La pioggia cade fitta tra gli alberi e i cespugli, lampi saettano nel cielo. Rumore di tuoni. Una campana sullo sfondo. Un fiume, una casa disabitata. Una donna con un mantello nero. "Che cos’è questa figura davanti a me?" grida una voce disperata. E ancora: "Un'ombra in nero che mi indica. Mi giro velocemente e inizio a correre. Scopro di essere il prescelto. Oh, no!". Poi attacca un pesantissimo riff di chitarra: "Era di Tony Iommi, lui è il maestro dei fottuti riff", e da quel suono lento, inquietante e oscuro nasce tutto. Era il 1970. Era il Sabba Nero: Black Sabbath, il titolo del brano con questi inquietanti riferimenti e anche il nome della band originaria di Ozzy Osbourne, giovane delinquente tanto seriale quanto impacciato "Una volta avevo rubato un televisore", racconta, "e mi sono trovato su un muro pieno di cocci di vetro. Quel televisore era enorme, sono scivolato e sono caduto giù gridando aiuto".
Ozzy finisce in prigione "A quell’epoca vivevo in mezzo a una strada per cui non ci stavo male: cibo e sigarette gratis! In cella con me c’era un assassino che mi raccontava come faceva a uccidere la gente". Però si annoiava "Ci sono rimasto solo sette settimane alla fine, ero solo un ragazzino. Non ricordo momenti brutti ma mi piace essere libero. Lì lavoravi un paio d’ore e poi non avevi niente da fare, te ne stavi chiuso nella tua cella. Così ho iniziato a farmi dei tatuaggi con del Polish grigio (uno smalto per i metalli, ndr), non inchiostro: lo mescoli bene e poi basta un ago da cucito. Mi sono fatto un pugnale, il numero 3 e il mio nome sulle falangi (ottima idea per un ladro, ndr). La faccina che ride sul ginocchio? Mi piace vedere che mi sorride quando guardo in basso".
L’esperienza della prigione porta Ozzy a concentrarsi sulla musica "Non c’era nient’altro che volessi fare, non riuscivo a immaginarmi dietro la scrivania e non mi avevano voluto nemmeno nell’esercito. Ci ho provato ad arruolarmi: avevo 17 anni ed ero incazzato, volevo girare il mondo e sparare alla gente. Però mi hanno detto di andare a fare in c… Forse perché mi ero presentato con un rubinetto legato al collo con una corda, al posto del maglione avevo mezzo pigiama e mi usciva il culo dai jeans".
Ma i Black Sabbath, nel giro di pochi anni esplodono: il primo album omonimo arriva all’ottavo posto in classifica. Il suono della band è unico, i riferimenti all’occulto e al demonio creano scandalo e, al tempo stesso, grande interesse nei loro confronti e il loro secondo album, Paranoid, pubblicato nel settembre 1970, finisce immediatamente al primo posto. Venderà 10 milioni di copie in tutto il mondo e continua ancora. Con loro nasce un genere, l’heavy metal, che ancora oggi vede schiere di appassionati: il nome che ne delinea la “pesantezza” dei riff viene usato per la prima volta in Born to Be Wild degli Steppenwolf nel 1968 (“heavy metal thunder” con riferimento al suono delle moto dei bikers) ma appare anche in diversi romanzi di William Burroughs come The Soft Machine e Nova Expres.
Poi però arrivano i problemi "Le cose sono andate bene fino a Sabbath Bloody Sabbath (1973) ma dopo hanno iniziato a degenerare. Eravamo devastati per le droghe, l’alcol e chi sa c… cosa". Ozzy nell’ultimo periodo è fuori controllo e viene praticamente licenziato dal resto della band che al suo posto ingaggia Ronnie James Dio. Dopo un anno di depressione chiuso in stanza d’albergo a strafarsi anche Ozzy, grazie a quella che sarà poi sua moglie e manager, Sharon Arden, si rimette a suonare diventando un’icona anche per le generazioni successive grazie anche alla creazione dell’Ozzfest, un festival a cui partecipano le migliori metal band della vecchia e nuova generazione. Poi, negli anni 2000, verrà The Osbournes, un reality show per Mtv che farà diventare famosa in tutto il mondo questa sorta di folle famiglia Addams con Ozzy che fa anche ricorso alla chirurgia plastica "Avevo bisogno di ritrovare fiducia in me stesso e questo mi ha aiutato". Su questo ha anche ironizzato fingendo di essere una statua di cera al famoso museo di Madame Tussaud a Londra spaventando le persone che gli si avvicinavano. E oggi è incredibilmente tornato con un nuovo album intitolato Patient Number 9, uscito lo scorso settembre e pieno di ospiti: Tony Iommi, Jeff Beck, Zakk Wylde, Mike McCready, Josh Homme, il compianto Taylor Hawkins dei Foo Fighters e perfino Eric Clapton. In Inghilterra ha debuttato al secondo posto, il miglior piazzamento di sempre di Ozzy solista e ha avuto ben quattro nomination ai Grammy 2023. Al telefono la voce sembra venire da un altro mondo, ma non c'è dubbio: è lui!
Come va?
"Sto bene, sì. Però devi parlare più forte".
Come sta andando il nuovo album?
"Oh molto molto bene, sta vendendo un sacco".
Dentro c’è un pezzo intitolato No Escape From Now in cui suona Tony Iommi, il tuo vecchio compagno di band con i Black Sabbath. È la prima volta in un tuo disco solista: come è stato rincontrarlo?
"È stata una cosa molto bella, ho davvero un’amicizia molto stretta con lui. È vero che per qualche anno non ci siamo parlati ma poi mi ha dimostrato che poteva essere ancora un buon amico".
Patient Number 9 è un riferimento al suo secondo album Diary of a Madman, forse il suo più famoso album solista, dal momento che entrambi trattano il tema della salute mentale?
"Oh no, non era questa la mia intenzione. Non ci ho mai pensato".
Perché anche i due testi sembrano avere diversi punti di connessione…
"Diary of a Madman parla di un tizio pazzo che diventa pazzo ed è qualcosa che io penso davvero di me stesso. Ma oggi dovrei essere pazzo per pensare ancora a certe cose… (le ripetizioni e una modalità di pensiero “visionario” sono parte del personaggio: dovete pensare a come si esprime Ozzy, ndr)".
Però si parla dello stesso tipo di imprigionamento perché in Diary of a Madman dici: “Who lives behind my eyes/will he escape my soul?”. E all’inizio della nuova canzone: “Is there a way out there?/ Hey, how long you been here?/ I wanna go home”.
"Ovvio, sto sempre cercando di scappare da qualche parte. Sai, non ci avevo pensato fino a quando tu non me l’hai fatto notare. Probabilmente hai ragione. In quel momento credevo veramente di stare impazzendo".
Ti senti ancora prigioniero nella tua mente?
"Sì, mi succede quando penso a quello che sta succedendo alle nostre vite. Veniamo tutti mantenuti in uno stato di morte imminente: con la guerra in Ucraina e la minaccia della guerra atomica ci si sente come se la fine del mondo fosse alle porte. Non dovremmo vivere sotto questo stress: prima abbiamo già avuto la pandemia che ci ha costretto a vivere chiusi nelle nostre case. Non avevamo mai vissuto situazioni simili prima e questo porta le persone che hanno malattie mentali a un aggravamento della loro condizione. Questo è vero: stiamo diventando tutti “Patient Number 9”".
Pensi davvero che Putin possa usare la bomba atomica?
"Sarebbe terribile. Siamo tutti seduti sul bordo delle nostre sedie sperando che quel giorno non arrivi, capisci? Io spero che non arrivi ma so che potrebbe succedere".
Hai paura che possa accadere davvero?
"Sì".
E poi ci sono i problemi fisici: so che fai ancora fatica a camminare.
"Esatto: mi sono sottoposto a un’operazione alla schiena molto brutta. Non riesco ancora a camminare bene ma lentamente sto recuperando".
È stato fatto anche un fumetto di Patient Number 9: l’ha realizzato Todd McFarlane, uno dei maggiori disegnatori di fumetti di super eroi. Tu leggi fumetti?
"No, no mai letti. Neanche i libri. Ho da sempre un problema di dislessia e anche di deficit d’attenzione. A scuola non capivo niente ma a quei tempi i miei insegnanti che erano dei bastardi dicevano semplicemente che ero ottuso e i ragazzi mi prendevano in giro perché non sapevo leggere".
Nel video il numero 9 si moltiplica e gira su sé stesso fino a diventare 666. Davvero non ti sei mai interessato di magia nera?
"No, no, dovrebbe essere una cosa ormai nota, io non pratico la magia nera".
Però vi chiamavate Black Sabbath e c’era un sacco di gente che vi considerava satanisti.
"Sì, c’era un sacco di questa gente pazza che veniva ai concerti. Vengono anche adesso a chiedere stro…te tipo se credo in dio o satana".
E tu cosa fai?
"Io? Io non esco di casa. Quando abbiamo visto l’Esorcista per la prima volta ai tempi dei Black Sabbath eravamo terrorizzati".
È per questo che indossi sempre un’enorme croce?
"Certo! Per protezione. Sai, non si sa mai…".
Sempre nel video ti trasformi in un’enorme pipistrello. È una presa in giro della famosa storia per cui gli avresti staccato la testa con un morso?
"Credo di sì".
Ma quella storia era vera o falsa?
"Qualcuno ha buttato un pipistrello di plastica sul palco e l’ho messo in bocca per staccargli la testa: una cosa finta. Poi però ho pensato, ma c…o, batteva le ali!".
Il pipistrello porta terribili malattie...
"Esatto per questo quando l'ho messo in bocca e l'ho morso e ho visto la gente che gridava 'Aaaaaah' mi sono spaventato anch'io e ho capito".
Sei andato all'ospedale?
"Sì, certo ci ho passato tutta la fottuta notte a far delle punture e, te lo garantisco, non è stato divertente".