Aspettando la Notte degli Oscar su TikTok
di Sara ScarafiaAnd the Oscar goes to: cinematok. Se c’è una notte che infiamma il social della Gen Z, quella è la Notte delle stelle. L’hashtag #oscar ha collezionato 550mila post e sono tantissimi i creator che sui loro profili commentano i film in gara. La maratona prevista tra il 10 e l’11 marzo è attesissima, anticipata da live per raccontare i retroscena e le curiosità. Ma la sorpresa sono i commenti dei creator che, espertissimi critici, raccontano con competenza e passione il mood che lega le pellicole in concorso.
E quindi non c’è dubbio che quest’anno la scena è tutta per Poor Things — Povere creature! di Yorgos Lanthimos che reinterpreta in chiave contemporanea e femminista l’archetipo di Frank…
And the Oscar goes to: cinematok. Se c’è una notte che infiamma il social della Gen Z, quella è la Notte delle stelle. L’hashtag #oscar ha collezionato 550mila post e sono tantissimi i creator che sui loro profili commentano i film in gara. La maratona prevista tra il 10 e l’11 marzo è attesissima, anticipata da live per raccontare i retroscena e le curiosità. Ma la sorpresa sono i commenti dei creator che, espertissimi critici, raccontano con competenza e passione il mood che lega le pellicole in concorso.
E quindi non c’è dubbio che quest’anno la scena è tutta per Poor Things — Povere creature! di Yorgos Lanthimos che reinterpreta in chiave contemporanea e femminista l’archetipo di Frankenstein. «Barbie di Greta Gerwig inizia un percorso che Poor Things ha sublimato — dice Francesco Gullo, content creator di cinema e serie tv che vive a Bologna — racconta la tematica femminista in un modo totalmente innovativo: è la libertà sessuale della donna che oggi dà più fastidio ed è proprio sdoganare questo argomento che rende il film rivoluzionario, molto più di Barbie che aveva già fatto un gran lavoro».
Per Velia Bonaffini, romana trapiantata a Milano, content creator di cinema e beauty, è una questione personale: «Amo Yorgos Lanthimos da sempre — dice Velia, 29 anni — vivo la nomination di Poor Things come una mia vittoria: affronta tematiche ipercontemporanee con una chiave nuova. Definirei il regista un David Cronenberg diverso. Un altro film in gara che mi ha molto colpito è The Holdovers di Alexander Payne, una pellicola capace di unire un pubblico diversissimo: è esattamente al confine tra un film ben fatto e un film pop».
Tifa per Povere creature! anche Gabriella Giliberti, critica cinematografica 2.0 e saggista (il suo ultimo saggio è Love Song for a Vampire. Etologia del vampiro (Bakemono Lab): «Ho amato il romanzo di Alasdair Gray e sarei felicissima se il film vincesse. Un’altra pellicola che ho apprezzato tantissimo è Anatomia di una caduta di Justine Triet: intenso, inaspettato, meraviglioso».
Anatomia di una caduta piace moltissimo anche ad Alessio De Santa, sceneggiatore, critico cinematografico sui social e autore di due romanzi a fumetti tra i quali la biografia di Walt Disney The Moneyman: «Un film di incertezze in un mondo pieno di certezze — dice Alessio — qualcosa di diverso da quello che ci si aspetta di trovare agli Oscar. L’altra gara interessante è quella tra Killers of the flower moon di Scorsese e Oppenheimer di Nolan. Direi una sfida generazionale: due film ambientati più o meno nello stesso periodo ma raccontati in modo completamente diverso. Uno, Scorsese, il vecchio cinema legato ai personaggi e alla trama. L’altro, Nolan, un film postmoderno».
Francesca e Aurora Dulcis sono due sorelle ventenni di Cagliari che sui social parlano di cinema e serie tv: «Barbie è uno dei film che ci è piaciuto di più: sembra un racconto per bambini e invece non lo è. Povere ceature!, a caldo, l’abbiamo criticato e invece il giorno dopo averlo visto ci abbiamo ragionato e ci ha convinte: diciamo che all’inizio ci ha spiazzate».
Daniele Giannazzo, fiorentino e creator di cinema, autore di quattro romanzi pubblicati da Mondadori, pensa che sarà una partita a due tra Oppenheimer e Poor Things: «Io tifo per Povere creature! che lancia un messaggio fortissimo sul femminismo: il miglior film visto quest’anno. E spero che come migliore pellicola straniera trionfi il nostro Io Capitano di Matteo Garrone».
Il cinema è politico, a sentire i ragazzi e le ragazze che ne parlano sui social: ma è anche storia, la nostra. Ed è per questo che ognuno di loro ha recensito una pellicola che ha vinto la statuetta: dopotutto, domani è un altro film. (le recensioni le trovate su Robinson, in edicola tutta la settimana)