Robinson

Ultim'ora

Di Battista torna in tv: “Ho avuto un edema al cervello causato da un tumore”

Marco Malvaldi, nel nuovo libro il detective è Galileo

Un ritratto di Galileo Galilei
Un ritratto di Galileo Galilei 
Il grande scienziato protagonista del giallo storico, già in classifica, dello scrittore bestseller
2 minuti di lettura

"Ma te la immagini una Chiesa che dice di possedere la verità celeste ma dice assurdità sul cielo? Sarebbe come andare a lezione da un matematico che dice di aver risolto le equazioni algebriche più difficili, e poi scoprire che non sa contare". Così parlò Galileo Galilei, protagonista dell'ultimo romanzo di Marco Malvaldi, fra i più acclamati giallisti contemporanei italiani, che con Oscura e celeste torna in libreria per Giunti. Un nuovo giallo storico, dopo il fortunato La misura dell'uomo, oltre centomila copie vendute, tradotto in 20 Paesi. Appena uscito, è già in classifica.

Più libri più liberi, i segreti degli smartphone ne 'La molla e il cellulare': "Così i più giovani imparano fisica e chimica"

È abituato ai grandi numeri, Malvaldi, che sa miscelare suspense e ironia, alto e basso, erudizione e gusto popolare. Come in quest'ultima sua fatica, dove sceglie di raccontare una storia vecchia di 400 anni, numerose e calzanti le analogie con l'epoca presente, in una trama carica di mistero, appassionante per chi ama la scienza. Il chimico scrittore - pisano come Galileo - diventato celeberrimo grazie alla serie dei gialli con i vecchietti del BarLume, beniamini anche del grande pubblico televisivo, ambienta la gran parte del suo nuovo romanzo in un convento non lontano da Firenze. Siamo ad Arcetri, borgo in collina dove si trova anche la cinquecentesca villa in cui lo scienziato visse agli arresti domiciliari, dopo la condanna da parte dell'Inquisizione, fino alla morte, nel 1642.

Il romanzo di Malvaldi racconta però quel che successe dieci anni prima, quando la figlia di Galileo, Virginia, divenuta suor Maria Celeste, nel convento di San Matteo, è incaricata di trascrivere le minute dell'ultimo libro di suo padre. Galileo non ci vede più bene ed è alle prese col suo testo più pericoloso per la dottrina ufficiale della Chiesa, il Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo, un'opera che il "filosofo naturale" volle scrivere in volgare affinché il grande pubblico potesse leggerlo e convincersi che non l'uomo con i suoi dogmi teologici, bensì il sole sta al centro dell'universo, come aveva ben intuito Copernico. Malvaldi, attorno a questo molto noto problema astronomico e religioso, riesce a scrivere un giallo moderno di oltre 350 pagine, dove, per esempio, la morte sospetta di una suora che cade di notte da una finestra serve poi a dimostrare la teoria dei gravi.

Era quello un periodo storico oscuro e afflitto - come oggi - dalla guerra in Europa e da una tremenda epidemia di peste. Galileo, scopritore dell'isocronismo del pendolo, era ansioso di "riuscire a capire le leggi con cui il Signore aveva regolato l'universo, e di usarle per montare nuovi marchingegni e invenzioni che anche il più stolto degli uomini poteva usare". Nonostante dagli emissari di Urbano VIII gli arrivino appelli a fermarsi, lui, grazie alla pandemia, ottiene l'imprimatur per stampare il suo libro in Toscana, anziché a Roma, lontano da occhi giudicanti, anche se poi è chiaro che rivedere il sistema tolemaico farà imbestialire il pontefice. "Se presumete di saperne più del Papa, vi esorto a rendere pubblico il vostro punto di vista - lo avverte il gesuita padre Gioacchino -. Altri lo hanno fatto in passato. Anzi, potreste scrivere di vostro pugno le suddette tesi e affiggerle sul portone del convento. Però devo avvertirvi: ho il vago sospetto che anche questa potrebbe essere considerata eresia".

Il tono è sempre questo, divertito, quando non irriverente, ad alleggerire un libro in cui non ci si annoia mai fra intrighi e omicidi, suore poco pudiche e frati erotomani, disegni scientifici e spiegazioni filosofiche, dialoghi ora serissimi ora faceti, espressioni triviali e scene boccaccesche. È il Malvaldi che schiere di lettori adorano, quello che fa battute da bar e discorsi da osteria, ma intanto sciorina la sua maestria nel costruire trame delittuose e spiegare agli ignoranti tutto quel che lui sa della scienza, e non solo in campo chimico. Con scioltezza da erudito, fa passare per un giallo pop, quello che in realtà è un contenitore di uno studio sicuramente lungo e difficile, di una approfondita ricerca sulle fonti originali dell'epoca. Nelle note finali avverte che in un romanzo storico separare il vero dal verosimile non è facile, ma che anche le storie più incredibili da lui narrate sono storicamente fondate.

Alla fine, la morale di Galileo andrebbe bene anche a Papa Francesco: "La vera bestemmia è negare l'opera di Dio, non spiegarla".

IL LIBRO. Marco Malvaldi, Oscura e celeste (Giunti, pagg. 352, euro 19)