Libri per ragazzi, vichinghi che passione
di Ilaria Zaffino , di Ilaria ZaffinoGuerrieri che non conoscono la paura, intrepidi conquistatori alla scoperta di terre sempre nuove, interminabili viaggi per mare ed epiche battaglie dove non viene risparmiato nessuno: il fascino dei vichinghi, leggendari eroi che popolano il grande Nord, non passa mai di moda, ma mai come in questi ultimi anni sembra fare presa sul nostro immaginario, affascinando grandi e soprattutto bambini. Dalla serie tv Vikings che, con il sequel Valhalla di cui è partita ora la seconda stagione, è tra le più viste su Netflix al successo travolgente di Thor, il biondo dio vichingo del tuono, nell'universo Marvel: un boom da cui nessuno risulta immune. E che anche l'editoria per i più piccoli ha subito cavalcato, riempiendo le librerie di eroi e eroine dalle nordiche fattezze. Tra le ultime arrivate c'è Dagfrid, una bambina vichinga, fortunata serie in Francia di cui sta per uscire in Italia il secondo volume. La firma Agnès Mathieu-Daud&eacut…
Guerrieri che non conoscono la paura, intrepidi conquistatori alla scoperta di terre sempre nuove, interminabili viaggi per mare ed epiche battaglie dove non viene risparmiato nessuno: il fascino dei vichinghi, leggendari eroi che popolano il grande Nord, non passa mai di moda, ma mai come in questi ultimi anni sembra fare presa sul nostro immaginario, affascinando grandi e soprattutto bambini. Dalla serie tv Vikings che, con il sequel Valhalla di cui è partita ora la seconda stagione, è tra le più viste su Netflix al successo travolgente di Thor, il biondo dio vichingo del tuono, nell'universo Marvel: un boom da cui nessuno risulta immune. E che anche l'editoria per i più piccoli ha subito cavalcato, riempiendo le librerie di eroi e eroine dalle nordiche fattezze. Tra le ultime arrivate c'è Dagfrid, una bambina vichinga, fortunata serie in Francia di cui sta per uscire in Italia il secondo volume. La firma Agnès Mathieu-Daudé, autrice di romanzi per adulti e ragazzi, oltre che curatrice di musei a Parigi dove vive e da dove ci risponde, con l'umorismo di cui sono pieni i suoi libri.
I vichinghi oggi sembrano essere ovunque. Lei perché li ha scelti?
"Amo l'Islanda e volevo scrivere di un Paese dove fa freddo e non cresce molto... (almeno finché non sono arrivate le serre! ride). Quando ho immaginato questa serie su una bambina ribelle che odia il pesce secco, le trecce a forma di pagnotta e gli abiti scomodi che le usanze del suo popolo la costringono a portare, mentre lei vorrebbe solo andare a scoprire l'ignoto, mia figlia giocava in una squadra di calcio chiamata Vichinghi: questo nell'inconscio deve avermi influenzato! (ride ancora)".
Ma come è nata Dagfrid?
"Grazie alle scoperte archeologiche, sappiamo che c'erano donne vichinghe guerriere, se non addirittura capi tribù. La loro condizione fisica (come si vede dalla struttura ossea degli scheletri trovati negli scavi) era la stessa degli uomini, cosa rara nel Medioevo. Questo mi ha spinto a dare vita a una bambina a cui non basta stare in casa a essiccare il pesce e a fare le trecce, lei vuole di più: vuole scoprire l'America! Però è vero, da quando ho iniziato la serie, un paio d'anni fa, i vichinghi sembrano essere ovunque: come se avessi sentito qualcosa nell'aria!".
La sua formazione di storica e l'esperienza di curatrice l'hanno influenzata nel modo di raccontare i vichinghi?
"Amo trasmettere ciò che trovo interessante o divertente, è l'essenza del lavoro di un curatore. Ma voglio che questo avvenga all'interno della storia, non che la storia sia costruita su questo. Scrivo senza controllare troppo i fatti, poi ci torno su e li correggo, senza aggiungere troppo. Volevo lavorare con ciò che tutti più o meno conosciamo sui vichinghi, non per forza le ultime ricerche storiche. Ho menzionato che i vichinghi hanno scoperto l'America: nelle scuole che frequento si insegna ancora che è stato Colombo e mi piace raccontare ai bambini gli insediamenti vichinghi a Newfoundland. È un esempio che la storia non è una pietra fissa ma viene costantemente riscritta. Cerco di essere fedele alla realtà perché ho una formazione da storica, ma devo prendermi delle libertà; rimango nel plausibile, ma invento. Confido anche nei genitori, nei bibliotecari o in internet per aiutare i bambini se un riferimento è sconosciuto. I libri ti fanno andare avanti, ma funziona se si mantiene un buon equilibrio tra conosciuto e sconosciuto".
Dagfrid rifiuta la vita che le viene imposta, vuole scoprire l'ignoto. Lei tocca temi forti come il ruolo della donna e gli stereotipi di genere...
"Se il genere ti assegna un ruolo in una società, non è detto che devi per forza svolgere quel ruolo. Dagfrid ama essere un vichingo, ma non vuole essere una ragazza vichinga tradizionale. Inizio con cose molto semplici: Dagfrid vuole scoprire nuove terre, ma non può navigare a causa del suo abito lungo. Bene: visto che sa cucire, può cucirsi un paio di pantaloni! Non le piace cucinare? Insegnerà a suo fratello Odalrik, che si annoia ed è felice di imparare. Ciò non significa doversi ribellare a tutto. Scopriamo che la madre di Dagfrid era un'agguerrita marinaia, prima di diventare una madre protettiva. La nonna ha conservato l'armatura arrugginita di quando era una guerriera e sembra sempre sul punto di riprendere le vecchie abitudini".
Di qui l'altro tema molto sentito da Dagfrid: il desiderio di vivere nuove esperienze, vedere il mondo.
"Sono cresciuta adorando i libri in cui si scoprono nuovi mondi, L'isola del tesoro, La fabbrica di cioccolato o I viaggi di Gulliver. Perché significa nuovi modi di vedere il mondo. Cerco sempre di dire ai bambini che si possono cambiare le cose e, se non le puoi cambiare, puoi sempre guardarle in modo diverso".
Lei ha iniziato scrivendo per gli adulti: come cambia il suo modo di scrivere rivolgendosi ai più giovani?
"È una responsabilità più pesante. I bambini hanno letto meno, quindi tutto ciò che leggono di nuovo avrà un impatto maggiore. Quando presenti un cattivo devi spiegare perché si comporta così. Accettato questo, scrivere per loro è un piacere ancora più grande: ti seguono nell'assurdità e apprezzano se giochi con parole e suoni. E possono leggerti per molto tempo. Spero di scrivere abbastanza a lungo da incontrare lettori che sono diventati genitori e leggono le mie storie ai loro figli!".
Il libro
Dagfrid. La rivolta del merluzzo di Agnès Mathieu-Daudé (Babalibri, traduzione di Donata Feroldi, illustrazioni di Olivier Tallec, pagg. 44, euro 7,50, età: 7+, in libreria dal 3 febbraio)