Guadalupe Nettel, dalla parte delle donne messicane
di Guadalupe NettelAlfredo Ramos Martinez, La India de las Floripondias
Come quella di molti grandi scrittori – penso a Kafka, a Lowry o a Mandel’štam – l’opera di Elena Garro ha avuto un destino molto travagliato ed è stata sul punto di scomparire. Una parte notevole dei suoi manoscritti è andata perduta in traslochi, lunghi periodi di malattia, durante l’esilio e le frequenti liti coniugali. L’autrice, sposatasi molto giovane con un poeta egocentrico, soffrì di molte insicurezze e, come ha raccontato in più di un’intervista, spesso si ritrovò a distruggere i suoi manoscritti.
Lettrice vorace fin dall’adolescenza, cominciò a scrivere interessandosi alla poesia – di cui sono permeate anche le sue opere in prosa e teatrali –, ma poiché il marito non approvava quell’attività Garro fu spinta non solo a non pubblicare le sue poesie ma addirittura a farle spari…
Come quella di molti grandi scrittori – penso a Kafka, a Lowry o a Mandel’štam – l’opera di Elena Garro ha avuto un destino molto travagliato ed è stata sul punto di scomparire. Una parte notevole dei suoi manoscritti è andata perduta in traslochi, lunghi periodi di malattia, durante l’esilio e le frequenti liti coniugali. L’autrice, sposatasi molto giovane con un poeta egocentrico, soffrì di molte insicurezze e, come ha raccontato in più di un’intervista, spesso si ritrovò a distruggere i suoi manoscritti.
Lettrice vorace fin dall’adolescenza, cominciò a scrivere interessandosi alla poesia – di cui sono permeate anche le sue opere in prosa e teatrali –, ma poiché il marito non approvava quell’attività Garro fu spinta non solo a non pubblicare le sue poesie ma addirittura a farle sparire, cosa che fece anche con alcuni suoi romanzi. Lo stesso I ricordi dell’avvenire fu sul punto di essere bruciato in una stufa. Dobbiamo alla figlia dell’autrice, che recuperò il manoscritto dalle fiamme, la grande fortuna di poterlo leggere.
Nata nel 1916 e scomparsa nel 1998, Elena Garro attraversò l’intero Novecento, un periodo in cui, nonostante le donne pubblicarono in media più di prima, la loro letteratura era comunque considerata un sottogenere intimista, svenevole, poco informato sulla realtà. La feroce campagna di discredito, tanto a livello letterario quanto politico, che si scatenò contro l’opera di Garro dopo il massacro di Tlatelolco, il 2 ottobre 1968, fu forse la peggior ingiustizia commessa in questo senso. La scrittrice divenne il bersaglio di persecuzioni sia da parte del governo sia degli intellettuali dell’opposizione, per qualche tempo i suoi libri vennero ritirati dalle librerie e si arrivò a negarle la nazionalità messicana – sebbene qui fosse nata e cresciuta – perché di padre spagnolo.
L’opera di Garro comprende generi diversissimi: dal racconto al romanzo, dal teatro alla sceneggiatura, passando per la poesia e la scrittura memorialistica. Dotata di un’arguta intelligenza e di un grande spirito critico, fin da giovanissima l’autrice commentò con ironia non solo la storia ma anche la politica messicana, soffermandosi in particolare sugli abusi dei latifondisti e le false promesse della riforma agraria.
Già con le prime opere teatrali e i primi racconti (due dei quali pubblicati sulla Revista de la Universidad de México), ottenne in egual misura il riconoscimento della critica e l’indifferenza dei colleghi. Il suo caso è simile a quello di altre autrici folgoranti sposate con uomini celebri e potenti nell’ambito della letteratura – come Carson McCullers, Sylvia Plath o Zelda Fitzgerald, per citarne solo alcune –, che subirono una costante svalutazione del proprio lavoro creativo e del proprio talento non solo da parte dei coniugi ma dell’intera industria editoriale. Oggi, grazie allo sforzo di attiviste, scrittrici, studiose e critiche letterarie, possiamo finalmente scoprire le opere di molte autrici donne che sono state cancellate dalla storia e dal canone letterario, oltraggiate, ignorate o silenziate come Garro.
Fra i temi più interessanti affrontati nei Ricordi dell’avvenire (insieme all’abuso di potere, alla circolarità della storia, alla lotta fra popolo e stato) c’è proprio la condizione femminile. Il romanzo ritrae minuziosamente la disuguaglianza di genere e la violenza domestica (spesso il generale Francisco Rosas picchia la sua amante Julia Andrade), i femminicidi e la violazione come forma di repressione e umiliazione di un’intera comunità.
Isabel Moncada, la protagonista di questa storia, è una donna anticonformista, che per tutta la vita ha desiderato di essere nata maschio per poter essere libera come i suoi fratelli, studiare, lavorare e non doversi sposare. Si interessa di teatro, di politica e di lotte sociali, aspirazioni che però vengono troncate sul nascere dai costumi del paese di Ixtepec, dove vive, e dai valori della sua famiglia.
In un’epoca in cui essere femminista era ancor più eroico di oggi, Elena Garro ragiona in tutta la sua opera sull’oppressione vissuta dalle donne non solo nella società ma anche all’interno della coppia. I personaggi maschili lottano per trasformare le donne in oggetti di loro proprietà, per controllarne azioni e pensieri, eppure loro tentano costantemente di liberarsi da quel giogo, anche a costo della vita.
In questo senso, il romanzo è retto da due figure molto significative: Julia, l’ineffabile, la silenziosa, colei che il generale ama con disperazione, e che tuttavia lo disprezza e finisce per abbandonarlo; e Isabel Moncada, dagli occhi scuri e tenaci, la donna forte e ostinata che Rosas non riesce a ripudiare per quanto desideri farlo.
La forza interiore di questi due personaggi è di indole quasi opposta, ma in entrambi i casi rappresenta la ricerca di libertà – di cui Ixtepec ha bisogno quanto il Messico tutto –, la ribellione davanti alle ingiustizie, ai crimini di stato e all’impunità. Non ci troviamo soltanto di fronte a una storia di abuso e di oppressione, dunque, ma anche di resistenza. La prima è rappresentata da uno stato «virile» e la seconda da un popolo organizzato dalle donne.
© Guadalupe Nettel
Traduzione di Giulia Zavagna © Sur, 2024
Il libro
I ricordi dell’avvenire di Elena Garro (Sur, traduzione di Francesca Lazzarato, pagg. 360, euro 20). In libreria dal 5 giugno