Ezio Mauro al Salone del libro di Torino: "Cancellando la cultura dell'antifascismo Giorgia Meloni vuole aprirsi la strada verso un potere illegittimo"
di Ottavia Giustetti"La sovranità risiede nel popolo e la censura è un’ombra permanente e una tentazione costante nel rapporto tra la libertà dell’individuo e la sovranità dello Stato": Ezio Mauro all'arena Robinson Repubblica del Salone del libro torna a parlare di censura e lo fa partendo dalla storia di questo strumento di epoca millenaria mentre ancora arrivano gli echi del caso Scurati in Rai. E del provvedimento disciplinare emesso nei confronti della giornalista Serena Bortone.
"Dietro l’esercizio della censura c’è l’esercizio distorto della sovranità - dice Mauro - questa convinzione che bisogna avere paura delle parole è stupefacente perché rivela arroganza e debolezza mescolati insieme da parte del potere. E’ come se il potere non si accontentasse più della quota di consenso legittimo che ha nelle sue mani e che si è conquistato secondo le regole ma ne volesse una quota supplementare, fuori dalle regole".
Mauro parla di "passo avanti rispetto alla concezione berlusconiana". E fa riferimento di…
"La sovranità risiede nel popolo e la censura è un’ombra permanente e una tentazione costante nel rapporto tra la libertà dell’individuo e la sovranità dello Stato": Ezio Mauro all'arena Robinson Repubblica del Salone del libro torna a parlare di censura e lo fa partendo dalla storia di questo strumento di epoca millenaria mentre ancora arrivano gli echi del caso Scurati in Rai. E del provvedimento disciplinare emesso nei confronti della giornalista Serena Bortone.
"Dietro l’esercizio della censura c’è l’esercizio distorto della sovranità - dice Mauro - questa convinzione che bisogna avere paura delle parole è stupefacente perché rivela arroganza e debolezza mescolati insieme da parte del potere. E’ come se il potere non si accontentasse più della quota di consenso legittimo che ha nelle sue mani e che si è conquistato secondo le regole ma ne volesse una quota supplementare, fuori dalle regole".
Mauro parla di "passo avanti rispetto alla concezione berlusconiana". E fa riferimento diretto al progetto di riforma del premierato. "Abbiamo una presidente del consiglio che gode di un consenso molto ampio tra i cittadini e che è padrona assoluta della sua maggioranza anche per mancanza di competitori. Nel premierato cerca qualcosa di metafisico, di metapolitico. Cerca di compiere su questo terreno per la vera partita finale della sfida dell’egemonia culturale".
Facendo finire la stagione dell’antifascismo, secondo Mauro la premier vuole che la Repubblica italiana "non abbia più una religione civica di riferimento. Non abbia più una cultura a cui si affida che è la cultura da cui sono nate le nostre istituzioni". "Non è che l’antifascismo è stato scelto per caso, l’antifascismo indica quel tanto o quel poco di ribellione armata, indigena, nazionale, italiana all’invasore tedesco e al fascismo italiano - prosegue Mauro -. La nostra Costituzione abbiamo potuto scriverla perché è nata da un comune patto di rifiuto del fascismo, della dittatura. E questo patto viene rinnovato tanti anni dopo non perché si cercano vendette o umiliazioni. Ma semplicemente nel nome della libertà e della democrazia, si rifiuta il fascismo perché ha calpestato la libertà e la democrazia".
Perché allora rifiutare la cultura dell'antifascismo? "Il disegno della Meloni è rendere la repubblica neutra e sterile senza una cultura di riferimento. Creando un nuovo fiume in cui tutte le culture storiche a pari titolarità e a pari grado sono influenti, compreso il fascismo storico. Questo è quanto dobbiamo decidere se accettare o non accettare perché l’altra faccia della questione dipende anche da noi. Ma la censura vive se passa tra i cittadini senza incontrare reazioni. L’altra faccia della censura siamo noi".