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Daniel Pennac dice addio a Malaussène sul nuovo Robinson

Intervista allo scrittore francese che ci racconta perché ha deciso di mettere fine alla fortunata saga iniziata nel 1983 che lo ha reso celebre. In edicola da sabato 25 marzo
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Caro Malaussène dopo quarant'anni ti dico addio. Lo scrittore francese Daniel Pennac, che ha legato la sua fama alla serie di romanzi che hanno per protagonisti Benjamin Malaussène, la sua squinternata famiglia e il quartiere parigino di Belleville, ha deciso di mettere fine a questa saga, come recita anche il titolo dell'ultimo romanzo, Capolinea Malaussène, in libreria come gli altri per Feltrinelli dal 28 marzo. A lui e al motivo che lo ha spinto a concludere la saga iniziata nel 1983 e che lo ha reso celebre dedichiamo la copertina di Robinson in edicola da sabato 25 marzo. Nella sua casa di Parigi, davanti a un piatto di spaghetti, lo scrittore - già professore di francese in un liceo parigino e anche autore di testi teatrali, monologhi e sceneggiature di fumetti - spiega a Fabio Gambaro che lo ha a lungo intervistato che "i tempi sono cambiati e con loro anche i personaggi: le opere hanno una loro temporalità e una loro vita che a …

Caro Malaussène dopo quarant'anni ti dico addio. Lo scrittore francese Daniel Pennac, che ha legato la sua fama alla serie di romanzi che hanno per protagonisti Benjamin Malaussène, la sua squinternata famiglia e il quartiere parigino di Belleville, ha deciso di mettere fine a questa saga, come recita anche il titolo dell'ultimo romanzo, Capolinea Malaussène, in libreria come gli altri per Feltrinelli dal 28 marzo. A lui e al motivo che lo ha spinto a concludere la saga iniziata nel 1983 e che lo ha reso celebre dedichiamo la copertina di Robinson in edicola da sabato 25 marzo. Nella sua casa di Parigi, davanti a un piatto di spaghetti, lo scrittore - già professore di francese in un liceo parigino e anche autore di testi teatrali, monologhi e sceneggiature di fumetti - spiega a Fabio Gambaro che lo ha a lungo intervistato che "i tempi sono cambiati e con loro anche i personaggi: le opere hanno una loro temporalità e una loro vita che a un certo punto si esaurisce naturalmente. Avrei potuto continuare a scrivere altri episodi, seguendo le avventure dei personaggi, specie quelle dei nipoti di Benjamin Malaussène, che negli ultimi due romanzi hanno assunto un ruolo centrale. Ma non è più possibile, sento che un ciclo è finito. Forse dipende semplicemente dalla mia età o forse dal fatto che ho voglia di raccontare altre storie con altre forme".

E a proposito di tempi che sono cambiati della rivoluzione digitale Pennac dice: "A tratti è diventata un incubo e come tutte le rivoluzioni ha prodotto effetti positivi e negativi, difficile dire quali di questi alla fine prevarranno". Ma ieri come oggi è la letteratura che ci dà la forza di resistere, "come ha fatto Solzenicyn che attraverso la lettura ha resistito al gulag e al cancro. Ma anche Gramsci che legge e scrive nelle prigioni di Mussolini o Primo Levi che recita Dante a Auschwitz. La letteratura ci aiuta a sopravvivere al male del mondo, grazie alla sua natura profonda che è quella del dubbio, dell'ambiguità, dell'incertezza". E ancora: "Il romanzo è come l'acqua, s'infiltra dappertutto, è la vita con le sue contraddizioni e le sue incertezze, un universo dominato dalle tonalità del grigio invece che dall'opposizione netta tra bianco e nero". Anche per questo, non ha dubbi, tra Flaubert e Tolstoj preferisce quest'ultimo. "Tolstoj è lo scrittore del dubbio. I suoi personaggi non sono mai portatori di certezze. Flaubert invece pensa continuamente di aver ragione. Con Flaubert si ha l'impressione di capire grazie a analisi e descrizioni complesse, con Tolstoj si ha l'impressione di vivere la complessità della vita".

L'ultima parola per la tragedia dei migranti: "Guardiamo la gente annegare nel Mediterraneo e intanto continuiamo a parlare dei nostri valori democratici. Fino a quando questo mare, a cui sono tanto legato, sarà il teatro di eventi tragici come quello di Cutro, non potrò più bagnarmi nelle sue acque".

Non solo Pennac, però. Nelle pagine dedicate a TikTok non perdete l'inchiesta di Sara Scarafia sui librai che si sono messi in gioco sulle piattaforme per portare nuovi lettori nei loro bookstore. Una scommessa vinta, ci spiegano in tanti, segnalandoci anche i libri che amano di più. Poi come sempre spazio alle recensioni dei libri in uscita in queste settimane. Per esempio, Le memorie di Sven Stoccolma di Nathaniel Ian Miller (Blu Atlantide), resoconti di inadatti che hanno patria tra i ghiacci dell'estremo nord, come ci racconta Gabriele Romagnoli. Mentre Mariarosa Mancuso ha letto per noi Garbo di Robert Gottlieb (il castoro), un volume ricco di aneddoti, fotografie e frasi celebri dedicato alla più elusiva, misteriosa e inafferrabile star del cinema: ovviamente Greta Garbo. E, ancora, Nadia Terranova ci racconto il mondo tra il nero e il fantastico di Morte nel bosco e altri racconti (Safarà) della poetessa messicana Amparo Dávila, così amata da Julio Cortázar e così simile a Shirley Jackson nello scovare l'orrore domestico. Infine, Marco Belpoliti ci presenta l'uomo che salvò Primo Levi protagonista del libro di Carlo Greppi Un uomo di poche parole (Laterza). L'autore da riscoprire a grande richiesta dei lettori questa settimana invece è Marcello Marchesi, paroliere, regista, comico, è stato il primo copywriter italiano: lo ritrae Alberto Anile.

Nelle pagine per i ragazzi vi proponiamo un quanto mai attuale libro di divulgazione splendidamente illustrato dall'autrice russa Olga Fadeeva dedicato all'elemento più prezioso del nostro Pianeta: si intitola semplicemente acqua! e lo pubblica la piccola casa editrice indipendente Caissa Italia, nata appena un anno fa e già specializzata nella divulgazione di qualità per ragazzi. Il suo punto di forza? L'unione perfetta tra contenuti scientifici e immagini evocative piene di poesia, come ci racconta Ilaria Zaffino che lo ha letto per noi tirando fuori alcune delle curiosità di cui questo volume è ricco. Sempre per ragazzi, un poco più grandi a dire il vero perché qui siamo in fascia teenager, è la nuova saga fantasy firmata dalla regina italiana del genere Licia Troisi, che ha per protagonista la giovane Poe, coraggiosa cercatrice di mondi infiniti, alla sua seconda avventura, Poe e la cacciatrice di draghi (Rizzoli), alle prese con questi animali fantastici, i preferiti in assoluto dall'autrice, come scrive Claudia Morgoglione.

Nelle pagine di arte Dario Pappalardo è andato sulle tracce di Vittore Carpaccio, cronista in laguna: dopo l'ultima mostra del 1963, Venezia torna a dedicare un evento al pittore che ha raccontato meglio la città e il suo multiculturalismo, con 70 opere a Palazzo Ducale. Mentre la Triennale di Milano ricorda con una mostra il grande designer Ettore Sottsass: l'ha vista per noi Lorenzo Madaro.

Infine, negli spettacoli Luca Valtorta ha intervistato Massimiliano Pani, compositore e produttore discografico, ma soprattutto figlio di Mina che festeggia con un nuovo disco la meta degli 80 anni. Per lo Straparlando di questa settimana Antonio Gnoli ha invece incontrato lo scenografo Graziano Gregori, che dopo una vita di lavoro al fianco dei grandi, da Mastroianni agli Abbado, si è ritirato nelle Marche, dove si dedica al disegno interpretando Dante e Shakespeare.