di pittura. Entrambe disastrose.

Il libro
Due settimane in settembre
di R. C. Sherriff (Fazi, traduzione di Silvi Castoldi, pagg. 352, euro 18,50)