Una baby elefante per amica
di James Patterson e Ellen Banda-AakuIllustrazione ottocentesca custodita alla British Library © British Library Board. All Rights Reserved / Bridgeman Images
Lulu mi salutò con un profondo barrito, e poi fu Bawa a fare uno sbuffo di benvenuto. Agitava la proboscide di qua e di là, come per fare ciao ciao. Di solito era Shaba a guidare il branco, ma quel giorno era rimasta indietro con un’altra elefantessa. Mi alzai in punta di piedi per avere una visuale migliore e capire se si sarebbe fatta avanti, e in quel momento lo vidi! Lì, rannicchiato tra le sue zampe, c’era il cucciolo che avevo visto nascere qualche settimana prima. Sembrava una mini-Shaba.
Battei le mani per la gioia, spaventando Lulu. Immaginai che il cucciolo fosse femmina perché aveva la schiena dritta e una volta Kokoo Naserian mi aveva detto che gli elefanti maschi tendono ad avere la spina dorsale più curva.
Dall’ultima volta che l’avevo vista, il suo primo giorno di vita, la piccola era cresciuta fino a diventare alta circa un metro. Non era ben salda sulle zampe e sembrava che tutte le parti del suo corpo, dalla pelle rugosa, ai piedi, alle orecchie, fossero ancora tro…
Lulu mi salutò con un profondo barrito, e poi fu Bawa a fare uno sbuffo di benvenuto. Agitava la proboscide di qua e di là, come per fare ciao ciao. Di solito era Shaba a guidare il branco, ma quel giorno era rimasta indietro con un’altra elefantessa. Mi alzai in punta di piedi per avere una visuale migliore e capire se si sarebbe fatta avanti, e in quel momento lo vidi! Lì, rannicchiato tra le sue zampe, c’era il cucciolo che avevo visto nascere qualche settimana prima. Sembrava una mini-Shaba.
Battei le mani per la gioia, spaventando Lulu. Immaginai che il cucciolo fosse femmina perché aveva la schiena dritta e una volta Kokoo Naserian mi aveva detto che gli elefanti maschi tendono ad avere la spina dorsale più curva.
Dall’ultima volta che l’avevo vista, il suo primo giorno di vita, la piccola era cresciuta fino a diventare alta circa un metro. Non era ben salda sulle zampe e sembrava che tutte le parti del suo corpo, dalla pelle rugosa, ai piedi, alle orecchie, fossero ancora troppo grandi per lei. Da quando conoscevo il branco non c’era mai stato un cucciolo, ma siccome la mamma elefante tiene il piccolo nella pancia per due anni prima di partorire, la cosa aveva senso.
Shaba spinse delicatamente l’elefantina verso la pozza, appoggiandole la proboscide sulla schiena. Con estrema cautela saltellai da un sasso all’altro per vedere meglio. Come al solito gli animali non sembravano allarmati dalla mia presenza. Al contrario parevano felici di vedermi, mi guardavano e parlavano “in elefantese”, con squittii e barriti sommessi. Io feci del mio meglio per imitare quei versi e congratularmi nella loro lingua. Poi restammo in silenzio, a goderci il momento.
Mentre gli adulti bevevano e facevano scorpacciata di foglie, la piccola non la smetteva di osservarmi. Fece qualche passo verso di me, e qualche altro ancora. Shaba, sebbene la tenesse d’occhio, non cercò di fermarla. Mi resi conto che mentre l’elefantina si muoveva io trattenevo il respiro, finché non fu così vicina che avrei potuto sfiorarla con le dita. Il cuore mi batteva all’impazzata… ma per l’emozione, non per la paura.
Lentamente, allungò la piccola proboscide verso di me, come per chiedermi di toccarla. Non volevo fare la cosa sbagliata, così copiai il suo gesto e allungai il braccio. Al che, lei avvicinò ancora di più la proboscide. Sembrava quasi che ci stessimo stringendo la mano.
Quando emise un verso leggero e dolce, capii che avevo fatto la cosa giusta e risposi con una risatina di gioia. Le sue orecchie, troppo grandi per la testolina, sbatterono per l’eccitazione. Accarezzai il ciuffo di peli neri che dal collo le scendeva lungo la schiena e lei emise un brontolio sommesso, simile alle fusa di un gatto. Il luccichio nei suoi occhi e la lingua rosa che le pendeva goffamente dalla bocca mi fecero capire che si stava divertendo quanto me.
In un attimo, mi ritrovai a vivere una delle esperienze più incredibili ed emozionanti della mia esistenza. Avrei voluto fermare il tempo. Di colpo, l’elefantina si sporse maldestramente in avanti.
Alzai le mani per tenerla sulle zampe e finii per avvolgerla in un abbraccio. Era piccola ma aveva una forza straordinaria. Il problema era che ancora non lo sapeva. La strinsi forte e la portai a terra, sempre assicurandomi di guardarla dritto negli occhi e che il suo entusiasmo non la portasse a calpestarmi per sbaglio. Senza preoccuparmi di sporcare l’uniforme scolastica, mi accasciai nel fango denso con la sua proboscide stesa sopra le gambe. Aveva un aspetto così buffo e adorabile che non trattenni un’altra risata.
Shaba a quel punto si avvicinò e con la proboscide, questa sì molto lunga, allontanò la piccola da me. La sollevò amorevolmente per la pelle in eccesso che aveva sul collo. Poi offrì anche a me la proboscide robusta, e io la usai per tirarmi in piedi. Ero così felice che mi era venuta la pelle d’oca. Non mi capacitavo di ciò che era appena successo. Era uno di quei momenti in cui ti guardi intorno e ti chiedi se non stai sognando.
La cucciola sembrava così piccola accanto ai suoi giganteschi e possenti familiari; come un fagiolo marrone, o un semino. Sapevo esattamente come l’avrei chiamata. «Alla prossima, Mbegu» sussurrai, scegliendo il nome che mi pareva perfetto. Le calzava a pennello. Mbegu è la parola swahili per seme: anche lei un giorno sarebbe cresciuta e sbocciata.
Mentre gli elefanti si ritiravano mi resi conto che non vedevo più le loro ombre sul terreno, e nemmeno la mia. Quell’istante magico mi aveva fatto perdere la nozione del tempo e di me stessa. Momma mi ripeteva da sempre che ovunque fossi dovevo portare la mia ombra con me tornando a casa.
Niente ombra voleva dire che il sole era tramontato, che io ero in ritardo e quindi in grossi guai.
Copyright © 2022 by James Patterson – 2023 AdrianoSalani Editore s.u.r.l.
Il libro – James Patterson, Ellen Banda-Aaku, La bambina che amava gli elefanti
(Salani, traduzione di Benedetta Gallo, pagg. 304euro 13,90. Età: 10+)