Gatti da impazzire
di Clotilde Veltri , di Clotilde Veltri"Avanti e indietro va nel mio cervello, / Come se passeggiasse dentro casa, / Un gatto, forte, dolce, da innamorarsi bello. / Quando miagola, lo si sente appena".
Baudelaire amava i gatti. Che fossero metaforici o reali non importa granché, li ha incoronati con alcuni dei poemi di Les fleurs du mal. A pensarci bene, se abbiamo la poesia moderna, è anche grazie a questo felino domestico che si aggira nei pensieri affollatissimi e non sempre felici del grande poeta simbolista francese, oltre che nelle sue pagine indimenticabili. "Il gatto forte, dolce, da innamorarsi bello" di Baudelaire apre anche il volume illustrato uscito in Francia nel 2021 e ora tradotto da Rizzoli per un pubblico di qualsiasi età. Si intitola Piccoli ritratti di gatti e ha l'ambizione di mettere a confronto testi poetici, filastrocche ma anche piccoli brani in prosa dedicati agli amici felini da autori prevalentemente francofoni con altrettante illustrazioni. A ciascun…
"Avanti e indietro va nel mio cervello, / Come se passeggiasse dentro casa, / Un gatto, forte, dolce, da innamorarsi bello. / Quando miagola, lo si sente appena".
Baudelaire amava i gatti. Che fossero metaforici o reali non importa granché, li ha incoronati con alcuni dei poemi di Les fleurs du mal. A pensarci bene, se abbiamo la poesia moderna, è anche grazie a questo felino domestico che si aggira nei pensieri affollatissimi e non sempre felici del grande poeta simbolista francese, oltre che nelle sue pagine indimenticabili. "Il gatto forte, dolce, da innamorarsi bello" di Baudelaire apre anche il volume illustrato uscito in Francia nel 2021 e ora tradotto da Rizzoli per un pubblico di qualsiasi età. Si intitola Piccoli ritratti di gatti e ha l'ambizione di mettere a confronto testi poetici, filastrocche ma anche piccoli brani in prosa dedicati agli amici felini da autori prevalentemente francofoni con altrettante illustrazioni. A ciascun testo corrisponde il suo ritratto che non è una mera traduzione didascalica, ma l'interpretazione di un artista contemporaneo. Il risultato è una galleria sorprendente nella sua varietà di gatti e gattoni, mici e micetti, soriani, persiani, tigrati, tutti diversi tra loro non solo per segno grafico ma anche per posa, atteggiamento, filosofia. Alcuni sono antropomorfizzati, la maggior parte no. Ma, il volume, è anche un inedito assaggio dell'amore che la letteratura, soprattutto francese, da Baudelaire a Apollinaire, da René de Obaldia al pronipote di Voltaire, Jean Pierre Claris de Florian, ha per questi animali.
Ed è sempre il francese Jean-Francois Martin, disegnatore per il New Yorker e Time Magazine, a restituirci il gatto di Baudelaire, tratteggiando una delle abitudini più frequenti del felino di casa, il suo amoreggiare o litigare con le porte, usarle come spiragli sul mondo, scrutare quell'altrove che nascondono. Ecco, se esiste un legame tra questi ritratti è che ognuno racconta a modo suo un atteggiamento, una posa, una ossessione, in un gioco di specchi con noi umani che è poi quello per cui amiamo senza riserve i nostri gattoni. Così, nel passare in rassegna tutti questi baffi e orecchie e code e artigli, non solo si conferma che il micio, almeno negli ultimi quattromila anni, è stato compagno fedele e assoluto degli artisti più disparati, non solo li ha ispirati e soggiogati, ma si è fatto lui padrone in casa loro. Desmond Morris, zoologo e artista (ingiustamente relegato al ruolo di interprete della scimmia nuda quando in realtà ne sa parecchio anche di felini tanto da aver scritto per Johan & Levi il delizioso saggio I gatti nell'arte) spiega senza tanti giri di parole: "I cani sono lieti di vedere nel proprietario il loro capobranco, ma i gatti discendono da una stirpe di animali solitari, e quando si trovano sul proprio territorio non intendono prendere ordini da nessuno". E allora sentite questo: "Quando sei gatto non sei cane / non lecchi miserabili paesani / che zuccherini hanno nella tasca dei pastrani / al prossimo non mostri amore immane (quando sei gatto, non sei cane)". Sono i magnifici versi di Jacques Roubaud, poeta e matematico fondatore insieme a Queneau, Perec e Calvino, negli anni Sessanta, del movimento OuLiPo che ha "liberato" la lingua da strutture obbligatorie e che nel nostro libro dei ritratti è accompagnato da un tigrato dall'aura giapponese eretto sulle zampe posteriori, frutto della matita di Gérard DuBois.
L'unico scrittore britannico inserito nella raccolta è Lewis Carroll di cui viene riportato un brano da Alice nel Paese delle Meraviglie così famoso da essere quasi obbligatorio. È l'incontro tra la giovane protagonista e il gatto del Cheshire, meglio noto come Stregatto, dal quale scaturisce un dialogo surreale che non porta da nessuna parte, illogico, inquietante almeno quanto lo è questo personaggio che ha molte caratteristiche negative attribuite ai gatti, per secoli considerati esseri misteriosissimi e quindi stregoneschi, da tenere a distanza perché ambigui e pericolosi. Altri tempi si dirà.
Dall'800 in poi il nostro pelosone è ammesso definitivamente nei salotti buoni della società e dell'arte, tanto da occupare militarmente non solo le case ma i dipinti, i poemi, qualsiasi traccia di cultura l'uomo abbia lasciato. E il fascino sarà tale che alcuni artisti d'avanguardia faranno scempio di canone e tradizione che li precedono, ma avranno un occhio di riguardo per gli animali di casa che continueranno a illustrare in modo naturalistico e sentimentale. Un esempio per tutti: Andy Warhol, ne aveva 25, pubblicò nel 1954 i suoi dipinti a tema felino in un piccolo libro intitolato 25 Cats Named Sam and One Blue Pussy, ma ne stampò solo 190 copie per gli amici assicurandosi che non diventassero pubbliche. Si tratta di gattini affatto trasgressivi, docili e mansueti, gli stessi amabili gattini che oggi troveresti sui social. Perché questa, come lo fu l'antico Egitto, è la loro epoca d'oro (tanto che gli abbiamo pure dedicato la Giornata del 17 febbraio), concluderebbe Desmond Morris. E come dargli torto.
Il libro - AA.VV., Piccoli ritratti di gatti (Rizzoli, traduzione di Simona Brogli, pagg. 32, euro 22. Età: 5+. In libreria dal 17 febbraio)