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Andrei Kurkov: gli scrittori ucraini (r)esistono

Illustrazione di Ivan Tsarevich da The Bricklayer di Ivan Franko

 
Una delle conseguenze dell’invasione russa è stata la riscoperta della letteratura di Kiev. E di una tradizione soppiantata per anni da Mosca
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Durante il mio recente viaggio in Italia, i lettori mi hanno chiesto ripetutamente: di che cosa scrivono gli scrittori ucraini? Quando a mia volta ho chiesto loro quali autori ucraini avessero già letto, i miei interlocutori hanno ammesso che non si erano ancora imbattuti in libri di autori ucraini tradotti in italiano, soltanto nei miei. Sono stato lieto di informarli che, quantunque in piccole tirature, la letteratura moderna ucraina viene tradotta in italiano. In Europa, però, quasi nessuno ne conosce la drammatica storia.

Dopo che l’Ucraina conquistò l’indipendenza, la sua letteratura si è subito distinta e caratterizzata come diversa rispetto a quella russa nel suo romanticismo, nella sua natura apolitica e nel suo amore per il postmodernismo. Lo scrittore ucraino postmodernista più illustre del primo periodo dell’indipendenza è stato Jurij Andruchovyc che ha fatto molto rumore in tutta l’Ucraina con il suo divertente e amaro romanzo Moscoviade sulla sua vita da studente a Mosca…

Durante il mio recente viaggio in Italia, i lettori mi hanno chiesto ripetutamente: di che cosa scrivono gli scrittori ucraini? Quando a mia volta ho chiesto loro quali autori ucraini avessero già letto, i miei interlocutori hanno ammesso che non si erano ancora imbattuti in libri di autori ucraini tradotti in italiano, soltanto nei miei. Sono stato lieto di informarli che, quantunque in piccole tirature, la letteratura moderna ucraina viene tradotta in italiano. In Europa, però, quasi nessuno ne conosce la drammatica storia.

Dopo che l’Ucraina conquistò l’indipendenza, la sua letteratura si è subito distinta e caratterizzata come diversa rispetto a quella russa nel suo romanticismo, nella sua natura apolitica e nel suo amore per il postmodernismo. Lo scrittore ucraino postmodernista più illustre del primo periodo dell’indipendenza è stato Jurij Andruchovyc che ha fatto molto rumore in tutta l’Ucraina con il suo divertente e amaro romanzo Moscoviade sulla sua vita da studente a Mosca prima del crollo dell’Unione Sovietica.

Jurij Andruchovyc è uno dei nostri scrittori più famosi, un patriarca della letteratura ucraina moderna. Alla fine degli anni Novanta, in Ucraina sono stati pubblicati molti romanzi su “sesso, droga e rock and roll”. I loro autori – per esempio la scrittrice Irene Karpa – hanno attirato molti giovani lettori agli eventi di presentazione dei loro libri. Oltre a ciò, molti protagonisti della letteratura hanno iniziato a cantare i loro testi insieme a musicisti di professione. È sembrato che fosse arrivata una nuova epoca di libertà. Avendo soddisfatto la richiesta di questo genere di letteratura di nicchia, all’inizio degli anni Duemila gli scrittori hanno iniziato a scrivere romanzi rosa, storici e d’avventura.

Nato nel 1961 nella regione di Leningrado, Andrei Kurkov è un autore ucraino che scrive in russo. Tra i suoi ultimi libri, L’orecchio di Kiev (Marsilio) finalista allo Strega Europeo, Diario  di un’invasione  e Api grigie (entrambi editi da Keller) 

 

La Rivoluzione arancione del 2004-2005 è stata il primo avvenimento che ha spinto la letteratura ucraina verso tematiche politiche e sociali. La manifestazione Euromaidan del 2014 ha dato slancio alla politicizzazione pressoché totale della letteratura ucraina, rendendola militante e affrancandola una volta per tutte dalle sue tradizionali poetiche e dal romanticismo. La poesia, per la quale era famosa la letteratura ucraina – per coloro che non ne sapevano assolutamente nulla –, è rimasta una componente importante, anche se è diventata più civile e meno lirica. Dopo l’annessione della Crimea del 2014 e l’inizio della guerra nel Donbass, sono cambiate molte cose e l’aggressione russa del 2022 ha dato definitivamente un assetto diverso all’intera letteratura ucraina. Non è cambiata soltanto la parola scritta. L’aggressione ha “riformattato” gli scrittori e i poeti stessi, provocando la morte di più di trenta di loro, tra cui Volodymyr Vakulenko, autore di libri per bambini, e la scrittrice di romanzi Victoria Amelina.

In verità, è possibile che non esista una storia letteraria più drammatica di quella della letteratura ucraina. Forse siete rimasti stupiti da questa affermazione. Ma provate a chiedervi: «Cosa ne so degli autori classici ucraini? Ho idea di chi siano Panas Mirniy o Valerian Pidmohilny?». Temo di sapere che cosa avete risposto. Perché gli editori europei hanno tradotto o pubblicato così di rado la letteratura classica ucraina? La risposta è semplice: non ne sapevano niente. Credevano che nel territorio dell’impero russo, in seguito dell’Urss, non vi fosse nulla di interessante, fatta eccezione per la letteratura russa. La Russia ha promosso la sua cultura e la sua letteratura pervicacemente, energicamente e sapientemente. Nessuno metterà in discussione il valore dei romanzi di Dostoevskij e i racconti di ?echov, ma non è questo il punto. Il punto è che la letteratura di una grande nazione europea è rimasta sconosciuta in Europa non per motivazioni culturali, ma geopolitiche. Il messaggio più importante lanciato dalle autorità russe in fatto di cultura è stato che dalle enormi distese dell’ex e attuale impero russo è impossibile offrire ai lettori di tutto il mondo qualcosa di più grande della letteratura russa.

Api grigie di Andrei Kurkov (Keller, traduzione Rosa Mauro, pagg. 392, euro 19)

 

La recente aggressione russa ha spinto il mondo a una tardiva scoperta dell’Ucraina, e soltanto adesso iniziano ad apparire in traduzione in tedesco, francese e inglese le opere di autori classici ucraini, come Lesya Ukrainka, Ivan Franko, Ivan Kotlyarevsky, Olga Kobylyanska, Mykola Khvylovy. Escono perlopiù in modeste tirature, grazie a piccoli editori e case editrici indipendenti. Si tratta, in ogni caso, di un buon inizio. Meglio di niente. Meglio tardi che mai… A ogni modo, sarebbe stato ancora meglio se tutto ciò fosse accaduto prima e senza una guerra. Mentre all’estero i lettori cercano di capire il passato e il presente della letteratura ucraina, quella letteratura sta cambiando di nuovo e prova a adattarsi alla vita in tempo di guerra. Questo processo evolutivo è molto difficile, e devo ammettere che il successo è disomogeneo. Il tragico passato della letteratura ucraina è confluito nel tragico presente. I lettori ucraini vogliono “riportare in vita” gli autori scomparsi, scoprendo chi fossero, che cosa hanno scritto, quello per cui si sono battuti. Tutto ciò ha portato alla scoperta di un’intera generazione di scrittori ucraini oppressi e assassinati in epoca sovietica, sotto Stalin. Negli anni Trenta del Novecento, il regime comunista decise di dissanguare la cultura ucraina – troppo brillante e indipendente – anche quando la maggior parte degli autori, dei registi e dei drammaturghi di quei tempi aderì all’ideologia comunista “giusta”.

Oggi, i soldati chiedono ai loro amici di spedire loro libri di quella generazione di scrittori ucraini perseguitati e messi al bando in epoca sovietica. Oltre ai libri di autori giustiziati, i combattenti ucraini chiedono spesso libri di storia dell’Ucraina e di autori classici ucraini. Al fronte, molti vogliono riscoprire la letteratura ucraina di molto tempo fa, a cominciare dalla prima parte del XVII secolo, per esempio Meletiy Smotrytsky che scrisse in polacco, e Grigory Skovoroda, filosofo, scrittore e poeta che si espresse in ucraino antico, polacco e latino. E così, in sorprendente simmetria, i lettori stranieri stanno scoprendo i classici ucraini contemporaneamente ai soldati ucraini nelle trincee. Nella stessa letteratura ucraina, sotto i bombardamenti non sta accadendo granché. Si scrivono pochi romanzi. Gran parte degli autori è passata alla saggistica, oppure ha smesso di scrivere e si dedica all’attivismo civico.

Andriy Lyubka, autore di romanzi e traduttore di letteratura dei Balcani, dà il suo sostegno ai soldati ucraini fin dall’inizio della guerra. Organizza raccolte di fondi per acquistare vecchie jeep e pickup per l’esercito ucraino. Con persone che hanno opinioni come le sue, viaggia in tutta Europa per acquistare automobili che poi porta in Ucraina attraverso la dogana e consegna direttamente al fronte, alternandosi alla guida con gli amici. Si potrebbe scrivere un romanzo su questa storia. Forse sarà lui stesso a scriverlo un giorno, ma per adesso non ne ha il tempo. Dal 24 febbraio dell’anno scorso ha messo insieme milioni di grivne e rifornito l’esercito con più di 200 veicoli.

«Durante una guerra, è impossibile dedicarsi integralmente alla letteratura» dice Lyubka. «Ma è proprio durante la guerra che avverto che la gente ha bisogno di letteratura più di prima. Agli eventi letterari e alle presentazioni di libri oggi in Ucraina si presenta un numero record di persone che hanno bisogno di queste occasioni per guardarsi attorno, vedere altra gente, sentirsi vive, capire che ci sono persone che non sono scappate e non si sono arrese. È un po’ come fare l’appello. Poco tempo fa, ho incontrato alcuni colleghi scrittori al festival di poesia Meridian Chernivtsi, la seconda edizione dall’inizio dell’invasione su ampia scala. L’argomento principale delle nostre conversazioni è stato il seguente: come è possibile che, mentre molti milioni di persone hanno lasciato il Paese e così tante case editrici e librerie sono state bombardate, la circolazione dei libri in Ucraina è aumentata per il secondo anno consecutivo? La risposta è semplice: la gente ha bisogno di libri scritti in ucraino. Leggerli è un modo simbolico di dichiarare la propria appartenenza all’identità ucraina. Oltre a ciò, molti ucraini comperano libri per migliorare nella loro transizione dalla lingua russa all’ucraino».

Prima della guerra, ad alcuni lettori sembrava quasi che Lyubka facesse a gara in fatto di popolarità con un altro illustre scrittore e poeta ucraino, Serhiy Zhadan. Oggi vediamo che i due sono in competizione perfino in fatto di raccolta fondi. Anche Serhiy Zhadan aiuta l’esercito ucraino comprando jeep e pickup per i soldati al fronte. Zhadan, però, riesce anche a scrivere nuove poesie e brani. Da poco la casa editrice tedesca Suhrkamp ha raccolto i suoi post su Facebook e li ha pubblicati sotto forma di diario. Insieme alla sua rock band Zhadan and Dogs, Zhadan si sposta tra l’Europa e gli Stati Uniti, dove raccoglie soldi per aiutare l’esercito e i rifugiati ucraini. In altri termini, fa tutto il possibile per far vincere la guerra all’Ucraina: così pure fanno decine di altri scrittori ucraini, ma soltanto pochi riescono anche a scrivere. Di conseguenza, nella storia della letteratura ucraina il 2022-2023 sarà un anno “scarno”.

Penso che in Ucraina tornerà a esserci una vita letteraria rigogliosa, alla fine della guerra. C’è tuttavia il rischio che buona parte della nuova letteratura si focalizzi sull’aggressione della Russia. Potremmo ripetere lo schema sovietico del “culto della vittoria” che ci fu in Unione Sovietica dopo il 1945. A quel tempo, i libri che parlavano di guerra sostituirono ogni altro genere e furono usati per istruire patriotticamente la gioventù sovietica. Nella cultura russa permane il culto della vittoria nella Seconda guerra mondiale, uno dei motivi all’origine dell’aggressiva politica della Federazione Russa. Oggi uno degli slogan russi più amati è: «Possiamo vincere di nuovo!». Persevero nel mio ottimismo. Spero che i romance riusciranno, alla fine, a sbaragliare i libri che parlano di guerra, o quanto meno che contribuiranno a bilanciare e armonizzare la letteratura ucraina, senza la quale andare avanti è impossibile.

Traduzione di Anna Bissanti

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