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Festival, niente sesso siamo italiani

Formazione obbligatoria nelle scuole, insegnare ai ragazzi a scegliere consapevolmente. Sono gli obiettivi di "Saperlo prima", la prima rassegna dedicata alla sessuo-affettività nel nostro Paese. Ce lo spiegano i promotori
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In Italia il sesso è ancora un tabù, nonostante viviamo bombardati di contenuti a sfondo erotico. Questo è un grande paradosso, così come lo è ritrovarsi senza un minimo di strumenti educativi utili che non concede al singolo individuo la possibilità di vivere una sessualità sana e consapevole. Fino allo scorso decennio, la sessualizzazione dei prodotti era anche la principale leva di marketing per alcuni settori, rappresentando l'assurda dicotomia societaria presente. La sessualizzazione di determinati prodotti risultava infatti degradante, opprimente e poco istruttiva.

Nelle scuole

L'educazione all'affettività presenta al contrario un effetto istruttorio sin dalla più tenera età. È infatti in quel momento che si costruiscono i primi rapporti sociali senzienti al di fuori della famiglia. A scuola si hanno i primi contatti con l'amicizia, la diversità, le pulsioni amorose. Chiunque &e…

In Italia il sesso è ancora un tabù, nonostante viviamo bombardati di contenuti a sfondo erotico. Questo è un grande paradosso, così come lo è ritrovarsi senza un minimo di strumenti educativi utili che non concede al singolo individuo la possibilità di vivere una sessualità sana e consapevole. Fino allo scorso decennio, la sessualizzazione dei prodotti era anche la principale leva di marketing per alcuni settori, rappresentando l'assurda dicotomia societaria presente. La sessualizzazione di determinati prodotti risultava infatti degradante, opprimente e poco istruttiva.

Nelle scuole

L'educazione all'affettività presenta al contrario un effetto istruttorio sin dalla più tenera età. È infatti in quel momento che si costruiscono i primi rapporti sociali senzienti al di fuori della famiglia. A scuola si hanno i primi contatti con l'amicizia, la diversità, le pulsioni amorose. Chiunque è stato bambino ricorda le prime domande e le curiosità che si poneva verso le relazioni affettive, il contatto fisico e le interazioni con altri generi. Le risposte che noi adulti diamo a questi bambini sono la prima pietra miliare di educazione alla sessualità, l'affettività e ai ruoli di genere che poniamo nella loro coscienza. Il modo in cui rispondiamo stabilisce che tipo di società vogliamo costruire domani.

Educare non significa insegnare cosa è giusto o cosa si può e non si possa fare nella vita sessuale, bensì informare su quali sono i sentimenti che dominano la vita sessuale - sia propria che del partner - al fine di riconoscerli e saper prendere scelte consapevoli e informate. Con il consenso si può fare di tutto, purché ci sia tra le parti. Limitarsi a mettere in guardia contro i rischi della mancata contraccezione è parziale, giudicante e pregno di una morale sessuofobica che vede il sesso come un problema piuttosto che fonte di benessere individuale. Che sia così ce lo dice l'Oms non la pornografia. E per natura l'educazione scolastica è amorale e aconfessionale. La parola aconfessionale apre in realtà ad un paradosso: l'Italia è uno dei pochi paesi dell'Ue a prevedere correntemente nel programma scolastico l'ora di religione piuttosto che quella di educazione sessuale.

Sebbene l'Italia sia infatti costituzionalmente uno stato laico, la morale e la presenza preminente della chiesa cattolica continuano a rimanere un punto cardine indiscutibile. Tale dato comporta che la scuola e le generazioni che l'attraversano ne siano le prime vittime. La dottrina cattolica vede infatti l'atto sessuale come un puro fine alla procreazione, che quindi porta a reprimere determinate tematiche fondamentali dell'epoca contemporanea.

Ma non è solo una questione di sesso. Paesi come la Svezia, che prevedono l'educazione sessuale dagli anni '50, sono anche gli stessi in cui vi è il minor divario tra generi, in quanto da sempre abituati a trattare la diversità e l'inclusione.

Le iniziative

La nostra proposta nostra proposta nasce a seguito del nostro incontro durante la campagna elettorale di Roma 2021. L'educazione sessuale su Roma era uno dei punti del programma che sviluppammo con maggiore entusiasmo e facendo rete con tante personalità romane che, in seconda battuta, abbiamo incluso nel progetto per la Regione Lazio veicolato dalla petizione su Change, oggi a oltre 35.000 firme.

Nel giro di un anno abbiamo girato in diverse parti d'Italia, raccolto proposte, interessi e ascolto mediatico. Adesso rilanciamo verso qualcosa di più grande che valichi i confini della Regione e punti a colmare un divario istituzionale che acuisce le disuguaglianze tra noi e gli altri paesi Ue e tra le varie regioni d'Italia. Oggi infatti la formulazione di proposte formative sulla sessuoaffettività è relegata alle regioni se non all'iniziativa delle singole scuole e insegnanti. La scuola, i genitori e i professori non sono così restii come si crede. Anzi, dovunque siamo andati abbiamo incontrato ottima accoglienza e supporto da più rappresentanti di queste realtà.

Un dato confermato dallo Studio Nazionale Fertilità, presentato dal Ministero della Salute (2019) sulla situazione attuale: oggi 8 studenti su 10 (medie, superiori e università) cercano le informazioni in ambito sessuale e riproduttivo su Internet, mentre solo 1 su 4 chiede in famiglia. Di questi, la maggior parte (94%) ritiene che debba essere la scuola a dover garantire l'informazione su sessualità e riproduzione.

La proposta prevede l'introduzione di una formazione obbligatoria nelle scuole superiori, istituendo una Giornata dedicata all'educazione sessuale-affettiva e l'istituzione di uno spazio online permanente curato da psicologi, divulgatori, sessuologi e altri esperti del settore che risulti accessibile a studenti, famiglie e professori da ogni dispositivo. Per le scuole primarie, invece, la petizione prevede solo l'educazione all'affettività e al consenso, per aiutare i più piccoli nello sviluppo delle emozioni e al rispetto di quelle altrui. L'Italia ha bisogno di fare questo salto, un salto nel progresso, pur se in ritardo. Noi ci siamo.

Il festival
Saperlo prima
è il primo festival dedicato ai temi riguardanti la sessualità, l’affettività e la parità di genere. Dal 17 al 19 febbraio presso Largo Venue a Roma. Info https://saperloprima.org