«Se fosse possibile tornare indietro nel tempo, sarebbe un disastro. Tutti vorrebbero provare a cambiare il corso degli eventi. Ma non puoi prevedere le conseguenze delle tue azioni: e l’incertezza è il motore di ogni storia». Diana Gabaldon, autrice della saga bestseller Outlander, diventata una serie tv dal successo planetario, si racconta a Robinson, in edicola sabato 29 luglio, da quella Scozia che ha scelto come coprotagonista delle sue storie. Mentre in Italia Mondadori ripubblica la saga a partire dal primo volume (Gabaldon sta scrivendo il decimo) e Sky manda in onda la settima stagione delle serie che tiene incollati allo schermo milioni di spettatori, la scrittrice tradotta in 114 paesi che ha venduto 50 milioni di copie, è andata a Glasgow per partecipare alla conferenza di cinque giorni che l’università scozzese ha deciso di dedicare ai suoi libri.
La storia d’amore tra Claire e Jamie - lei infermiera che nel secondo Dopoguerra si ritrova catapultata nella Scozia del Settecento, lui bellissimo e valoroso combattente che di lei si innamorerà nonostante i secoli che li separano - piace così tanto perché è molto di più di un romance: è un romanzo storico con decine di personaggi e linee narrative, un’epopea che mette in scena i conflitti e ci pone di fronte all’impossibilità di cambiare il nostro destino.
A Sara Scarafia, che l’ha raggiunta in Scozia, Gabaldon racconta la storia del suo straordinario successo: quella di un’ex docente universitaria, nata nel 1952 in Arizona, che dopo una laurea in Zoologia e un master in Biologia marina, a 35 anni, nel 1988, decide di provare, «per gioco e in segreto», a coronare il sogno di diventare una scrittrice che coltivava dall’età di 8 anni. Parla di attualità e di confini, di emancipazione e di sesso: «Gli uomini ne scrivono male perché non sanno cosa piace alle donne: dovrebbero anzitutto capire che pensano al sesso quanto se non più di loro».
Silvia Ronchey, bizantinista e filologa, racconta invece di Outlander come archetipo: la storia di Claire, infermiera che nel suo viaggio nel passato utilizza le conoscenze mediche per guarire e curare, rappresenta la rivincita delle streghe. «La donna emersa dall’unica rivoluzione non fallita del Secolo Breve, a ben guardare, ha tutti i tratti che un tempo contraddistinguevano la strega e che, se non celati, la qualificavano tale e la consegnavano al sommario processo, al linciaggio o alla tortura, all’imprigionamento e al rogo, come migliaia e migliaia di donne nella storia - scrive Ronchey - ma nello stesso tempo quei tratti, se occultati o bene mimetizzati, candidavano queste figure femminili alla leadership, al pubblico riconoscimento di un’autorità carismatica che soggiogava ogni essere dotato di senno, femmina o maschio che fosse, incontrassero sulla loro strada».
In viaggio con Robinson, c’era anche la booktoker Valentina Ghetti, @valentina.ghetti, che nelle pagine dedicate a TikTok racconta il suo incontro con la scrittrice del cuore. Mentre dalla community, nei giorni in cui Sky manda in onda la nuova stagione di Outlander, arrivano otto consigli di serie tv imperdibili.
Tra le recensioni ai libri in uscita in questi giorni invece ecco un paio di segnalazioni. A cominciare dall’epopea di Alex Taylor, Il sangue non basta pubblicato da Clichy, dove nell’inverno del 1748, in West Virginia, una tribù di nativi si difende fino allo stremo dalle invasioni dei coloni, di cui ci dice tutto Susanna Nirenstein. Mentre Alberto Manguel ha letto le lettere scambiate tra la filosofa spagnola María Zambrano e il poeta cubano José Lezama Lima, raccolte nel volume Corrispondenza per le Edizioni degli Animali: una potente testimonianza di letteratura e politica che attraversa il Novecento.
E ancora tra politica e filosofia Marsilio pubblica la traduzione del primo dei quattro volumi di Hermann August Korff dedicato al movimento dello Sturm und Drang e intitolato Lo spirito dell’età di Goethe, come ci racconta Roberto Esposito. Autore da riscoprire a grande richiesta dei lettori è invece Leonard Cohen, cantautore prodigioso che ha inseguito il sogno della letteratura tutta la vita: il ritratto è di Gabriele Romagnoli.
Protagonista nelle pagine dedicate ai bambini è Andy Lee, comico e star della tv australiana, che ha sfondato in mezzo mondo con la sua irresistibile serie Non aprire questo libro pubblicata in Italia da Gribaudo: è venuto a trovarci in redazione a Roma e a Ilaria Zaffino che lo ha intervistato racconta quanto una risata sia contagiosa, non solo con i più piccoli. Sempre ai ragazzi si rivolge La mappa dei diritti (Sinnos) di Francesca Quartieri che ha letto per noi e recensito Matilde Giuliani.
Nell’arte andiamo a scoprire le opere della raccolta di François Pinault che a Punta della Dogana, a Venezia, dialogano attorno al tema del racconto dell’invisibile: un invito alla contemplazione come ci racconta Cristiana Campanini. Mentre Maurizio Fiorino ha visto per noi a Milano all’Armani Silos l’omaggio al fotografo Guy Bourdin, che ha rotto ogni schema partendo dagli scatti di moda.
Lo Straparlando di questa settimana infine è con il neuroscienziato Giacomo Rizzolatti.