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Allarme clima ultima chiamata

Al festival “Una sola Terra” di Brescia arriva l’ambientalista che ha elaborato il concetto di “impronta ecologica”. Ascoltiamolo
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Il dibattito sul clima sta fallendo. L’attuale concentrazione di gas serra nell’atmosfera promette già un devastante aumento delle temperature di 3°C, secondo i dati del NOAA, l’agenzia governativa statunitense. E stiamo parlando solo di clima. Ciò dimostra che la comunità scientifica e il movimento per il clima non sono stati in grado di motivare a sufficienza le società affinché adottassero misure climatich eefficaci.

Ho il sospetto che l’errore fondamentale stia nel descrivere la sfida climatica come una questione a sé stante, un problema isolato. Questo perché a causa delle sue caratteristiche, che lo rendono fondamentalmente un “problema del free rider” globale, ridurre le emissioni di gas a effetto serra risulta così praticamente impossibile. Il fenomeno del free riding si verifica quando gli incentivi che muovono le parti interessate e la società non sono allineati. Chi emette i gas a effetto serra trae profitto dall’energia prodotta, mentre l’umanità deve subire le conseguenze…

Il dibattito sul clima sta fallendo. L’attuale concentrazione di gas serra nell’atmosfera promette già un devastante aumento delle temperature di 3°C, secondo i dati del NOAA, l’agenzia governativa statunitense. E stiamo parlando solo di clima. Ciò dimostra che la comunità scientifica e il movimento per il clima non sono stati in grado di motivare a sufficienza le società affinché adottassero misure climatich eefficaci.

Ho il sospetto che l’errore fondamentale stia nel descrivere la sfida climatica come una questione a sé stante, un problema isolato. Questo perché a causa delle sue caratteristiche, che lo rendono fondamentalmente un “problema del free rider” globale, ridurre le emissioni di gas a effetto serra risulta così praticamente impossibile. Il fenomeno del free riding si verifica quando gli incentivi che muovono le parti interessate e la società non sono allineati. Chi emette i gas a effetto serra trae profitto dall’energia prodotta, mentre l’umanità deve subire le conseguenze di queste emissioni; o al contrario, chi taglia le proprie emissioni rinuncia a un po’ di agiatezza, mentre aumentano i vantaggi per l’umanità nel suo complesso.

I problemi del free rider sono complessi da risolvere e quelli che hanno portata globale e dei quali avvertiamo gli effetti con un certo ritardo, come nel caso del clima, sono ancora più difficili da superare. Questo mi porta all’ipotesi seguente: ampliando la nostra prospettiva sulla sfida climatica per considerarla come un sintomo di una dinamica più ampia, quella del cosiddetto “ecological overshoot”, la trappola del free riding diventa molto più gestibile. Con il termine overshoot (in italiano, superamento) ci si riferisce alla situazione nella quale il fabbisogno umano supera la quantità di risorse che gli ecosistemi sono in grado di fornire e rinnovare. In questo modo gli ecosistemi si impoveriscono e i rifiuti si accumulano. Adottare una prospettiva che tiene conto del concetto di overshoot trasforma il dilemma ecologico in una gara che ci lascia maggiori speranze di vittoria.

La narrativa dominante secondo cui siamo tutti incastrati in un “problema del free rider” senza via d’uscita, non solo sta rallentando l’adozione di possibili contromisure, ma è anche falsa e controproducente. Ciononostante, essa è onnipresente e ha conosciuto grande successo nelle sue diverse versioni. Esemplificata nel documentario sul clima di Al Gore intitolato Una scomoda verità, essa suggerisce che accettare la verità sul cambiamento climatico sia più dispendioso e sgradevole che ignorarla. Tuttavia, comprendere il contesto in cui ci troviamo e prepararci a ciò che ci attende è di gran lunga più utile e stimolante. Garantire la sicurezza delle risorse è di cruciale importanza per tutti ed è in linea con i nostri interessi personali profondi…

Promuovere l’interesse personale non significa sostenere il capitalismo. L’interesse personale è più affine al gesto di lavarsi i denti. Quando ci laviamo i denti siamo mossi dal nostro interesse personale, non da un senso di superiorità morale, né da un istinto capitalistico di avidità. La cura di sé riguarda il proprio interesse personale. Tutti noi ci laviamo i denti perché abbiamo interesse a mantenere la nostra igiene orale, il nostro capitale dentale. Pertanto, le campagne di sostenibilità dovrebbero assomigliare più alle pubblicità che promuovono l’igiene orale, piuttosto che ad attività da missionari che vogliono convertire le persone a una nuova religione.

Non agire di fronte all’overshoot è pericoloso, ignorare il fatto che siamo tutti coinvolti rischia di rendere vani i nostri sforzi. Da qui la mia ultima ipotesi. Se vogliamo aiutare le città e i paesi a evitare l’imminente impatto con l’iceberg, evitiamo di rivolgerci agli altri come a dire: “Sacrificati definitivamente per l’umanità senza ottenere niente in cambio”. È difficile che i discorsi che ci descrivono intrappolati nel problema del free riding, così come gli appelli a “ridurre la nostra impronta ecologica”, possano portare a delle vere trasformazioni. Forse per alcuni, ma non per otto miliardi di persone. Abbiamo piuttosto bisogno di ravvivare il desiderio delle persone nei confronti della trasformazione, stimolare la loro curiosità e aiutarle a trovare il loro senso di agentività.

Credi di doverti preparare a un futuro in cui il cambiamento climatico e la scarsità delle risorse saranno una realtà? Se sì, fallo, i benefici potrebbero andare ben oltre il tuo vantaggio personale. Se credi che sia utile preparati al cambiamento, alloragli altri lo noteranno e inizieranno a imitarti. Questo “ mettersi veramente in gioco” è uno dei modi più efficaci per affrontare il cambiamento climatico. 

@MathisWackernagel2023 Traduzione di Stefano Renzi

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