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Donne senza peccati

Coriste della Commandment Keepers Congregation Church di Harlem, New York (1955) 
“La vita segreta delle ragazze di chiesa” di Deesha Philyaw è una raccolta di racconti in cui si muovono le protagoniste tutte nere. Tra sesso, desiderio, ribellione. E religione
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Due donne, amiche da un quarto di secolo, aspettano il Millennium Bug, crogiolandosi nella desolata constatazione che la parte più importante della loro vita non è andata come da progetto: superata la soglia dei quarant'anni non avevano ancora trovato un marito, non erano buone vicine di casa e i loro figli non giocavano insieme. Se una è perfettamente felice con questo risultato - e vorrebbe che il sesso tra loro non si limitasse a capitare una volta l'anno, dopo tre bottiglie di Asti Spumante - , l'altra frequenta il corso di studi biblici per single nella speranza di trovare un uomo timorato di Dio. Insomma, se Eula aspetta un marito, Carlotta aspetta che l'amica si accorga di quel che le sta proprio davanti agli occhi. 

La figlia di una donna con il cancro alle ovaie si spoglia nella macchina di un uomo con la madre malata di cancro al seno. La secondogenita Nichelle, insieme alle sorelle tutte figlie di madri diverse e di un unico pessim…

Due donne, amiche da un quarto di secolo, aspettano il Millennium Bug, crogiolandosi nella desolata constatazione che la parte più importante della loro vita non è andata come da progetto: superata la soglia dei quarant'anni non avevano ancora trovato un marito, non erano buone vicine di casa e i loro figli non giocavano insieme. Se una è perfettamente felice con questo risultato - e vorrebbe che il sesso tra loro non si limitasse a capitare una volta l'anno, dopo tre bottiglie di Asti Spumante - , l'altra frequenta il corso di studi biblici per single nella speranza di trovare un uomo timorato di Dio. Insomma, se Eula aspetta un marito, Carlotta aspetta che l'amica si accorga di quel che le sta proprio davanti agli occhi. 

La figlia di una donna con il cancro alle ovaie si spoglia nella macchina di un uomo con la madre malata di cancro al seno. La secondogenita Nichelle, insieme alle sorelle tutte figlie di madri diverse e di un unico pessimo padre, informa della morte del genitore la sorella che non hanno mai conosciuto. Olivia è una bambina che è convinta che ogni lunedì sua madre prepari la sbriciolata di pesche più buona al mondo (che peraltro dà il nome al capitolo meglio riuscito dell'antologia) per Dio in persona, e che poi con questi si chiuda nella camera da letto da cui giungono invocazioni divine. "La sbriciolata alle pesche di mia madre era talmente buona da indurre Dio in persona a mettere le corna alla moglie", pensa. Scoprirà da grande che Dio è il pastore Neely, di cui la donna è l'amante da almeno un decennio. Quattro capitoli, e quattro storie dopo, scopriamo che i tentativi della spigolosa madre di inculcarle che "Se comincia ad assaporare il dolce, verrà così voglia che crescendo sarà disposta ad accontentarsi delle briciole" hanno sortito l'esatto opposto. Olivia è ora proprietaria di una pasticceria, e autrice di una guida per "Mariti cristiani sposati" in cui scrive di essere "cresciuta vedendo mia madre che si accontentava delle briciole e degli avanzi della tavola di un'altra donna e mi sono giurata di non fare mai una cosa simile. Ma eccomi qua a strappare quello che posso, a leccare gli angoli".

Protagoniste di queste nove storie - di sesso, amore, tradimento e solitudine - che mette in scena Deesha Philyaw sono donne nere, divise tra ciò che impongono gli standard sociali, i precetti religiosi, e i propri desideri: "Io erigo monumenti ai miei impulsi e ai miei desideri sulla schiena di uomini come te", scrive l'autrice del racconto "Istruzioni per mariti cristiani sposati".

La Chiesa, e l'influenza profonda che può avere sulle comunità nere, è un personaggio quasi a sé stante. La vita segreta delle donne di chiesa (SEM) è una raccolta di racconti tenera e divertente in cui echeggiano le voci, a tratti smarrite e flebili, a tratti chiare e potenti, di donne appartenenti a epoche diverse e con esperienze diametralmente opposte. La prosa di Philyaw è franca e diretta tanto nel raccontare le relazioni alienate tra madri e figlie quanto nello scoprire uomini fedifraghi o nel dipanare incontri passionali che si consumano in fretta, consumando allo stesso tempo i protagonisti. Ma non lesina, tra una riga e l'altra, sui commenti pungenti diretti alla religione come agli uomini che sembrano esserci ai suoi vertici. Non a caso in tre delle storie, le protagoniste sono innamorate di altre donne, relazioni disapprovate dalla chiesa e dalle famiglie. Eppure non sentono l'esigenza di omologarsi, di essere qualcuno diverso da sé stesse, ma procedono orgogliosamente con gli strumenti che si sono costruite, con le loro imperfezioni e contraddizioni, nella direzione che hanno scelto, anche quando la strada porta a un vicolo cieco.

Mentre lo leggevo, mi è venuto in mente un romanzo di diversi anni fa, Vite segrete delle donne punjabi della scrittrice singaporiana Bali Kaur Jaswal, in cui donne che hanno vissuto nell'ombra di una società patriarcale esplorano le proprie vite interiori, districandosi tra le proprie fantasie e le regole non scritte ma ben radicate della comunità. 

Anche la scrittrice americana porta il lettore dietro le quinte, quando le sue protagoniste si spogliano dei vestiti inamidati delle domeniche in chiesa. Non esistono sante tra queste pagine, solo donne che dismettono la loro facciata pubblica per scivolare nell'intimità della vita privata e godersi la libertà dell'essere, finalmente, cattive ragazze e un po' più sé stesse. 

Il libro - Deesha Philyaw, La vita segreta delle ragazze di chiesa  (Sem, traduzione di Maria Baiocchi e Anna Tagliavini, pagg. 240, euro 17). In libreria dal 24 aprile