Nozze con delitto, il romanzo di Diane Johnson
di Mariarosa Mancuso , di Mariarosa MancusoLo sposo è nervoso, capita prima del grande passo. Tremarella aggravata per lo scontro culturale. Tim Nolinger è un giovanotto americano fidanzato con la parigina Anne-Sophie D'Arget. Né il mestiere di giornalista né la mezza discendenza belga gli garantiscono la disinvoltura per cavarsela nel frangente.
La futura sposa è figlia di una scrittrice che si firma Estelle, generosa di consigli per le sue eroine, estesi alla prima notte di nozze (e seguenti). I francesi celebrano "la différence", gli americani propendono per la tolleranza. La prudenza suggerisce un cauto avvicinamento tra i due mondi. Non sempre le circostanze lo consentono, con "le coeur en chamade" che batte all'impazzata (lo scrivono le riviste per le spose, Anne-Sophie se n'è procurata una scorta: preferisce le romanticherie agli sfacciati romanzi materni).
Tre anni prima di scrivere Le mariage, uscito nel 2000, Diane Johnson aveva scritt…
Lo sposo è nervoso, capita prima del grande passo. Tremarella aggravata per lo scontro culturale. Tim Nolinger è un giovanotto americano fidanzato con la parigina Anne-Sophie D'Arget. Né il mestiere di giornalista né la mezza discendenza belga gli garantiscono la disinvoltura per cavarsela nel frangente.
La futura sposa è figlia di una scrittrice che si firma Estelle, generosa di consigli per le sue eroine, estesi alla prima notte di nozze (e seguenti). I francesi celebrano "la différence", gli americani propendono per la tolleranza. La prudenza suggerisce un cauto avvicinamento tra i due mondi. Non sempre le circostanze lo consentono, con "le coeur en chamade" che batte all'impazzata (lo scrivono le riviste per le spose, Anne-Sophie se n'è procurata una scorta: preferisce le romanticherie agli sfacciati romanzi materni).
Tre anni prima di scrivere Le mariage, uscito nel 2000, Diane Johnson aveva scritto Le divorce: l'occhio americano su un tradimento parigino. L'effetto prima della causa, o l'illustrazione della battuta di Woody Allen: "un matrimonio finisce, ma un divorzio dura tutta la vita". L'odio lega più dell'amore, non è solo una questione legale. Ultimo della serie, L'affaire: giovane americana ricca grazie alla new economy (siamo nel 2003) a Parigi cerca la raffinatezza. E magari qualcuno che intenerisca il suo cuore di capitana d'azienda.
L'andirivieni tra gli Stati Uniti e l'Europa sembra avvicinare Diane Johnson a Henry James, con le sue ingenue eroine che il vecchio mondo corrompe (Daisy Miller muore per i miasmi respirati visitando di notte il Colosseo). Audace paragone, fondato solo sulla geografia. Diane Johnson è spumeggiante, implacabile nelle sue osservazioni, non usa la lingua e la sintassi come un labirinto. Rallegra la trama - qui dopo poche pagine ci imbattiamo in un cadavere - con la sua vena satirica.
Anne-Sophie ha un negozietto al mercato nelle pulci. Con l'insegna Cheval-Art vende statuine di cavalli, finimenti antichi, altra oggettistica a tema equestre. Poco lontano da lì, gli americani Delia e Gabriel - lui ha un appuntamento con qualcuno che gli deve soldi - entrano in un magazzino pieno di mobili e scatoloni. Trovano il proprietario stecchito, sotto un telone dai cui spuntano solo le gambe. Delia il giorno prima era stata derubata del passaporto. La promessa sposa Anne Sophie cenava con il morto, suo vicino di bancarella, ogni giovedì.
Entra in scena Clara Holly, la più americana delle "americane a Parigi". Non ha intenzione di tornare negli Stati Uniti - Oregon, scopriremo poi. Regna sui suoi connazionali espatriati, in un castello per un po' appartenuto a Madame Du Barry, nel villaggio di Etang-la-Reine (pare la Francia di Wes Anderson, che inventa Ennui-sur-Blasé). Ha sposato Serge Cray, regista di origine polacca, e grazie a lui ha sfruttato le maestranze gli oggetti di scena dei film in costume per restaurare la magione.
Fisico da giocatore di rugby, il promesso sposo Tim è stato educato in Europa: "inadatto a integrarsi nell'una o nell'altra cultura". Il girotondo amoroso si intreccia con una seconda pista poliziesca - un prezioso manoscritto medievale è sparito dalla Morgan Library di New York, e Serge Cray ha un debole per volumi antichi. Diane Johnson non abbandona le sue indagini predilette: usi, costumi, incomprensioni tra le due tribù.
Tema eterno, a giudicare dalla serie Emily in Paris: ragazza di Chicago che a Parigi non si perde un solo luogo comune. Diane Johnson prova a mettere qualche pulce nell'orecchio. Gli americani vivono in automobile? Certo, ma è il traffico di Parigi a far strage di gente famosa: un camioncino della lavanderia investì Roland Barthes, il capo di Cartier ebbe un incidente a place Vendôme. Indietro nel tempo, il marito di Marie Curie fu messo sotto da una carrozza a cavalli.
Dubbi. Forse l'avversione di sua madre per gli americani aveva spinto Anne-Sophie a sceglierne uno per fidanzato? L'amore è cieco, un futuro sposo straniero ha i suoi vantaggi: i difetti dei mariti francesi sono ben conosciuti. Mamma Estelle, come tutti i romanzieri, è pessimista sulla natura umana. Gli americani sembrano piuttosto diffidare dei "normali letti alla francese di 140 centimetri".
Diane Johnson fu scelta da Stanley Kubrick per collaborare alla sceneggiatura di Shining, film che Stephen King subito detestò, e da allora non ha cambiato idea. Il regista aveva letto The Shadow Knows, uscito nel 1974, trovandoci la giusta dose di orrore (al di là delle intenzioni della scrittrice, ma i libri sono di chi li legge). Le uniche crisi creative di Le mariage riguardano la scrittura dei biglietti di invito. Due volte finalista al Pulitzer (una per la saggistica). La vita parigina con la Senna sotto gli occhi: "sono una ragazza cresciuta nel Mississippi, un corso d'acqua marrone dà la felicità". La frase, che potrebbe appartenere a qualche suo personaggio, viene da un'intervista sul New York Times, un paio di anni fa. In Le mariage, lo spirito cartesiano e lo spirito dei pionieri si scontrano sui diritti di passaggio che spettano ai cacciatori, e sulle boiserie che appartenevano al castello. Un corteggiamento extra coniugale condurrà a Le divorce, diventato un film di James Ivory. Un altro che per le americane all'estero ha sempre avuto un debole.
Il libro
Le mariage di Diane Johnson (Blu Atlantide, traduzione di Tiziana Lo Porto, pagg. 432, euro 20)