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Nel favoloso mondo di Martin Amis

Martin Amis 
"La storia da dentro", il memoir dello scrittore britannico, esce in Italia subito dopo la sua morte: esercizi di stile sulla vita  e sulla letteratura. Ecco la recensione
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Vladimir Nabokov celebra come prova sovrana di eccellenza letteraria "il brivido tra le scapole" - se il lettore lo prova, lo scrittore ha lavorato bene. Leggendo il russo che si fece americano (e scrisse Lolita come omaggio alla nuova lingua) il suo futuro grande ammiratore Martin Amis pensò: "Scrive ogni frase come se avesse me in mente". Era la seconda volta che gli capitava. Il primo romanziere che gli aveva fatto quell'effetto si chiamava Saul Bellow.

Era il 1975, Martin Amis aveva 26 anni. Non era stato un lettore precoce, a parte i fumetti e i passi sconci di L'amante di Lady Chatterley. La scintilla scattò quando la seconda moglie del padre Kingsley - Elizabeth Jane Howard, scrisse l'ultimo volume della Saga dei Cazalet alla soglia dei 90 anni - gli suggerì Jane Austen, Orgoglio e pregiudizio. Il neo-lettore dopo poche pagine volle sapere se c'era il lieto fine. Lei gli disse "sì" (ancora non si temevan…

Vladimir Nabokov celebra come prova sovrana di eccellenza letteraria "il brivido tra le scapole" - se il lettore lo prova, lo scrittore ha lavorato bene. Leggendo il russo che si fece americano (e scrisse Lolita come omaggio alla nuova lingua) il suo futuro grande ammiratore Martin Amis pensò: "Scrive ogni frase come se avesse me in mente". Era la seconda volta che gli capitava. Il primo romanziere che gli aveva fatto quell'effetto si chiamava Saul Bellow.

Era il 1975, Martin Amis aveva 26 anni. Non era stato un lettore precoce, a parte i fumetti e i passi sconci di L'amante di Lady Chatterley. La scintilla scattò quando la seconda moglie del padre Kingsley - Elizabeth Jane Howard, scrisse l'ultimo volume della Saga dei Cazalet alla soglia dei 90 anni - gli suggerì Jane Austen, Orgoglio e pregiudizio. Il neo-lettore dopo poche pagine volle sapere se c'era il lieto fine. Lei gli disse "sì" (ancora non si temevano gli spoiler come l'inferno). 

Lettore tardivo, fu un romanziere piuttosto precoce e di immediato successo: Il dossier Rachel esce nel 1973, aveva 24 anni. I maligni dissero che era facile, per un figlio d'arte: fu l'inizio di una gara a chi era più bravo tra Martin e Kingsley. Folle e godereccio, cinematografico e americano, Money arriva una decina di anni dopo. Passerà un altro decennio prima di L'informazione, romanzo di assoluta brillantezza attorno a due scrittori (scrive Amis in La storia da dentro: ognuno vorrebbe essere l'unico, della sua generazione - tollerati a malapena i morti e sepolti). 

Tra un romanzo e l'altro - ogni lettore ha i suoi prediletti - Martin Amis ha scritto saggi letterari, si è occupato di Hitler e di Stalin (due titoli ciascuno), dell'11 settembre, e dei primi videogiochi, con L'invasione degli Space Invaders. La storia da dentro ricorda che il matrimonio di Elizabeth Jane Howard con Kingsley Amis, cominciato in armonia, con i rispettivi manoscritti letti prima di cena, non finì benissimo. Il figlio ora confessa che, appena vista la matrigna, pensò "dite quel che volete, ma in quanto a rimorchiare papà non è secondo a nessuno".

Invitati a casa di Martin Amis - lo scrittore ci accoglie nel Preludio di La storia da dentro, postumo soltanto nell'edizione italiana, era uscito nel 2020 - non siamo lettori ma ospiti. Possiamo saltare le pagine, e districare l'intreccio tra memoir e "pensieri spettinati" - ma sempre lucidi, e pungenti - sulla letteratura. Sui romanzieri che raccontano una storia, per esempio, e quelli che preferiscono giocare con le parole, e pubblicano "romanzi destrutturati come la pastina alfabeto e imprevedibili come la schizofrenia". 

Sono "istruzioni a un giovane scrittore", da un maestro nella prosa inglese che crede nelle pagine "prive di attrito" e confessa di aver passato più tempo a "evitare piccole brutture che a cercare grandi bellezze". Eleganza e varietà sono il segreto del bravo romanziere, ma guai a lasciarsi prendere dalla Variazione Elegante - gli arzigogoli forzati per evitare le ripetizioni. Deve sembrare tutto naturale. Nabokov, in questo maniaco quanto Amis, era urtato dalle rime involontarie - per gli italiani gli avverbi in "mente", da fuggire come la peste. 

Martin Amis non ci ha invitati nella sua casa di Brooklyn (è la vigilia del 2016) solo per svelarci i segreti del mestiere. Buona parte di La storia da dentro è il seguito di Esperienza, il memoir uscito nel 2000. Il titolo era in una lettera del sempre ingombrante genitore Kingsley Amis (il suo Lucky Jim fu uno dei primi romanzi universitari, nel 1957 diventò un film): "È tutta esperienza, dispiace solo che debba essercene così tanta". Fu la prima escursione nel life-writing (così in La storia da dentro) da parte di uno scrittore che ne era sempre stato lontano. La vita andava trasformata in romanzo - mai raccontata come tale. Ricorda Martin Amis al suo ospite-lettore: "Se hai letto i miei romanzi sai già tutto di me". Un precedente tentativo - con il titolo Vita - era fallito (anche i grandissimi inciampano). Gli anni passano, gli amici i maestri e i rivali muoiono (Esperienza era stato scritto dopo la morte del genitore): il venerato romanziere Saul Bellow. Il poeta Philip Larkin che frequentava il padre Kingsley. E Christopher Hitchens, saggista e grande amico fin dagli anni giovanili, ucciso dallo stesso cancro che ha portato via Martin Amis. È più facile allora raccontare l'alzheimer di Saul Bellow, che ripeteva sempre la stessa domanda, guardava i film di James Bond, taceva per un'intera conferenza per poi - interrogato su Le avventure di Augie March - uscirsene con "ha 200 pagine di troppo". La battuta, scopre Amis, risaliva agli anni '50, danneggiata era solo la memoria breve.

La bravura da lettore di Martin Amis - rara tra gli scrittori, sempre per il fatto che preferiscono essere gli unici in circolazione - disegna un grande ritratto di Philip Larkin: un ricordo dopo l'altro, alternato a brani poetici. Appassionante per chi finora conosceva solo i versi che aprono il romanzo di Ian McEwan Chesil Beach: "Il sesso in Inghilterra cominciò nel millenovecentosessantatré / già troppo tardi per me / tra la fine del bando a Lady Chatterley / e i Beatles con il primo trentatré".

 

Il libro - Martin Amis, La storia da dentro (Einaudi. Traduzione Gaspare Bona, pag. 704, euro 25)