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Un malizioso e britannico buon Natale

Sulla costa del Sussex una famiglia si riunisce attorno alla matriarca per le festività. Ma il buonismo non c’è nel romanzo ritrovato di Kathleen Farrell
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Prima dei floppy disk, delle chiavi usb, dei cloud, capitava che i manoscritti facessero una brutta fine. Gogol bruciò la seconda parte delle Anime morte. I treni hanno sulla coscienza più di una vittima. Per uno scambio di bagagli alla stazione di Reading, Thomas Edward Lawrence – l’avventuriero Lawrence d’Arabia – smarrì il manoscritto dei Sette pilastri della saggezza: lo riscriverà fino alla follia. Charles Dickens viaggiava con il manoscritto del Nostro comune amico: quando il treno deragliò a Staplehurst, aiutò i passeggeri, e poi cercò le pagine smarrite.
Il ritrovamento di La malizia del vischio fu meno avventuroso. Era negli anfratti della casa editrice Faber, impacchettato con altri romanzi di Kathleen Farrell in prima edizione. Il nome in copertina non era sconosciuto: Miss Farrell era stata per 20 anni, fino al 1962, la compagna di Kay Dick: celebre e mondana, personaggio di spicco nelle lettere britanniche del dopoguerra. Nel romanzo Loro (minimum fax) racconta un mondo ch…

Prima dei floppy disk, delle chiavi usb, dei cloud, capitava che i manoscritti facessero una brutta fine. Gogol bruciò la seconda parte delle Anime morte. I treni hanno sulla coscienza più di una vittima. Per uno scambio di bagagli alla stazione di Reading, Thomas Edward Lawrence – l’avventuriero Lawrence d’Arabia – smarrì il manoscritto dei Sette pilastri della saggezza: lo riscriverà fino alla follia. Charles Dickens viaggiava con il manoscritto del Nostro comune amico: quando il treno deragliò a Staplehurst, aiutò i passeggeri, e poi cercò le pagine smarrite.
Il ritrovamento di La malizia del vischio fu meno avventuroso. Era negli anfratti della casa editrice Faber, impacchettato con altri romanzi di Kathleen Farrell in prima edizione. Il nome in copertina non era sconosciuto: Miss Farrell era stata per 20 anni, fino al 1962, la compagna di Kay Dick: celebre e mondana, personaggio di spicco nelle lettere britanniche del dopoguerra. Nel romanzo Loro (minimum fax) racconta un mondo che vieta i libri e le opere d’arte ( le scrittrici perbene ignorano la fantascienza di Ray Bradbyry, anno 1951).

La malizia del vischio è un romanzo natalizio, nella tradizione britannica. Diceva Anthony Burgess: «Charles Dickens creò un mondo, e nel tempo libero inventò il Natale» . La famiglia riunita, l’albero, il pudding con sorpresa, vischio per i baci (regolari e clandestini), il rosso, l’oro, il caminetto, le chiacchiere e i pettegolezzi: «il tè è fatto per conversare». Ora abbiamo le Mamme Natale, gli auguri generici, i dolci vegani. Pure il Festivus nella serie Seinfeld: un palo in acciaio che non disturba culti e religioni, durante il Cenone è prevista “l’Ora delle Lagnanze” che gli ospiti sono obbligati a ascoltare. Kathleen Fennell scrive La malizia del vischio nel 1951: ancora era vivo il ricordo della guerra e dei razionamenti.
Sulla costa del Sussex, nella casa sferzata dal vento, la matriarca Rachel osserva le sue scarpe basse con il cinturino: «l’unico dettaglio che tradisce l’età» . Bess – dama di compagnia, aiuto domestico, bersaglio di malumori – è una nipote acquisita: «Una parentela così distante da essere quasi inesistente: niente più di una cortesia». La figlia Marion: «Sembra così vecchia e la sua vita è così noiosa». Il figlio Adrian si è portato via un anticipo sull’eredità, per appianare la faccenda è stato mandato in lontani paesi. L’Italia per esempio. Ma tornerà per Natale.
Quel che abbiamo spifferato finora succede nelle prime cinque pagine de La malizia del vischio. Sublime, a confronto con la lentezza di certi romanzieri d’oggi: mai saltano un dettaglio (soprattutto se inutile ai fini della trama) e neanche giocano d’anticipo per incuriosire. Kathleen Fennell non teme di ritrovarsi a corto di materiale, né di crudeltà: mette il meglio all’inizio, e tiene il ritmo fino all’ultima pagina (240, formato da pacchetto regalo).
Miss Farrell era nata ricca, non aveva bisogno di lavorare per vivere e non si era mai sposata. Attribuisce alla governante di casa il desiderio di essere chiamata Mrs Page, pur non avendo un marito: una creatura di innocua presenza, servizievole, conscia dello svantaggio di vivere da signorina in quegli anni. E ghiotta di pettegolezzi: una porta che si apre, qualcuno che di notte percorre in punta di piedi il corridoio, la spingono a indagare. La figlia Marion è sposata, Kate è stata lasciata, Bess si finge rassegnata: «Io stessa non riesco a trovare un solo motivo per cui qualcuno voglia volermi sposare». L’elettrone libero. parlando di accoppiamenti, è il cocco di Rachel, l’amato nipote Piers.

La bravura della narratrice sta in uno svagato candore. Ogni maldicenza o ferocia – da parte di chi osserva e racconta, oppure dei personaggi che dopo qualche ora di atmosfera natalizia sono già nervosi – viene gentilmente depositata sulla pagina. Nessuno alza la voce, se non per brevi momenti. Le peggiori frecciate sono sussurrate in abito da sera, seguite da un sorriso.

La malizia del vischio – il primo dei cinque romanzi di Kathleen Farrell – ebbe un buon successo di critica, e scarso successo di pubblico. Aveva unito due sostanze incompatibili: il Natale e la perfida ma sottile ironia ( il Natale, con il senno di poi, anche britannico, funziona meglio accoppiato alla farsa). Arriva ai lettori, non solo italiani, più di vent’anni dopo la morte della scrittrice, nel 1999: epoca che nel frattempo si è liberata delle letture edificanti – e che gioia trovare qualcuno che non scriva di sé.

Amica di molti scrittori e scrittrici, Kathleen Farrell ha commesso solo un errore, imperdonabile: una lista di proscrizione contro Elizabeth Taylor. Non l’attrice, la scrittrice: una così brava che in Angel satireggia il circuito chiuso delle donne che scrivono per le donne.

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