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Grazie all'energia la popolazione è cresciuta nel 2019 fino a 7,5 miliardi 

Fenomeni. Il libro più venduto in Francia è un fumetto: sull'energia

Ha venduto più di 800mila copie e non smette: è un graphic novel e tratta un tema complesso, quello dell'inquinamento e delle risorse energetiche. E che, a sorpresa, si schiera a favore del nucleare. Ecco cosa dicono gli autori
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È stato il libro più venduto lo scorso anno in Francia, e ad oggi siamo alle 800.000 copie al ritmo di diecimila a settimana. Si tratta di Il mondo senza fine di Jean-Marc Jancovici e Christophe Blain, in uscita in Italia nella traduzione di Stefano Sacchitella, per Oblomov Edizioni. Un testo che viene direttamente dai corsi tenuti alla École Des Mines, la scuola di ingegneria di Parigi dove Jancovici insegna, che Blain ha intensamente voluto adattare e realizzare. È un libro con un forte intento: spiegare la complessità attorno al tema dell’energia, nelle sue connessioni economico-politiche e soprattutto evidenziando i possibili riflessi sul nostro futuro. Gli autori prendono posizione, creano dibattito, ironizzano, ma soprattutto rendono visive molte connessioni spesso oscure. E qui sta la fortuna del libro.

Iron Man, l'eroe della Marvel (con un naso più lungo del d…

È stato il libro più venduto lo scorso anno in Francia, e ad oggi siamo alle 800.000 copie al ritmo di diecimila a settimana. Si tratta di Il mondo senza fine di Jean-Marc Jancovici e Christophe Blain, in uscita in Italia nella traduzione di Stefano Sacchitella, per Oblomov Edizioni. Un testo che viene direttamente dai corsi tenuti alla École Des Mines, la scuola di ingegneria di Parigi dove Jancovici insegna, che Blain ha intensamente voluto adattare e realizzare. È un libro con un forte intento: spiegare la complessità attorno al tema dell’energia, nelle sue connessioni economico-politiche e soprattutto evidenziando i possibili riflessi sul nostro futuro. Gli autori prendono posizione, creano dibattito, ironizzano, ma soprattutto rendono visive molte connessioni spesso oscure. E qui sta la fortuna del libro.

Iron Man, l'eroe della Marvel (con un naso più lungo del dovuto) in questo graphic novel è una sorta di metafora dell'energia 


Christophe Blain: «Non è un libro per chi è già abituato a leggere fumetti, è fatto per tutti, ma allo stesso tempo è molto raffinato, quasi sperimentale, sofisticato dal punto di vista tecnico, e sempre molto facile da leggere. È onirico mentre affronta un argomento scientifico complesso, angosciante e pesante. Abbiamo cercato di metterci dentro poesia, umorismo, e allo stesso tempo di renderlo accessibile a tutti. Credo siamo riusciti in questa sfida ed è molto emozionante per Jean-Marc Jancovici e me, vedere questo risultato: è un lavoro durato due anni che ha trattato una massa enorme di informazioni».

Jean-Marc Jancovici: «Spiegare in modo semplice il ruolo dell’energia solleva le persone, che finalmente capiscono perché le cose vanno così, come funziona davvero il mondo. Molti lo hanno comprato per regalarlo ad altri, vogliono che anche altri capiscano. Molti insegnanti lo hanno usato come materiale didattico per i loro alunni, per spiegare loro cose complicate».

L’energia è una possibilità ma anche un nemico per l’umanità.
Jancovici: «L’energia è cambiamento. Quindi più energia usiamo, più cambiamenti siamo in grado di fare. Ma il cambiamento avrà sempre due facce, e nel caso dell’energia, questi due aspetti sono un po’ sfalsati nel tempo, perché in generale prima abbiamo i vantaggi e poi gli svantaggi. Le nostre vecchie società iniziano a diventare sclerotiche, a soffrire di un eccesso di energia. Inoltre il cambiamento climatico, tra i principali attori ambientali, ha un effetto ritardato in relazione all’uso dell’energia, c’è uno sfasamento temporale».

Gli economisti vengono rappresentati in questa immagine con dei grandi occhiali perché, secondo gli autori, l’economia è rimasta a una rappresentazione della produzione che risale a prima dell’industrializzazione 


Ma secondo lei abbiamo ancora tempo per fare qualcosa?
Jancovici: «Non molto, il tempo necessario per modificare l’organizzazione dei paesi, è molto, molto lungo. E, nell’altra direzione, la modifica del paesaggio è stata molto lunga: c’è voluto un secolo per costruire le grandi città, per cambiare la struttura delle professioni, per cambiare il modo in cui la gente viveva. Anche cambiare direzione richiede molto tempo. L’Europa ha un obiettivo di neutralità carbonica nel 2050. Questo significherebbe disfare in 25 anni quello che abbiamo impiegato un secolo e mezzo per fare nell’altra direzione. È pochissimo tempo 25 anni. Intanto, già oggi assistiamo a un’erosione, una forma di declino dovuta al calo dell’offerta energetica. Non ce ne rendiamo conto, ma non abbiamo tempo».

Blain: «C’è anche un problema di stabilità sociale che è collegato al fatto che l’energia è sia meno abbondante, sia allo stesso tempo una fonte di inquinamento e di distruzione molto significativa. Si rischia un passo indietro in cui le democrazie stesse sono sotto minaccia. Le decisioni politiche possono essere prese solo se siamo ben consapevoli delle risorse che abbiamo e di come possiamo usarle, quali sono i nostri limiti fisici e le possibilità. Il più grande obiettivo di questo libro è capire come funziona fisicamente il mondo, perché sono state fatte certe scelte e come possiamo orientare quelle future. Ci troviamo di fronte a sfide molto complicate che non possiamo più affrontare se non capiamo bene come funziona. Dobbiamo ripensare, riorientare il nostro modo di vivere».
La raffigurazione di Madre Natura nel graphic novel 


Jancovici: «La fisica e la politica sono legate. Lo vediamo in Italia che, dal grande shock petrolifero nel 2008, non ha mai visto la sua economia decollare di nuovo. C’è un legame diretto tra la situazione politica italiana e la contrazione dell’economia anno dopo anno. Questa dinamica coinvolge l’Europa meridionale e raggiungerà anche quella del Nord. Tutte le democrazie nascono in economie di crescita: la prima a comparire in Europa è stata la Gran Bretagna, che è stata infatti il primo paese a entrare in un regime di crescita grazie all’industria. E oggi nessuno sa se le democrazie saranno in grado di sopravvivere con un’economia che si contrae ogni anno. È una grande domanda».
L'Iron Man cinese va a carbone e consuma di più: da sola produce quasi la metà delle emissioni 


Voi sostenete la controversa scelta di ritornare al nucleare.
Jancovici: «L’opinione francese è attualmente molto più favorevole al nucleare rispetto a qualche anno fa. Questo è dovuto all’aumento dei prezzi dell’energia e alla contestazione delle turbine eoliche. Consideriamo anche che, dal punto di vista sanitario, nelle centrali a lignite, ad esempio, l’inquinamento da polveri sottili colpisce le persone molto più duramente del nucleare. Più o meno ovunque in Europa l’opinione sta diventando più favorevole all’energia nucleare. Nei Paesi scandinavi, i Verdi finlandesi, uno o due anni fa, si sono dichiarati favorevoli. Gli svedesi hanno appena deciso di riavviare il nucleare. La Gran Bretagna è stata la prima, quasi dieci anni fa».

Qual è la prima cosa da fare?
Jancovici: «Comprare il libro? (ride) Ma solo a metà è una battuta! Perché per compiere azioni bisogna aver compreso bene la situazione, altrimenti si rischia di agire senza risultati o di peggiorare il problema. È davvero importante iniziare a capire cosa sta succedendo, guardare agli ordini di grandezza prima di agire. Per il futuro di tutti».

Christophe Blain e Jean-Marc Jancovici, "Il mondo senza fine", Edizioni Oblomov, pagg. 200, euro 24