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Zerocalcare all’Arena Robinson
Il video integrale dell’incontro
Arena Robinson - Zerocalcare: il fumetto, dalle carceri ungheresi col caso Salis ai tormenti dei padri
Donatella di Pietrantonio sullo stato di salute del diritto all’aborto in Italia
Zerocalcare sulla candidatura di Salis
Zerocalcare sulla scelta di Ilaria Salis di candidarsi: “Quando sono andato a Budapest, al termine dell’udienza avevo l’impressione che all’interno di quell’aula tutto fosse già scritto. A noi che stava a cuore quella storia è sembrato che non fossimo in grado di mettere in crisi quel costrutto. Quando è venuta fuori la notizia di questa candidatura ho pensato che forse questo può rappresentare, per Ilaria, una possibilità di uscire, quella che noi non siamo stati in grado di produrre. Mi sono chiesto se fosse moralmente giusto. Mi sono risposto che la cosa moralmente sbagliata è uscire di galera è infamando gli altri.
L’unica cosa che mi mette in difficoltà è che se Ilaria fosse eletta rappresenterebbe una soluzione individuale, ma si tratta di un processo a 18 persone. E questo lascia ancora tante domande, non è accettabile che gli altri imputati rimangano ancora in carcere in vari Paesi. Credo che questa storia evidenzi una debolezza anche da parte della comunicazione e delle istituzioni.
Credo che il governo italiano avrebbe potuto fare molti passi in più e con molta più inventiva e se non è successo forse non siamo stati capaci di fare abbastanza pressioni. Con Roberto Salis ci siamo conosciuti al telefono, non mi ha chiesto consigli. Ci sono dei paletti che voglio comunque rispettare, è una storia che mi sta a cuore, ma non voglio creare precedenti. Se vorerò Ilaria? Non rispondo a questa domanda, ma credo si capisca da tutto quello che ho detto”.
di Martina Tartagliano
Zerocalcare e il caso Salis
Zerocalcare: “Ci sono tante cose che mi hanno fatto scattare il desiderio di trattare il caso di Ilaria Salis: mi è stato chiesto all’epoca, subito dopo l’arresto, da amici di Ilaria, ma si era optato per mantenere un basso profilo. Poi arrivati a quella famosa udienza dove veniva proposto il patteggiamento a 11 anni di galera e ci si è resi conto che il silenzio non aiutava. Io se sento di una persona che rischia 20 anni di galera per aver menato dei nazisti è una cosa che mi tocca il cuore. Un altro motivo è che lo trovo profondamente ingiusto in più questa storia tocca elementi molto importanti per me dal punto di vista culturale: uno di questi è il carcere. Nel corso di 25 anni la sinistra ha parlato di Carcere solo in riferimento a Berlusconi. In realtà il carcere è un luogo di classe ed è un luogo criminogeno. L’altra questione è quella della vittima. Ho l’impressione che la mia parte politica sia riuscita a trovare una tematizzazione solo intorno alle vittime e non intorno a persone come Carlo Giuliani o Ilaria Salis”.
di Martina Tartaglino
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Amélie Nothomb con la sorella Juliette: “Libertà di espressione a rischio, i ragazzi non se ne rendono conto”
Entrambe scrittrici, parlano di letteratura come vocazione nata quando erano bambine, ma anche della libertà di espressione a rischio: “I giovani non se ne rendono conto. Pensano di potersi esprimere totalmente solo perché usufruiscono dell’anonimato sui social”.
di Annarita Briganti
Lagioia: “Sangiuliano? Mette a disagio, sembra un personaggio di Flaubert”
Nicola Lagioia sul palco dell’Arena Robinson: “Un ministro della cultura come Sangiuliano da cittadino mi mette un po’ a disagio, ma da scrittore mi pare un personaggio di Flaubert, starebbe bene insieme a Bouvard et Pecuchet. L’erudizione, ammesso che ci sia, non basta”. Lagioia affronta il tema del dissenso: “La democrazia dovrebbe proteggere i romanzieri, gli intellettuali perché si nutre delle loro critiche, del loro dissenso. Oggi i politici e i ministri citano i nostri nomi, quasi per fare liste di proscrizione. La querela di Meloni a Canfora è un passo grave: un presidente del Consiglio che porta a processo uno dei più prestigiosi intellettuali italiani è grave anche per ciò che rappresenta sul piano del condizionamento. Un giovane forse si potrebbe sentire meno libero di parlare. Basta il messaggio: bastonarne uno per mettere il bavaglio a tutti”. Così Nicola Lagioia in un incontro con Simonetta Fiori , moderato da Beniamino Pagliaro, in occasione dell'uscita da Einaudi di "La biblioteca di Raskolnikov. Libri e idee per una identità democratica".
Arena Robinson - Le letture per resistere alle involuzioni autoritarie
Eraldo Affinati e le classi differenziate
“Ancora si parla di classi differenziali, di dividere i bravi dai non bravi, chi ti ascolta da chi non ti ascolta, ma un professore che parli solo a chi ascolta perde la sua funzione”. Eraldo Affinati, testimone della “città dei ragazzi” e fondatore della scuola Penny Wirton per l’insegnamento gratuito della lingua italiana ai migranti interviene sul palco dell’Arena Robinson e parla di insegnamento e letteratura, di una “semina” che si fa senza sapere mai che cosa crescerà. “Quando abbiamo un Ministero che all’Istruzione aggiunge il Merito, allora stiamo andando nella direzione opposta a quella del priore di Barbiana. Tutti vogliamo premiare il merito, ma le classi più belle sono quelle promiscue: una classe di soli ripetenti sarebbe triste, ma anche quella di soli secchioni sarebbe altrettanto desolante”.
di Marta Borghese
Le booktoker si prendono il palco: è Hoover-mania. Il nuovo libro di Robinson in edizione speciale
Arena Robinson - Colleen Hoover e noi: la rivincita del romance. Il nuovo libro di Robinson
L’Arena si fa Romance con “Heart Bones”, l’ultimo libro di Colleen Hoover, portato in edicola da Robinson in collaborazione con Sperling e presentato al Salone del Libro. Dalla vita in roulotte alle 30 milioni di copie vendute, il fenomeno letterario che viene dall’America sa colpire (e far discutere) le generazioni più giovani, che hanno affollato l’Arena. Sara Scarafia ne ha parlato sul palco con le scrittrici Ribes Halley, Ellie B. Luin e Hazel Riley, oltre che con le booktoker di Robinson, “sorelle di romance”, un genere che negli ultimi anni, secondo l’Associazione Italiana Editori, è cresciuto del 120,5 per cento.
“Un genere che Colleen Hoover ha sdoganato - ha spiegato Ellie B. Luin - e che non è solo di evasione e intrattenimento, ma di conforto e formazione. La storia d’amore è il gancio, poi ci sono tutto un mondo e un processo di crescita”. “Ciò che amo di lei - ha aggiunto Hazel Riley - è il rifiuto delle categorie dei generi. Il punto forte è la diversità dei suoi libri”.
Una diversità che si rivela anche uno spazio di libertà senza filtri e senza pregiudizi, per affrontare tematiche profonde che riguardano la femminilità. “Non c’è più nessuno che ci dica cosa leggere - ha chiuso Ribes Halley - ma neppure cosa scrivere. Sono cresciuta scrivendo senza mai dirlo neanche ai miei genitori. A un certo punto, con il romance, la scrittura mi ha fatto sentire accolta e compresa”.
di Marta Borghese
Asli Erdogan: “La mia patria è perduta”
“Quindici anni fa saremmo stati sorpresi di sapere quanti locali Lgbtq+ c’erano a Istanbul. Adesso mi ricorda la città degli anni 80 in cui sono cresciuta: molto pericolosa per le donne, con una società molto maschilista. Come donna sento che ho perso quel poco di libertà che ho conquistato nei decenni. Se vorrei ritornare in Turchia? Certo, anche se non ho mai avuto un senso di appartenenza molto forte, ma ora è perduta e la sto scoprendo forse come una patria immaginaria. Io sono una scrittrice, la lingua è la mia unica patria ma anche quella la sto perdendo giorno dopo giorno”.
di Martina Tartaglino
Asli Erdogan e le minacce di morte
“Se guardiamo i sondaggi dal 2015 l’opposizione in Turchia ha la maggioranza negli ultimi 10 anni c’è stata una forte reazione contro Erdogan ma lui è un politico con molta esperienza e non è una di quelle persone che molla la poltrona. È uno di quei politici attaccati al potere. Quindi questa alta percentuale di opposizione non la si può capitalizzare. Oltretutto l’opposizione è molto molto divisa su vari temi e uno di questi è proprio la questione curda. È molto difficile portare l’estrema destra a fianco dei partiti pro curdi”.
Asli Erdogan durante il suo intervento all’Arena Robinson ha raccontato di aver lavorato sia come editorialista sia come autrice di testi letterari su questioni e temi della Turchia toccando molti tabù quali la violenza contro le donne, i poveri, gli ebrei e le persone nere. “Ma le questioni più pericolose erano quelle relative ai curdi e agli armeni e sono finita in prigione per aver parlato di loro. Uno dei miei primi articoli - che è stato quello per cui ho ricevuto delle minacce di morte - riguardava 6 casi di stupro di ragazze minorenni curde a opera di paramilitari turchi, alla fine degli anni 90”.
Asli Erdogan: “La Turchia verso l’inferno, si guarda ad altre tragedie”
“Sono arrivata a Berlino 7 anni fa con un piccolo bagaglio e un unico vestito per le occasioni importanti. Credevo di doverci rimanere al massimo due anni, invece credo morirò a Berlino”. Asli Erdogan intervistata da Gabriella Colarusso all’Arena Robinson ha parlato della sua Turchia: “La situazione non sta migliorando e anche l’attenzione internazionale sta calando, la gente sta normalizzando quello che accade, anche a causa delle tragedie in corso in altre parti del mondo. Forse quello che sta succedendo in Turchia oggi è fuori moda ma penso sia un Paese a un bivio importante, deve decidere se andare all’inferno o altrove. Probabilmente ora si trova verso l’inferno”.
Due anni di guerre raccontate sul campo: cosa abbiamo capito e cosa ci aspetta
Gli inviati di Repubblica Daniele Raineri e Fabio Tonaccci ripercorrono con Ottavia Giustetti le esperienze vissute nelle zone di guerre.
Arena Robinson - Due anni di guerre raccontate sul campo: cosa abbiamo capito e cosa ci aspetta
Daniele Raineri, il racconto dall’Ucraina e dal Medio Oriente e la professione del reporter di guerra
“A volte percepisco che c’è questo pensiero magico per cui si pensa: “Ok, adesso facciamo la pace”. E quando lo sento penso alla regola dell’entropia: “Se fai bollire un acquario ottieni una zuppa di pesce, ma se la raffreddi non torna un acquario”. La situazione tra Russia e Ucraina non tornerà come prima. Quando ci sarà una pace ci sarà una pace molto armata, com’era a Gaza prima del 7 ottobre. Non si torna alla situazione di prima, dobbiamo prendere coscienza e scendere a patti con questa realtà”. Daniele Raineri, inviato di guerra di Repubblica, racconta la sua esperienza in Ucraina e in Medio Oriente e guarda alla situazione con realismo.
“Ci siamo desensibilizzati a ciò che accade nell’Est dell’Ucraina - ha detto all’Arena Robinson - dove, ad esempio, in una famiglia, se uno dei genitori non ha o non prende il passaporto russo, i figli vengono sottratti e cresciuti in Russia”. Raccontare la guerra è ancora una professione che fa paura. “Se sei sulla casella sbagliata vieni colpito, è un elemento di caso estremo”.
Fabio Tonacci: “Da embedded è la condizione peggiore, vedi quello che ti vogliono far vedere”
“In Ucraina abbiamo visto villaggi distrutti, ma in questo momento ciò che stanno facendo a Gaza è di rasarla al suolo. Un livello di distruzione tale l’ho visto solo una volta: ad Amatrice la mattina dopo il terremoto”. Fabio Tonacci, inviato di guerra di Repubblica, racconta la sua esperienza a Gaza, dove è stato tra i primi giornalisti al mondo ad entrare nella Striscia, embedded all’esercito israeliano. “È la condizione peggiore per lavorare, perché quando vai embedded vedi ciò che vogliono farti vedere e c’è anche un certo controllo successivo, ma è l’unico modo per entrare a Gaza e mi ha dato modo di vederne la distruzione”.
Tonacci ha visto famiglie sfollate anche 11, 12 volte. Da Gaza a Khan Yunis e poi da Kahn Yunis a Rafah, poi da Rafah Est a Rafah Ovest. “Con queste cose dovremo fare i conti molto a lungo. Quando tutto questo finirà, quando ci saranno 34mila famiglie, a oggi, con un morto in casa, quando ci saranno più di 2 milioni di persone costrette a vivere nelle tende per anni, il problema della convivenza come si risolverà?”.
Salvini al Salone del Libro firma autografi
Il leader della Lega è arrivato al Salone del Libro, tanti giornalisti ad aspettarlo. Sul caso Toti dice: “Se tutti gli amministratori indagati dovessero dimettersi si fermerebbe l’Italia”.
Contro il mondo, contro la morte con i Baustelle
Luca Valtorta incontra i Baustelle a Torino. Raccontano al pubblco del disco nato dopo 5 anni e il loro tour. Il video integrale.
Arena Robinson - Contro il mondo, contro la morte con i Baustelle
I Baustelle e “la sinistra che non c’è”
Francesco Bianconi, frontman dei Baustelle, sul palco dell’Arena Robinson parla di Elvis e della “sinistra che non c’è”. “Il “Contro il mondo” della nostra canzone - ha detto - è un ritratto contro chi si pone in maniera critica nei confronti di certe manifestazioni del mondo per poi scoprirsi assolutamente adesivo ad esso. Un ritratto un po’ satirico della “politica del caviale”, della sinistra a cui non va mai bene niente, categoria di cui mi vergogno un po’ ma faccio parte. È ora di finirla con il radical chic ma è ora di finirla anche con anni di sinistra il cui unico contenuto era andare contro Berlusconi: non ha portato a risultati. Abbiamo dato alla destra tempo di trovarsi degli intellettuali di destra, avevamo un vantaggio e non lo abbiamo sfruttato”.
di Marta Borghese
Raccontare il desiderio in tempo di paura con Eshkol Nevo
Paolo Di Paolo disloga con lo scrittore israeliano ospite di Repubblica al Salone del libro. Il dialogo parte dalla descrizione della differenza tra scrivere un romanzo e scrivere racconti. Il video integrale dell’incontro.
Arena Robinson - Raccontare il desiderio in tempo di paura con Eshkol Nevo
Eshkol Nevo: “Come si vince la paura? Io aiuto le donne ferite il 7 ottobre o leggo storie in ospedale, sento di doverlo fare”
“Letteratura e lettura in questo momento specifico più che mai riportano le persone al bisogno di empatizzare con l’altro. In questi ultimi sei mesi mi è parso di vedere che una storia giusta raccontata al momento giusto ha la capacità di fare del bene”. Lo ha detto Eshkol Nevo in dialogo con Paolo di Paolo all’Arena Robinson. Alla domanda su come ci si difende dalla paura lo scrittore israeliano ha risposto così: “Poco dopo il 7 ottobre mi è stato chiesto di leggere una storia per bambini su Zoom a un centinaio di bimbi e mamme. In quell’occasione mi hanno anche domandato come fare per sconfiggere le paure. Ho risposto che non lo sapevo ma che per me ha sempre funzionato aiutare qualcun altro. Da sei mesi so che ho una piccola missione da compiere ogni giorno e ogni giorno cerco di aiutare o le donne ferite il 7 ottobre, o di andare negli ospedali a leggere storie. Non so se è la ricetta giusta, ma sento di doverlo fare”.
di Martina Tartaglino
Luciano Canfora e Dario Oliviero sul palco dell’Arena Robinson
Doveva essere un dibattito ed è invece diventata una lezione, una meravigliosa lezione sulla democrazia. Ad Arena Robinson Repubblica arriva Luciano Canfora, intervistato sul palco principale dal capo redattore di Cultura e Robinson Dario Olivero. Continua a leggere.
Città in rovine: il commiato di un grande scrittore con Don Wislow
L’integrale dell'incontro
Arena Robinson - Città in rovine: il commiato di un grande scrittore con Don Wislow
Winslow: “Sui social cerco di dire la verità, ogni giorno problemi e minacce dall’estrema destra”
“Sono un semplicissimo autore di thriller e quello che cerco di fare è parlare alla gente in maniera semplice, talvolta dura, e di dire la verità. Uno degli strumenti che utilizzo sono i social media, realizzo video in cui racconto una storia per cercare di convincere gli elettori incerti, per erodere un po’ alla volta l’elettorato di Trump e continuerò a farlo”. Così Don Winslow parlando del suo attivismo politico contro Trump. “Sono felice di poter dire non sono mai stato oggetto di censura, il mio editore è stato di grande sostegno nella mia lotta. Ma ogni giorno ho grandi problemi con la destra estrema e con tanti lettori che non si identificano con la mia battaglia politica e ci sono frange estremistiche che mi rivolgono minacce”.
Winslow ha annunciato che “Città in rovine” sarà il suo ultimo libro, proprio perché intende dedicarsi all’attivismo politico: “Ben lungo da me l’idea di dare delle fake news, ma credo davvero sarà l’ultimo libro. Ho deciso che c’è una lotta molto più importante da fare in questo momento dopodiché vedremo che aspetto avrà il mondo tra qualche mese (dopo novembre). Non credo che smetterò di scrivere, ma smetterò di pubblicare. Quindi credo che questo sarà il mio ultimo libro”.
di Martina Tartagliano
La battaglia di Winslow, in lotta contro Trump: “La sua è una vera storia criminale, puntiamo i piedi”
Un Don Winslow a tutto campo intervistato da Maurizio Crosetti all’Arena Robinson. Lo scrittore americano ha parlato della sua ultima trilogia, del ruolo dello scrittore e del fatto che “Città in rovine” (HarperCollins) sarà il suo ultimo romanzo. Winslow intende infatti dedicarsi alla battaglia contro Trump. “Voglio essere molto chiaro, quella di Donald Trump è una vera storia criminale. Purtroppo non si può escludere una sua vittoria. Non penso possa succedere ma sono preoccupato. Per questo credo bisogna puntare i piedi e portare avanti questa lotta. Quello attuale è un momento preoccupante ed è per questo che l’uomo comune non solo lo scrittore deve far sentire la sua voce”.
di Martina Tartaglino
Il dialogo tra Don Winslow e Maurizio Crosetti
Don Winslow all’Arena Robinson
Don Winslow all’Arena Robinson, una delle ultime occasioni per ascoltarlo in pubblico. Dopo il tour italiano l’autore smetterà di scrivere per dedicarsi alla battaglia contro la rielezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti. “Non sarò Taylor Swift ma ho pur sempre due milioni di follower. Non posso rimanere sul divano a guardare, è in gioco la democrazia”, ha dichiarato.
Carlotta Vagnoli, i Millennial e la caduta di una generazione
Carlotta Vgnoli, ospite di Annarita Briganti, racconta lo spunto da cui è nato il suo nuovo libro. "Nel mio romanzo c'è molto del mondo notturno che ho vissuto e che conosco benissimo. La notte ha un ruolo centrale per i millennial".
Arena Robinsn - Carlotta Vagnoli: "Millenial: la caduta di una generazione"
Tutti gli usi della parola tutt*. Slam di letture sulla linguistica democratica
Giulia Blasi, Vanessa Roghi e Vera Gheno dialogano all’Arena Robinson "Se abbiamo più parole abbiamo più capacità di pensiero" Afferma Gheno. A lei fa eco Blasi : “Io 30 agosto 2016 ho chiesto ai miei contatti di Fb di aiutarmi a tradurre la parola mansplaning. Che è una parola macedonia. Avevamo bisogno della traduzione nella nostra lingua? Io credo di sì”.
Arena Robinson - Tutti gli usi della parola tutt*. Slam di letture sulla linguistica democratica
“Mansplaning? Una parola macedonia”
Giulia Blasi, Vanessa Roghi e Vera Gheno dialogano all’Arena Robinson di linguistica democratica. Vera Gheno: “Quando parlo di innovazione linguistica, neologismi una delle contestazioni che mi vengono fatte è “basta con questa neolingua orwelliana”, ma è erronea seguendo il saggio “La neolingua della politica” se abbiamo più parole abbiamo più capacità di pensiero. Giulia Blasi: “Io 30 agosto 2016 ho chiesto ai miei contatti di Fb di aiutarmi a tradurre la parola mansplaning. Che è una parola macedonia. Avevamo bisogno della traduzione nella nostra lingua? Io credo di sì”. Vanessa Roghi: “La lingua ci serve per vedere le cose che già esistono, d’altra parte la lingua serve anche per immaginare”.
di Martina Tartaglino
Alicia Giménez-Bartlett: "Meloni si fa chiamare il presidente? Almeno non si fa chiamare imperatore"
"Le parole non sono neutre. Dietro una parola ci sono tante cose. Questo modo di farsi chiamare il presidente non lo capisco, fortunatamente non si fa chiamare l'imperatore". Lo ha detto l'autrice spagnola Alicia Giménez-Bartlett che ha presentato all'Arena Robinson del Salone del Libro 'La donna che fugge'. L’intervista di Sara Scarafia
Arena Robinson - Alicia Giménez-Bartlett: "Meloni si fa chiamare il presidente? Almeno non si fa chiamare imperatore"
Carlotta Vagnoli: “Dalle manganellate al caso Roccella, preoccupata per la liberta d’espressione”
“Sono preoccupata per la libertà d’espressione” dice Carlotta Vagnoli all’Arena Robinson presentando il suo primo romanzo, Animali notturni (Einaudi). “Lo abbiamo visto con le managnellate ai manifestanti, giovani, per la Palestina, con il caso Serena Bortone, con la reazione della Ministra Roccella alle contestazioni. La censura viene dall’alto, le contestazioni dal basso”. “I libri, la lettura sono l’ultimo baluardo di resistenza. Leggere tiene allenato il pensiero critico e tiene viva la memoria”.
di Annarita Briganti
Benvenuti ragazzi
Come ogni mattina all’Arena Robinson i protagonisti sono i ragazzi.
Arena Robinson - Lezioni di giornalismo, dal giornale al podcast ad Instagram
Ecco il programma di oggi
Ore 10,30 Lezioni di giornalismo, dal giornale al podcast a Instagram
A cura di Angelo Melone
Ore 11 Millennial: la caduta di una generazione Con Carlotta Vagnoli.
Modera Annarita Briganti
Ore 11,30 Tutti gli usi della parola tutt*. Slam di letture sulla linguistica democratica
Con Giulia Blasi, Vera Gheno e Vanessa Roghi
Ore 12 Città in rovine: il commiato di un grande scrittore
Con Don Winslow. Modera Maurizio Crosetti
Ore 12,30 Manuale politico in 50 voci Con Luciano Canfora
Modera Dario Olivero
Ore 13 Raccontare il desiderio in tempo di paura Con Eshkol Nevo.
Modera Paolo Di Paolo
Ore 13,30 Contro il mondo, contro la morte Con i Baustelle.
Modera Luca Valtorta
Ore 14 Due anni di guerre raccontate sul campo: cosa abbiamo capito e cosa ci aspetta
Con Daniele Raineri e Fabio Tonacci. Modera Ottavia Giustetti
Ore 14,45 La primavera di Istanbul. La sfida di donne e giovani al potere di Erdogan
Con Asli Erdogan. Modera Gabriella Colarusso
Ore 15,30 Colleen Hoover e noi: la rivincita del romance.
Il nuovo libro di Robinson Con Ribes Halley, Ellie B. Luin, Hazel Riley e le booktoker
Ore 16 Tutte le città della nostra vita.
Con Eraldo Affinati. Modera Angelo Melone
Ore 16,30 Le letture per resistere alle involuzioni autoritarie
Con Simonetta Fiori e Nicola Lagioia. Modera Beniamino Pagliaro
Ore 17 Le fiabe sono vere Conversazione tra Alessandro Barbaglia e Nadia Terranova
Ore 17,30 OnePodcast presenta Pensiero Stupendo Con Matteo Saudino.
Modera Paola Farinetti
Ore 18 Il fumetto: dalle carceri ungheresi col caso Salis ai tormenti dei padri Con Zerocalcare.
Modera Fabio Tonacci
Ore 19 Le strade senza tempo della scrittura. Con Donatella Di Pietrantonio.
Modera Ottavia Giustetti
Ore 19,30 La grande avventura del graphic novel. Con Igort e Marco Steiner (Corto Maltese).
Modera Luca Valtorta