Joël Dicker e la verità sul thriller perfetto
di Sara ScarafiaE durante il sorprendente incontro, ci ha pure dato una notizia: Marcus Goldman, il protagonista di tre dei suoi romanzi più amati — La verità sul caso Harry Quebert, Il caso Alaska Sanders e Il libro dei Baltimore — forse tornerà: «Vorrei tanto sapere se alla fine si sposerà». E se vuole saperlo lui... Questa è la cronaca di un pomeriggio speciale: portare un immenso scrittore contemporaneo live su TikTok per un’intervista divertente e senza filtri? Fatto!
Joël Dicker, il grande scrittore svizzero di lingua francese diventato un autore bestseller, si è raccontato in diretta sul profilo TikTok di Robinson, @robinsonrepubblica, durante una live visualizzata da 11 mila spettatori.
In libreria per La nave di Teseo arriva il suo nuovo romanzo, Un animale selvaggio, thriller ambientato tra Ginevra e Saint-Tropez che attraverso la storia di due coppie — Sophie e Arpad e Greg e Karine — ancora una volta ci dice che niente è come sembra.
Dicker, classe 1985, si collega alle 18.30 di mercoledì…
E durante il sorprendente incontro, ci ha pure dato una notizia: Marcus Goldman, il protagonista di tre dei suoi romanzi più amati — La verità sul caso Harry Quebert, Il caso Alaska Sanders e Il libro dei Baltimore — forse tornerà: «Vorrei tanto sapere se alla fine si sposerà». E se vuole saperlo lui... Questa è la cronaca di un pomeriggio speciale: portare un immenso scrittore contemporaneo live su TikTok per un’intervista divertente e senza filtri? Fatto!
Joël Dicker, il grande scrittore svizzero di lingua francese diventato un autore bestseller, si è raccontato in diretta sul profilo TikTok di Robinson, @robinsonrepubblica, durante una live visualizzata da 11 mila spettatori.
In libreria per La nave di Teseo arriva il suo nuovo romanzo, Un animale selvaggio, thriller ambientato tra Ginevra e Saint-Tropez che attraverso la storia di due coppie — Sophie e Arpad e Greg e Karine — ancora una volta ci dice che niente è come sembra.
Dicker, classe 1985, si collega alle 18.30 di mercoledì 20 marzo da Ginevra: è nel retro di una libreria dove ha appena finito un firmacopie. Il cielo fuori dalle finestre è grigio e ci confessa che vorrebbe tanto essere al caldo, già in estate. Sorridente e rilassato, lotta un po’ con i fili degli auricolari mentre in un dolcissimo italiano saluta i tantissimi spettatori della diretta — «ciao» — e le quattro booktoker — tutte studentesse, tutte ventenni — che, insieme con Robinson, lo hanno intervistato per più di un’ora: Camilla Cardarelli, di Milano, Giulia Modugno, di Bracciano, Eleonora Pasanisi, di Roma, e Giulia Salaccione, di Napoli.
Joël, oltre a essere uno scrittore amatissimo, è anche un booktoker.
Sul suo profilo @joeldicker, dà consigli su libri da leggere e per aspiranti scrittori, utilizzando la formula del tre: tre romanzi imperdibili, tre cose da sapere prima di cominciare un romanzo. Un’idea che abbiamo scelto di replicare — e che lo ha divertito molto — facendogli raccontare di sé: «La live si chiama “La verità su Joël Dicker”, ma io non sono mai pronto per la verità», esordisce ridendo.
Intanto la verità è che il suo nuovo romanzo, nei Paesi in cui è stato già pubblicato, ha raggiunto la vetta delle classifiche: «È molto emozionante per me — dice Joël — non c’è una ricetta per scrivere un buon libro e non sai mai se alla gente piacerà! E quindi grazie grazie (dice in italiano)». Lo scrittore confessa in diretta che, nonostante le trame complesse, i continui colpi di scena ai quali ha abituato i suoi lettori e l’enorme numero di personaggi, non prende appunti: niente mappe sulle pareti per orientarsi. «Se io stesso avessi bisogno di seguire una mappa, come potrebbero i miei lettori seguirmi senza smarrirsi?». E quindi è tutto nella sua testa.
Ma qual è il segreto per scrivere libri dai quali non ti riesci a staccare? Ride. «Devi essere appassionato e credere nella tua storia, trovare una trama sofisticata abbastanza da incuriosire e, soprattutto, fare in modo che il lettore si fidi di te e ti creda». Ed è Joël stesso, mentre sulla chat scorrono centinaia di commenti, a rivelare tre cose da sapere su Un animale selvaggio, il suo nuovo romanzo: «La prima è che è un libro sulle apparenze; la seconda è che i protagonisti pensano che gli altri siano più felici di loro; e la terza è che nessuno è realmente sincero nel raccontare le sue verità, neppure al suo partner».
Ecco, come si crea una trama avvincente: raccontando il lato oscuro di ognuno di noi. «Questo libro parla di noi perché ciascuno può rivedersi nei personaggi — dice Joël — perché tutti noi abbiamo segreti, tutti facciamo i conti con le apparenze».
Quando Eleonora gli chiede tre parole per descrivere Un animale selvaggio, Dicker sceglie: suspense, amore e oscurità. E rispondendo, invece, alla domanda di Giulia Modugno, racconta la nuova storia attraverso tre scene del suo libro che avrebbe voluto vivere: «Quel momento del mattino presto nel quale Sophie beve il caffè da sola: con i bambini è molto più complicato per me adesso ritagliarmi quello spazio; la scena in cui è un caldo giorno d’estate e fanno il bagno in piscina perché qui la primavera non è ancora arrivata; quel posto in Toscana, citato nel libro, che non rivelo per non fare spoiler!».
E del nostro Paese, rispondendo a Camilla che gli chiedeva della nonna italiana, Joël ha detto di amare l’architettura delle città, il cibo e ha rivelato un suo sogno: «Andare alla Scala di Milano a vedere l’opera: sono un appassionato». È un melomane, dunque e la sua opera preferita è Nabucco di Verdi. Ma durante la live, Dicker ha svelato un’altra passione: suona la chitarra, che porterebbe con sé in un’isola deserta insieme a un dizionario e al film Elephant man di David Lynch: «Suono molto male, ma se andassi in un’isola deserta — spiaggia, mare, noci di cocco — avrei tempo per esercitarmi».
Ma è rispondendo a Giulia Salaccione, che gli chiede tre dei suoi personaggi ai quali non si rivolgerebbe mai per un consiglio, che lo scrittore torna a parlare del libro che lo ha reso famoso, La verità sul caso Harry Quebert: «Non mi rivolgerei mai a Harry Quebert e Jenny Quinn e, tra i personaggi del nuovo libro, a Greg». In live intanto gli spettatori si collegano da tutta Italia ma anche dal Portogallo, dalla Spagna, dalla Francia. A questo pubblico enorme Joël fa la sua confessione: Marcus Goldman, lo scrittore detective amatissimo dai lettori, potrebbe tornare. «Lui non lo sa e neppure io, ma sono curioso di sapere se si sposerà!». Questo fa ben sperare gli appassionati! Joël dice, ancora una volta, che Marcus non è lui. Però ride raccontando: «Quando è uscita la serie tv de La verità sul caso Harry Quebert, la gente mi diceva che la trovava bella ma che l’attore che interpretava Marcus non mi somigliava!».
Sollecitato dalle booktoker, Dicker apre la sua officina creativa e dà consigli agli aspiranti scrittori: «Se vuoi scrivere devi sapere che comporta davvero tanto lavoro ma anche tanta gioia, soddisfazione e fatica: non riesci mai a liberarti dai tuoi personaggi, neanche quando sei al bar o a cena con amici».
E dà anche consigli per superare il blocco del lettore: «Portare sempre un libro con sé — in bus, in metro, nella sala d’attesa del medico. Provare a leggere per almeno 5 minuti al giorno. E, infine, lanciare una sfida, anche con amici o con i figli: per due settimane impegnarsi a prendere un libro in mano almeno una volta al giorno. Tutti amano leggere, non tutti ancora lo sanno». Ma c’è anche il blocco dello scrittore e, rispondendo ai lettori in chat, Dicker ha confessato che capita anche a lui: «Spessissimo: tante volte sono pieno di idee che però non mi piacciono».
Sul suo rapporto con i social, dove ha scelto di stare, lo scrittore racconta che è fatto di luci e ombre: «I social ti fanno perdere moltissimo tempo, ma poi ci sono esperienze come Booktok, la cosa più interessante di TikTok: è bellissimo promuovere la lettura così. Magari ti perdi facendo scroll sul cellulare, ma poi ti imbatti in qualcuno che ti consiglia un libro e allora lasci il cellulare e cominci a leggere».
I libri, Dicker, li scrive perché è un lettore forte: ma quali sono i romanzi che ama di più? «Uomini e topi di John Steinbeck, i romanzi per ragazzi di Roald Dahl ma anche Caos calmo e Il colibrì di Sandro Veronesi; come thriller Dalia Nera di James Ellroy, La panne di Friedrich Dürrenmatt e Il profumo di Süskind».
In chiusura, l’autore ci ha raccontato la sua esperienza di editore con la casa editrice Rosie & Wolfe che ha fondato: «Tre motivi per cui ne sono felice? La libertà, la possibilità di pubblicare titoli diversi dai miei e soprattutto la speranza di far leggere chi legge poco».
Joël ci saluta: il 25 marzo sarà a Milano, alle 17, alla Mondadori Duomo, per firmare le copie di Un animale selvaggio. Ma ha promesso che tornerà in live con Robinson e si porterà dietro la chitarra. «Baci baci», dice in italiano. E il pubblico si scioglie.
Il libro
Joël Dicker, Un animale selvaggio, La nave di Teseo (Traduzione Milena Zemira Ciccimarra, pagg. 448
euro 22)