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Holly Jackson, il mio anno da regina social

La scrittrice inglese è diventata una star planetaria grazie al passaparola online. Qui, intervistata da tre booktoker, racconta il legame sempre più stretto tra i libri e TikTok
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Holly Jackson, inglese, classe 1992, è tra le protagoniste assolute dell’editoria mondiale. Ed è un caso di scuola. Il suo thriller young adult Come uccidono le brave ragazze, infatti, esce in patria nel 2019, ma fa il botto molto più tardi. E cioè quando viene mostrato in Heartstopper, serie tv amatissima dagli adolescenti. Parte da qui un massiccio passaparola su TikTok che catapulta l’autrice ai vertici delle classifiche, Italia compresa.

Anche il sequel, Brave ragazze, cattivo sangue, diventa subito bestseller. In attesa dell’uscita italiana del terzo capitolo –Una brava ragazza è una ragazza morta, ad aprile 2023, come gli altri per Rizzoli – la scrittrice accetta di rispondere, via Robinson e solo su Robinson,alle domande di tre booktoker che la conoscono bene: Francesca De Cecchi (@francescadececchi), Rita Nardi (@pensieri_come_parole), Magdalena Rosa (@magsbook). Tema: presente e futuro della relazione tra lette…

Holly Jackson, inglese, classe 1992, è tra le protagoniste assolute dell’editoria mondiale. Ed è un caso di scuola. Il suo thriller young adult Come uccidono le brave ragazze, infatti, esce in patria nel 2019, ma fa il botto molto più tardi. E cioè quando viene mostrato in Heartstopper, serie tv amatissima dagli adolescenti. Parte da qui un massiccio passaparola su TikTok che catapulta l’autrice ai vertici delle classifiche, Italia compresa.

Anche il sequel, Brave ragazze, cattivo sangue, diventa subito bestseller. In attesa dell’uscita italiana del terzo capitolo –Una brava ragazza è una ragazza morta, ad aprile 2023, come gli altri per Rizzoli – la scrittrice accetta di rispondere, via Robinson e solo su Robinson,alle domande di tre booktoker che la conoscono bene: Francesca De Cecchi (@francescadececchi), Rita Nardi (@pensieri_come_parole), Magdalena Rosa (@magsbook). Tema: presente e futuro della relazione tra letteratura e social.

“Come uccidono le brave ragazze” è uno dei romanzi più amati e citati del #BookTok italiano (e non solo): ti aspettavi questo successo?

«BookTok è ormai diventato un player di primo piano nel panorama editoriale, dove ha ormai un ruolo centrale. Io non ci ero mai andata fino all’inizio di quest’anno, ma quando l’ho fatto e ho visto milioni e milioni diviews sotto gli hashtag dei miei libri, sono rimasta sbalordita! Non potevo credere che tanta gente interagisse sui contenuti della mia serie. Sarò eternamente grata a tutti gli utenti, soprattutto pensando che Come uccidono le brave ragazze è uscito ben tre anni e mezzo fa».

Anche l’apparizione in “Heartstopper” ha avuto un ruolo: la guardi? Ti piace?

«Non ho ancora avuto modo di vederla, anche se ho sentito ottimi giudizi. È in alto nella mia lista di serie tv da vedere quando sarò in pausa dalla scrittura. Ma credo che è grandioso che nuovi lettori abbiano scoperto il romanzo attraverso un personaggio dello show, e che al contrario chi lo ha già letto può ritrovarlo sullo schermo».

La serie è tratta dai libri di Alice Oseman: li conosci?

«Ho letto il suo romanzo di debutto, Solitaire, qualche anno fa, ma non la serie Heartstopper né le sue opere più recenti. Ma ho comprato l’intera serie a mia nipote che aveva visto Heartstopper in tv. Come lettrice io tendo più ai generi affini al mio, e quindi ai thriller, agli omicidi misteriosi, agli horror sovrannaturali: in sostanza, libri dove accadono cose orribili».

Torniamo ai social: che opinione ne hai? Li frequenti?

«Ho account su Instagram, Twitter (@hojay92) e, come già detto, su TikTok (@hojax92): amo la comunità di lettori che mi segue su queste piattaforme. Ma non sono mai stata troppo attiva sui social. Penso che tanti aspiranti scrittori credano che bisogna essere molto produttivi online per avere successo, ma il mio caso dimostra che non è così: la mia serie è diventata bestseller quando ero praticamente inoperosa in questi mondi. Per me la scrittura e il mio prossimo libro avranno sempre la priorità: per chi ha la tendenza a procrastinare come me, i social possono diventare il peggior nemico».

Online che rapporto hai con i fan stranieri?

«Ho loro notizie via social, e quando ho tempo interagisco. Purtroppo la pandemia ha iniziato a colpire duro proprio mentre stavo scrivendo il secondo romanzo della mia serie, così non ho avuto occasione di partecipare a molti incontri dal vivo, e comunque non al di fuori del Regno Unito o dell’Irlanda. In futuro mi piacerebbe recuperare il tempo perduto».

Tanta fama e tanti post su di te significano anche tanta visibilità e la possibilità di esporsi alle critiche: come vivi i commenti negativi sui tuoi libri?

«A mio giudizio le cattive critiche fanno parte del lavoro, sono abbastanza rilassata a riguardo. Non credo che sia d’aiuto a un autore leggere le recensioni: ma alcune sui miei libri le ho lette e ho capito di essere stata molto fortunata, visto che Come uccidono le brave ragazze ha votazioni sorprendenti. Ma so che, per ogni libro che scrivo, ci sarà qualcuno che lo amerà e qualcuno che lo odierà. Non si può accontentare tutti: se ci si prova viene fuori un disastro. Io per abitudine immagino me stessa come lettore ideale e penso ai libri che mi piacerebbe leggere, a cui darei cinque stelle. Sperando poi che la maggioranza dei lettori sia d’accordo con me: se li rendo stressati e tesi, se li faccio boccheggiare e piangere, allora sono felice...».

Quando scrivi una storia sai già come andrà a finire? Hai già lo schema in mente, o sono i personaggi che ti guidano?

«Posso essere considerata la versione estrema di una scrittrice che pianifica tutto. Prima di scrivere la primissima frase devo avere già in mente l’intero libro, mappato ogni passaggio, tutte le rivelazioni e i colpi di scena, dove andranno i personaggi principali. Comincio con un concetto di base, poi mi prendo alcune settimane o mesi per partorire la storia dalle idee, trovando una soluzione finale a tutti i misteri. Così quando inizio a scrivere non ci sono sorprese».

Qual è la tua routine di scrittura?

«Varia molto in base al periodo dell’anno. Uno dei classici consigli per lo scrittore è: scrivi ogni singolo giorno. Ma non è assolutamente il mio caso. Io nella maggior parte dell’anno non partorisco nemmeno una parola: lo faccio solo per circa dieci-dodici settimane. Il resto del tempo lo impiego a fare ricerche, a trovare idee, a pensare alla trama e a pianificare il lavoro. In questo momento sto producendo il mio nuovo libro, il che significa trascorrere tutto il giorno al computer con l’obiettivo di scrivere intorno alle 2.500 parole pulite ogni giorno. È la parte più dura: trasformare la mia storia in frasi e dialoghi, rischiando l’affaticamento e ilburn out.Una maratona».

Sei diventata una delle autrici di thriller young adult più seguite al mondo: come mai hai scelto proprio questo genere?

«Prediligo i thriller e i mystery, nei libri come sullo schermo: così è stato naturale scriverne. Credo che ci sia qualcosa di primario nella tendenza a leggere oguardare storie oscure e disturbanti, qualcosa che va oltre la curiosità morbosa e che riguarda la condizione umana, il nostro istinto di sopravvivenza, la catarsi. Fin qui nulla di strano, corrisponde ai miei gusti. La sorpresa per me è la parte adolescenziale dell’equazione. Il libro mai pubblicato che ho scritto prima diCome uccidono le brave ragazze era un crime per adulti. Ma poi, quando per il mio romanzo più noto ho avuto l’idea di una ragazza che risolveva un omicidio nell’ambito di un progetto scolastico, ho capito che, a causa dell’età della protagonista, dovevo produrre un crossover tra uno young adult e una storia adulta. I temi sono dark, maturi. Ma quelli young adult sono tra i lettori più “forti”, come dimostra anche il loro impegno in ambito BookTok. E a me piacciono le sfide».

Puoi descrivere il tuo ultimo libro, “Five Survive” (in Italia uscirà a fine 2023) con sole tre parole?

«Teso. Claustrofobico. Pieno di segreti».

Holly Jackson, nata nel 1992 a Buckingham, ha studiato linguistica e scrittura creativa all’università di Nottingham. Oltre alla trilogia bestseller cominciata con Come uccidono le brave ragazze, in patria e negli Usa ha appena pubblicato Five survive, che arriverà nelle librerie italiane, per Rizzoli, a fine 2023