Robinson nella bottega di Norman Foster
"Un malato in ospedale in una stanza con tanta luce naturale ha molte più possibilità di sopravvivere rispetto a un paziente senza finestre. L'architettura deve essere salutare per l'anima, lo spirito e il pianeta". Parola di archistar. Di più: parola di un monumento dell'architettura come Norman Foster, 88 anni appena compiuti (il 1° giugno), che con i suoi progetti ha ridisegnato il mondo sotto i nostri occhi. Da Hong Kong alla California, dall'altissimo viadotto francese di Millau al Reichstag di Berlino. E continua a farlo, mentre pensa alla ricostruzione sostenibile della città ucraina di Kharkiv, dove è stato lo scorso dicembre, perché "il futuro è sempre meglio del passato", confessa ad Antonello Guerrera che lo ha incontrato a Londra, dove ci ha aperto le porte del suo studio sul Tamigi, tra l'Albert Bridge e il Battersea Park. Al grande architetto, protagonista in questi giorni a Parigi, al Centre Pompidou fino al 7 agosto, di una maestosa retrospettiva che ne ricostruisce la lunga - e non ancora finita - leggendaria carriera, è dedicata la copertina di Robinson in edicola da sabato 10 giugno. Dove Foster racconta progetti passati e futuri in nome della sostenibilità e, matita alla mano, mentre disegna ci svela i segreti del suo successo.
Nato a Stockport, periferia di Manchester, nel 1935 dove è cresciuto tra mattoncini rossi, bullismo e povertà, appassionato di auto d'epoca e accanito ciclista, Norman Foster ha disseminato il suo "universo" in tutti i continenti: dal palazzo a "cetriolino" - The Gherkin appunto - nella city di Londra all'astronave futuristica dell'Apple Park a Cupertino alimentato al cento per cento da energie rinnovabili. La sostenibilità del resto è sempre stato uno dei suoi principi ispiratori, insieme all'ossessione per "la città verticale" e i grattacieli, la mobilità cittadina o le Essential Homes per i rifugiati presentate all'ultima Biennale di Architettura di Venezia, prototipo di casa economica e sostenibile che supera il concetto di tenda. E poi ancora tra le sue "cattedrali" ritroviamo il Millennium Bridge e la Great Court nell'atrio principale del British Museum, tanto per restare a Londra; la Hearst Tower di Manhattan e il Queen Alia International Airport di Amman, fino al baldacchino in acciaio lucido che riflette i visitatori dell'Ombrière al Porto Vecchio di Marsiglia o al grande parallelepipedo di vetro del Carré d'Art, il museo di arte contemporanea di Nîmes: tra tanti capolavori - che su Robinson possiamo anche visivamente ripercorrere - quale in definitiva è quello a cui Lord Foster tiene di più? "Forse il Reichstag di Berlino", è la sua risposta, "perché è la manifestazione della democrazia, di un nuovo rapporto tra politici e cittadini, una lezione per le nuove generazioni".
E proprio a queste, in particolare alla Gen Z, sono dedicate le pagine di Robinson TikTok dove questa settimana celebriamo il mese dell'orgoglio Lgbtq+ anche attraverso i libri a tema queer. Per l'occasione abbiamo chiesto a otto booktoker di raccontarci qual è il loro preferito: da Orlando di Virginia Woolf a Camere separate di Pier Vittorio Tondelli, andate a leggere quello che hanno scritto.
Tra le recensioni della settimana, due invece le segnalazioni: torna in libreria La bottega dei giocattoli, capolavoro di Angela Carter: è la storia di una giovane donna "prigioniera" di un giocattolaio come ci racconta Sarah Savioli. Mentre Michela Marzano ha letto Strega della svedese Johanne Lykke Holm dove nove ragazze vengono assunte come stagionali in un hotel sulle Alpi tra atmosfere gotiche e l'attesa di un possibile assassino. Infine, l'autore da riscoprire a grande richiesta è Italo Cremona, pittore, scenografo e scrittore, nel ritratto che fa per noi Bruno Quaranta.
Nelle pagine dedicate ai ragazzi vi proponiamo un bel volume illustrato che racconta il legame con i nostri amici alberi che resistono tra il cemento delle città. Si intitola L'albero e la città (Clichy) e l'autore, Luca Tortolini, ragiona sul segreto della loro bellezza e della loro capacità di rasserenarci. Mentre come perfetta lettura estiva per le giovani lettrici arriva l'ultimo capitolo della serie I Diari di Nikki dell'autrice bestseller Rachel Renée Russell: una nuova avventura della ragazzina un po' "schiappa" dal sapore molto estivo, intitolata Che spettacolo super top!. Ilaria Zaffino l'ha letta per noi e ci racconta perché, anno dopo anno, questa serie continua ad avere tanto successo.
Nell'arte, alla Fondazione Magnani Rocca di Mamiano di Traversetolo sono in mostra le figure inondate di luce di Felice Casorati, il Piero della Francesca del Novecento, come ci racconta Andrea Contin. Mentre a Roma, sei nuove opere di Giulio Paolini, artista che continua a mettersi in discussione, sono esposte all'Accademia di San Luca: le ha viste per noi Lorenzo Madaro.
Per gli spettacoli, Antonio Monda ha intervistato Ari Aster che con Hereditary, Midsommar e ora Beau ha paura, interpretato da Joaquin Phoenix, è diventato, a 36 anni, il nuovo re dell'horror. Il suo prossimo film sarà un western contemporaneo ambientato durante la pandemia. Mai sottovalutare la forza dei generi.
Lo Straparlando di questa settimana infine è con Marina Giaveri.