Il premio Nobel Annie Ernaux e l'amore scandaloso in un nuovo romanzo
di Melania Mazzucco , di Melania MazzuccoIl ragazzo (Le jeune homme) è l'ultima tessera della socio-autobiografia a mosaico che Annie Ernaux ha intarsiato, libro dopo libro, in quasi cinquant'anni. Tessera minuscola (di appena 29 pagine), eppure illuminante per decifrarne il disegno d'insieme. A un mese dal conferimento del Nobel per la Letteratura esce per l'Orma, la raffinata e agguerrita casa editrice che Ernaux ha riscoperto e valorizzato, nella traduzione di Lorenzo Flabbi, storica voce italiana della scrittrice, corredata da tre suoi discorsi: Scrittura e memoria, composto in occasione del Premio Strega Europeo 2016, è una limpida autoesegesi, che potrebbe servire da introduzione a questa e a tutte le sue opere.
In apparenza, come pretende il titolo, questo testo laconico e fulminante è, come molti altri, un frammento della sua vita: "Cinque anni fa - recita l'incipit - ho passato una notte impacciata con uno studente che mi scriveva da un anno e aveva voluto incontrarmi&…
Il ragazzo (Le jeune homme) è l'ultima tessera della socio-autobiografia a mosaico che Annie Ernaux ha intarsiato, libro dopo libro, in quasi cinquant'anni. Tessera minuscola (di appena 29 pagine), eppure illuminante per decifrarne il disegno d'insieme. A un mese dal conferimento del Nobel per la Letteratura esce per l'Orma, la raffinata e agguerrita casa editrice che Ernaux ha riscoperto e valorizzato, nella traduzione di Lorenzo Flabbi, storica voce italiana della scrittrice, corredata da tre suoi discorsi: Scrittura e memoria, composto in occasione del Premio Strega Europeo 2016, è una limpida autoesegesi, che potrebbe servire da introduzione a questa e a tutte le sue opere.
In apparenza, come pretende il titolo, questo testo laconico e fulminante è, come molti altri, un frammento della sua vita: "Cinque anni fa - recita l'incipit - ho passato una notte impacciata con uno studente che mi scriveva da un anno e aveva voluto incontrarmi". Sembra il racconto della relazione fra una donna matura e un ragazzo trent'anni più giovane. Già letto? Forse, ma Il ragazzo non è Chéri (cui pure Ernaux rimanda). Non solo perché, pur scrivendolo nel 1998-2000 (le date figurano nell'ultima pagina), quel racconto non lo pubblica. Perché il sesso scardina il tempo e infiamma la memoria, e la scrittura di Ernaux imbocca un'altra strada.
Lo pubblica nel maggio del 2022, quando ormai ha ottantadue anni. Per l'insolente orgoglio di rivendicare la sua libertà di donna negli anni '20 del XXI secolo, quando l'orologio della storia delle donne ticchetta a ritroso? Forse. Il contesto è sostanza ed essenza della ricerca di Ernaux. Che distingue recisamente ricordi intimisti e memoria, affermando che è solo questa il suo materiale letterario, perché capace di proiettare una singola vita nel cuore della società. "Dalla memoria più lontana, tramandata dagli altri, alla più immediata, di un presente destinato a diventare passato". Ma stavolta il centro dell'opera (e la ragione del suo interesse) è la scrittura stessa.
Il ragazzo è un libro scarno, diretto e disturbante, sulla scrittura e sugli scrittori: come e perché nasce un'opera, come l'esperienza diventa parola, e letteratura. Ernaux lo annuncia fin dall'epigrafe: "se non le scrivo, le cose non sono arrivate fino al loro termine, sono state soltanto vissute". Eppure non bisogna lasciarsi ingannare da questa affermazione, in fondo tradizionale. Ernaux è molto più radicale. E la ribalta. Non si tratta di scrivere "per capire e per salvare la vita" (come pure dichiara), ma di vivere per scrivere.
È con questa consapevolezza che, a cinquantaquattro anni, già madre di figli adulti, si avventura nella storia con A., lo studente di letteratura che l'avvicina del resto non in quanto donna matura, ma in quanto scrittrice. Borghese, benestante, celebre, lei; povero lui, apatico, indifferente alla politica e al mito del lavoro che ha guidato la generazione di Ernaux. Rapporto non asimmetrico, come vorrebbe il cliché (la donna matura vulnerabile, perché destinata a essere lasciata dal giovane amante): anzi, "equo": A. dà piacere e attenzioni, Ernaux viaggi, soldi e indipendenza economica. Ma è lei, in posizione dominante, a stabilire le regole dell'affare (e a guadagnarci). A. - che le ricorda il pasoliniano ospite funesto di Teorema - è il suo specchio discronico (stessa origine popolare e provinciale, appartenenza al "mondo dei dominati"), le fa rivivere la precarietà della vita da studentessa e la conduce, come in sogno, nel suo passato, resuscitando la "ragazza scandalosa" degli anni '60 che Ernaux è stata e con lui torna a essere, stavolta senza vergogna.
Accettando di esserle partner in pubblico, la spinge a provocare la società ("una sfida per cambiare le convenzioni"), a demistificare l'esistenza borghese per conquistare la quale Ernaux aveva rinnegato la sua origine (al mondo da lei tradito aveva potuto far ritorno solo con la scrittura: Il posto e Una donna sono dedicati ai genitori operai e alla loro effimera ascesa sociale a Yvetot). Il ragazzo la costringe a tornare non solo nel tempo ma anche nello spazio della sua giovinezza. A. è normanno, come lei; si incontrano a Rouen: dalla finestra dell'appartamentino, Ernaux vede l'Hotel Dieu: l'ospedale in cui era stata ricoverata trent'anni prima, per l'emorragia dopo l'aborto.
Così la vicenda si svolge nel segno di una doppia iniziazione: per lui, alle prime volte della vita; per lei alla "duplicazione del passato". Tutto è stato già vissuto: la storia con A. è un palinsesto, un déja vu - ma stavolta Ernaux è consapevole di essere il personaggio fittizio della propria storia.
ant'è che quando inizia a scrivere L'evento - "la narrazione del mio aborto clandestino attorno alla quale giravo da tempo" (la sua opera più audace, e oggi apprezzata anche per ragioni extraletterarie) - ogni funzione del ragazzo cessa: Ernaux se ne stacca come dall'embrione, e rompe con lui appena conclude quel libro. Questo viene posposto e poi scartato - e nemmeno potrà essere davvero scritto: solo riassunto, come una premessa, e una lezione di letteratura.
Il libro
Annie Ernaux, Il ragazzo (L'orma, Traduzione Lorenzo Flabbi, pagg. 60, euro 8. In libreria dall'8 novembre)