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Libri per bambini: Tour Eiffel je t’aime!

La Torre Eiffel, illustrazione di Thomas Baas tratta dal libro di Samir Senoussi

 
Un sontuoso volume ci racconta tutto, ma proprio tutto, sull’icona più parigina che ci sia. Ecco aneddoti e curiosità da scoprire insieme
3 minuti di lettura

L’estate sta finendo eppure non c’è periodo migliore di questi scampoli di fine agosto per visitare una città come Parigi. Le occasioni per destar meraviglia nei più piccoli sono moltissime, da una suggestiva crociera sulla Senna, meglio se al tramonto, a una giornata alla Cité des Sciences et de l’Industrie, tecnologico museo all’interno del Parc de la Villette, in cui è stato trasformato il vecchio mattatoio e mercato del bestiame parigino, dove i bambini si possono cimentare con giochi “spaziali”. Noi qui vi suggeriamo però un classico, e cioè la Torre Eiffel, da (ri)scoprire anche con un istruttivo e divertente albo di grande formato alla mano, pubblicato ora dal raffinato editore Clichy, che dell’accoppiata Francia e libri per bambini ha fatto un po’ il suo marchio di fabbrica. Si intitola, con una provocazione esilarante, Ma a cosa serve la Torre Eiffel? e lo firma Samir Senoussi, autore per ragazzi con la passione per la storia, con le illustrazioni sofisticate e dal sapore vol…

L’estate sta finendo eppure non c’è periodo migliore di questi scampoli di fine agosto per visitare una città come Parigi. Le occasioni per destar meraviglia nei più piccoli sono moltissime, da una suggestiva crociera sulla Senna, meglio se al tramonto, a una giornata alla Cité des Sciences et de l’Industrie, tecnologico museo all’interno del Parc de la Villette, in cui è stato trasformato il vecchio mattatoio e mercato del bestiame parigino, dove i bambini si possono cimentare con giochi “spaziali”. Noi qui vi suggeriamo però un classico, e cioè la Torre Eiffel, da (ri)scoprire anche con un istruttivo e divertente albo di grande formato alla mano, pubblicato ora dal raffinato editore Clichy, che dell’accoppiata Francia e libri per bambini ha fatto un po’ il suo marchio di fabbrica. Si intitola, con una provocazione esilarante, Ma a cosa serve la Torre Eiffel? e lo firma Samir Senoussi, autore per ragazzi con la passione per la storia, con le illustrazioni sofisticate e dal sapore volutamente rétro di Thomas Baas. Un libro pieno di curiosità sulla genesi della torre simbolo di una città e di una nazione che, ne siamo sicuri, lascerà a bocca aperta i bambini e anche qualche genitore. Vediamone nel dettaglio qualcuna.

  

La Torre Eiffel, illustrazione di Thomas Baas tratta dal libro di Samir Senoussi
 

 

Innanzitutto: che cos’è?

Una delle prime domande — questo libro ne è pieno — con cui l’autore vuole avvicinarsi ai suoi piccoli lettori è proprio questa: ma cos’è questa torre che da un bel giorno del 1889 svetta sulla Rive Gauche (espressione debitamente spiegata per chi non mastica ancora il francese)? Le ipotesi si rincorrono e i bambini ne saranno deliziati: è una casa? Assolutamente no. Un trampolino gigante? Chissà. Magari una ferrovia per il cielo o un razzo per andare sulla Luna. E se fosse un cannone? Oppure un parafulmine. E, perché no?, un faro per la Ville Lumière (altro termine che l’autore non si esime dal spiegare). In fondo, è questo che dopo oltre un secolo la Torre Eiffel continua a essere per i parigini.

  

La costruzione

Ricca di informazioni la parte che ripercorre la storia della costruzione di questo iconico monumento. Da quando nel 1887 viene aperto il cantiere sul Champ-de-Mars, dopo che Gustave Eiffel (ecco da dove viene il nome), un ingegnere specializzato in ferrovie, vince il concorso organizzato in vista dell’Esposizione universale che deve svolgersi a Parigi nel 1889.

  

Particolare di un'illustrazione di Thomas Baas tratta dal libro

 

L’Esposizione universale

Ecco un altro termine importante con cui i più piccoli nelle intenzioni dell’autore possono iniziare a fare i conti. Si tratta di quelle “macchine” delle meraviglie dove venivano messe in mostra tutte le più strabilianti e innovative scoperte della scienza e della tecnica, se vogliamo le antenate dei nostri attuali Expo. La prima a essere inaugurata è stata quella di Londra nel 1851 e da allora, soprattutto nel corso dell’800 e del ’900, erano un grande richiamo per curiosi e appassionati da tutto il mondo.

 

Eiffel, chi era costui?

Abbiamo detto che la nostra torre fu costruita da Gustave Eiffel, con l’aiuto però di altri due ingegneri, il progettista franco-svizzero Maurice Koechlin e il parigino Émile Nouguier, e di un architetto, Stephen Sauvestre. Ma Eiffel è noto per essere un appassionato di ferro (tanto meglio, ci dice Senoussi, «perché una torre di queste dimensioni realizzata in pietra o cemento sarebbe crollata come un castello di carte»), autore anche del viadotto di Garabit, ardito ponte ad arco in ferro, costruito sempre in Francia nel 1885, e soprattutto è sempre lui ad aver progettato la struttura in ferro della Statua della Libertà, realizzata da Bartholdi a New York.

  

Critici e detrattori

Ma torniamo alla Torre Eiffel. Tra gli aneddoti più divertenti che l’autore ci racconta sicuramente un posto merita l’accoglienza che questa ricevette all’inizio dagli scrittori dell’epoca. Accoglienza tutt’altro che benevola! Anzi, più d’uno ne chiedeva addirittura la rimozione prima ancora che venisse completata. Un «mostro di ferro» la chiamava per esempio Alexandre Dumas, il papà di quei Tre moschettieri in cui forse qualche giovane lettore si è già, speriamo piacevolmente, imbattuto. Peggio ancora il giudizio senza appello di un altro grande scrittore parigino ottocentesco, Émile Zola: «Una ciminiera!». Mentre per Guy de Maupassant non era altro che «un’odiosa colonna di lamiera imbullonata». In realtà poi lo stesso scrittore che tanto la detestava finì per pranzare regolarmente nel ristorante aperto all’interno della torre: «Perché è l’unico posto di Parigi dal quale non la vedo», la sua giustificazione.

  

Diamo i numeri

E ora proviamo a raccontare questa prodezza della tecnica attraverso qualche numero. Con una base quadrata di 125 metri di lato e un’altezza di 300 metri, per realizzarla è stato necessario progettare 18mila pezzi, vale a dire 5.300 progetti messi in campo da 30 progettisti. E, ancora, nella torre ci sono 7.300 tonnellate di ferro, «sono circa 7.300 automobili», ci fa notare l’autore.

  

Dal telegrafo alla tv

Pagina dopo pagina, della Torre Eiffel scopriremo tutto. Una domanda sola sembra non trovare risposta: ma a cosa serve? E invece non rimarremo delusi, perché il racconto si conclude proprio con gli usi che nel tempo ne sono stati fatti: da luogo di osservazione scientifica per esperimenti di ogni sorta, a cominciare dallo studio della caduta dei corpi, ad antenna per la telegrafia senza fili, a ripetitore per la radio e la tv. Altro che inutile!

Il libro -Samir Senoussi, Ma a cosa serve la Torre Eiffel?

(Clichy. Illustrazioni Thomas Baas. Traduzione Maria Pia Secciani, pagg. 64, euro 22,50. Età: 6+)

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