Fuga dal lavoro povero. Coin: "Condizioni vessatorie". Sabbadini: "Conseguenze gravi per le donne"
di Marina de Ghantuz CubbeIl mondo del lavoro è in tanti, troppi settori, disintegrato al punto che l'unica soluzione è abbandonarlo. La sociologa Francesca Coin, autrice del libro Le grandi dimissioni ne ha parlato con Linda Laura Sabbadini, già direttrice Istat, all'arena Repubblica Robinson all'interno della fiera Più libri più liberi, sviscerando dati e individuando chi è che subisce le conseguenze peggiori: le donne.
"Sentiamo gli slogan del governo sui record occupazionali, ma stiamo parlando di un tasso di occupazione molto basso soprattutto per quanto riguarda le donne", spiega Sabbadini che rispetto all'occupazione giovanile fino ai 34 anni aggiunge: "Non abbiamo ancora recuperato i livelli del 2007".
Tre crisi economiche hanno notevolmente peggiorato la qualità del lavoro ed ecco che si crea quel "contesto tossico da cui si fugge", racconta Coin che ha riscontrato il fenomeno delle grandi dimissioni soprattutto nel settore della sanità ma anche della ristorazione e del commercio.
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Il mondo del lavoro è in tanti, troppi settori, disintegrato al punto che l'unica soluzione è abbandonarlo. La sociologa Francesca Coin, autrice del libro Le grandi dimissioni ne ha parlato con Linda Laura Sabbadini, già direttrice Istat, all'arena Repubblica Robinson all'interno della fiera Più libri più liberi, sviscerando dati e individuando chi è che subisce le conseguenze peggiori: le donne.
"Sentiamo gli slogan del governo sui record occupazionali, ma stiamo parlando di un tasso di occupazione molto basso soprattutto per quanto riguarda le donne", spiega Sabbadini che rispetto all'occupazione giovanile fino ai 34 anni aggiunge: "Non abbiamo ancora recuperato i livelli del 2007".
Tre crisi economiche hanno notevolmente peggiorato la qualità del lavoro ed ecco che si crea quel "contesto tossico da cui si fugge", racconta Coin che ha riscontrato il fenomeno delle grandi dimissioni soprattutto nel settore della sanità ma anche della ristorazione e del commercio.
Se negli Stati Uniti si parla di cifre enormi (48 milioni di dimissionari nel 2021 e 50 nel 2022), in Italia i dati a riguardo scarseggiano e anche una volta ottenuti "bisognerà capire in quale contesto sociale vivono questi lavoratori, se hanno le spalle coperte o se lasciano il posto nonostante non possano permetterselo". Indicativa rispetto a questa è un'analisi della Cisl in Lombardia da cui è emerso che su 2.000 dimissionari il 60% non aveva un piano B.
Infine, l'impoverimento del mercato del lavoro, porta a quella che Coin non esita a definire una "violenza sulle donne". In Italia, "la metà non lavora e chi riesce ad avere un impiego non concilia i tempi vita lavoro - spiega Sabbadini - La questione è culturale, in Italia non c'è mai stata a differenza degli altri paesi europei, una politica che mettesse al centro le donne".