Tondelli suona il rock
di Maurizio Di Fazio , di Maurizio Di FazioTorna in libreria a cura di Bruno Casini, Tondelli e la Musica – colonne sonore per gli anni ’ 80. Merito di Interno4, che lo ripubblica con l’innesto di nuovissimi contributi. A 41 anni dalla precoce scomparsa dello scrittore emiliano: mancavano pochi giorni al Natale del 1991 quando nell’appartamento nativo di Correggio scese il silenzio, poco melodico, della morte. Il senso di una festa appena cominciata che era già finita. Nel libro, il rapporto incessante tra Pier Vittorio Tondelli e il rock, il pop e via dicendo viene sviscerato sotto molteplici punti di vista.
«Cerco semplicemente di far sì che le parole mute della pagina diffondano il loro suono, la loro voce. Così che si crei un ronzio cerebrale, che è la musica della pagina, il suo ritmo. Io cerco il ritmo, la musica dei miei anni, cerco di avere una frase che si possa cantare in testa, sì cantare, la stessa identica cosa. Io faccio musica con le mie parole&ra…
Torna in libreria a cura di Bruno Casini, Tondelli e la Musica – colonne sonore per gli anni ’ 80. Merito di Interno4, che lo ripubblica con l’innesto di nuovissimi contributi. A 41 anni dalla precoce scomparsa dello scrittore emiliano: mancavano pochi giorni al Natale del 1991 quando nell’appartamento nativo di Correggio scese il silenzio, poco melodico, della morte. Il senso di una festa appena cominciata che era già finita. Nel libro, il rapporto incessante tra Pier Vittorio Tondelli e il rock, il pop e via dicendo viene sviscerato sotto molteplici punti di vista.
«Cerco semplicemente di far sì che le parole mute della pagina diffondano il loro suono, la loro voce. Così che si crei un ronzio cerebrale, che è la musica della pagina, il suo ritmo. Io cerco il ritmo, la musica dei miei anni, cerco di avere una frase che si possa cantare in testa, sì cantare, la stessa identica cosa. Io faccio musica con le mie parole». Tondelli e la sua fauna d’arte di stilisti, creativi, dj, videomaker, romanzieri del presente. Tondelli e la sua fame di nuovi ascolti, visioni, sensazioni, che scaturissero nell’acquario rutilante di una discoteca della riviera romagnola o a latere di un party nella smagliante Firenze by night dell’epoca. Tondelli e le peregrinazioni in giro per locali, mostre ed eventi della penisola e qua e là perl’Europa e il mondo. Tondelli l’Arbasino dei movimenti giovanili, della “ nuova spettacolarità italiana”, della club culture come il nome della sua rubrica suRockstar. È stato forse il narratore generazionale supremo del decennio più spensierato e impietoso del dopoguerra, ottenebrato dall’Aids. Sin dall’esordio folgorante di Altri libertini (1980) dove rievoca, per esempio, quel concerto dei Genesis a Reggio Emilia consegnato direttamente alla leggenda di provincia.
Sono inesauribili le citazioni di dischi e band nelle opere di Pier Vittorio. In Pao Pao ( 1982), omaggia i Sex Pistols, i Joy Division e i Clash « che poi vedremo insieme a Bologna per la loro prima tournée italiana » . I Bronsky Beat, Elvis Costello, Joe Jackson, Echo and the Bunnymen e David Sylvian prorompono, tra gli altri, dalle pagine di Rimini ( 1985). Un racconto sul vino ( 1988) eterna ilsuo amore viscerale per il conterraneo Guccini, « accompagnato solo dall’alto patronato di Leonard Cohen » .
Quella volta a Parigi nel 1987, accompagnato dall’ultimo disco del contro-simbolo sonoro dell’età edonistica e post- ideologica, il frontman degli Smiths Morrissey (Quarantacinque giri per dieci anni, 1990).Un weekend postmoderno, zibaldone-kolossal sempre del 1990, èuna cavalcata trasversale tra le mode, le culture e i fermenti esistenziali e sociali del periodo. Con la musica a far da fil rouge, che siano i Frankie Goes to Hollywoodo Zucchero. Innumerevoli le testimonianze che costellano il libro, a cominciare da Fulvio Panzieri. C’è Giovanni Lindo Ferretti, altro personaggio carismatico e inquieto degli Eighties coi suoi Cccp, « per me che devo ripensarlo ora che Lui non c’è più, per me che gli sono sopravvissuto, PierVittorio Tondelli è il sigillo degli anni Ottanta » . C’è Luciano Ligabue che abitava nello stesso palazzo della famiglia di Tondelli a Correggio, folgorato, durante il militare, da Altri libertini, « io non so se avessi mai letto, fino ad allora, un libro così rock » .
Ecco Roberto Freak Antoni, leader degli Skiantos, « Sapeva ascoltare. Era piacevole e garbato. Da frequentare » . Dagli scontri di piazza al trionfo dei videoclip di Mtv e del suo surrogato tricolore, « raccontano che non la spegneva praticamente mai, la televisione. Sintonizzata in permanenza su Videomusic – osserva Gabriele Romagnoli – Perché Videomusic era l’idea, il flusso continuo di immagini e musica, raccontoe note, senza interruzione, immaginario guidato da un testo, ma disancorato da quello, accompagnato dai suoni, ma libero di evocare per proprio conto. E se uno prova a scrivere con la musica intorno e la videomusica negli occhi, lo sa, che qualcosa succederà, che il ritmo cambierà, la storia si bagnerà dentro quei suoni, nasceranno le immagini delle note».
Tra la via Emilia, Ibiza e il West. « Per tutto questo Tondelli è stato forse l’unico cantore-cronista degli anni Ottanta di plastica – lasciamo che a concludere sia Alessandro Agostinelli –, di quegli anni che lui definisce anni dissipati e generosi, non maledetti, non eroici e forse nemmeno sbagliati. Solo sfortunati».