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Ragazzi, pronti a tornare tra i banchi?

Illustrazione di Britta Teckentrup

 

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Tra le uscite dedicate al “back to school” abbiamo scelto il volume illustrato dell’artista Britta Teckentrup, che ha come protagonisti i preadolescenti: “Racconto le loro vite imperfette”
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L’estate sta finendo. No, l’estate è già finita per milioni di ragazzi che tra pochi giorni si ritroveranno sui banchi di scuola, proiettati verso un nuovo anno pieno di promesse, ansie, timori e scoperte. Milioni di ragazzi che in queste ore, archiviato almeno in parte il capitolo estivo, si ritrovano a fare i conti con i rinviati compiti delle vacanze da ultimare per il rientro in aula.

 

Illustrazione di Britta Teckentrup

 

A loro si rivolgono ogni anno di questi tempi le case editrici che portano in stampa romanzi, saggi, albi illustrati che ormai rientrano in una categoria ben precisa che, per gli addetti ai lavori, prende il nome di back to school. Tra i tanti libri che rientrano in questo filone e che, a partire dalla fine di agosto per arrivare alla prima settimana di settembre, hanno cominciato a riempire gli scaffali delle librerie, noi ne abbiamo scelto uno. Per due motivi.

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L’estate sta finendo. No, l’estate è già finita per milioni di ragazzi che tra pochi giorni si ritroveranno sui banchi di scuola, proiettati verso un nuovo anno pieno di promesse, ansie, timori e scoperte. Milioni di ragazzi che in queste ore, archiviato almeno in parte il capitolo estivo, si ritrovano a fare i conti con i rinviati compiti delle vacanze da ultimare per il rientro in aula.

 

Illustrazione di Britta Teckentrup

 

A loro si rivolgono ogni anno di questi tempi le case editrici che portano in stampa romanzi, saggi, albi illustrati che ormai rientrano in una categoria ben precisa che, per gli addetti ai lavori, prende il nome di back to school. Tra i tanti libri che rientrano in questo filone e che, a partire dalla fine di agosto per arrivare alla prima settimana di settembre, hanno cominciato a riempire gli scaffali delle librerie, noi ne abbiamo scelto uno. Per due motivi.

Primo perché si rivolge a quei ragazzi che, terminato a giugno il primo ciclo di studi, si ritrovano a settembre ad affrontare un’avventura nuova: l’ingresso alle scuole medie. Un passaggio fondamentale nella vita di ogni ragazzo che, dismettendo un poco per volta i panni da bambino, si ritrova a prendere le misure con quelli da adolescente.

Secondo motivo perché questo libro porta la firma di un’autrice bravissima, a noi particolarmente cara. Lei è la tedesca Britta Teckentrup — nata ad Amburgo nel 1969, si è formata come autrice e illustratrice tra Londra e il Surrey, dove ha vissuto per 17 anni e studiato arte, e ora vive a Berlino — e il libro con il quale si rivolge, forse per la prima volta, a un target di lettori di età più alta rispetto a quello a cui negli anni ci ha abituato si intitola semplicemente La scuola.

Britta Teckentrup è una premiata autrice e illustratrice di libri per ragazzi. È nata nel 1969 ad Amburgo, ha studiato arte  a Londra e ora vive a Berlino. Ha scritto numerosi libri tradotti in oltre 20 lingue 

 

«Frequento la prima media alla Bergmannschule. La mia scuola è come tante altre, credo. Né buona, né cattiva… una giusta via di mezzo… Con molte cose che possono essere migliorate». Sono le parole con cui ci accoglie la voce narrante di questo libro. Che con delicatezza, pagina dopo pagina, pennellata dopo pennellata (perché non ci dimentichiamo che l’autrice è prima di tutto un’artista), ci parla di crescita, di diversità e accoglienza, di bullismo ma anche di inclusione e in una parola di amicizia.

«La scuola di cui ho scritto», ci dice Britta Teckentrup commentando con noi l’arrivo del suo libro in Italia per l’editore Uovonero, «non è perfetta. I bambini di questa scuola non sempre sono felici… gli insegnanti a volte non sono giusti e neppure gentili e i genitori non sempre sanno cosa fare…». Ma, confessa, «la scuola di cui ho scritto parla della vita».

 

Illustrazione di Britta Teckentrup

 

E veri infatti ci sembrano questi ragazzi con le loro insicurezze che sono (o sono state) anche le nostre: Max che entra in classe sempre per ultimo perché ha paura di Tom, il bullo della scuola; Lisa che non si lascia mettere i piedi in testa da nessuno ma non parla mai di sé e a casa sua non ha mai invitato nessuno; Linda che non avrà gran voti ma quando inizia a cantare tutti si fermano ad ascoltarla; Djamila che viene da un paese lontano (dalla Siria forse?) per fuggire dalla guerra e vuole cambiare il mondo…

 

Illustrazione di Britta Teckentrup

 

Sono ritratti, meglio ancora istantanee, di undicenni e dodicenni che potresti trovare nella classe accanto: ognuno con una debolezza che cerca di nascondere, persino il perfido Tom. E soprattutto con tanti sogni da realizzare. Perché la scuola «è un luogo in cui i bambini si sentono coraggiosi, insicuri, soli, spaventati, vulnerabili, felici, gelosi, orgogliosi, inascoltati, persi, forti e potenti», dice ancora Britta Teckentrup.

«Un luogo in cui i bambini superano paure e ostacoli, trovano amici, perdono amici, litigano e si fanno del male a vicenda, ma si sostengono e si prendono cura l’uno dell’altro». Del resto, ci siamo passati tutti, la scuola è per eccellenza «un luogo non sempre giusto, ma pieno di gioia e di risate», come l’autrice ci tiene a rimarcare.

E su cosa è giusto e su cosa non lo è questo libro tende a soffermarsi mettendo in bocca alla protagonista una serie di domande che dalla scuola si allargano al senso stesso della vita. Del tipo: «Cosa si intende esattamente per “diverso” e chi stabilisce cosa lo è?»; «Comunità significa che tutti devono essere uguali? Dobbiamo sempre fare quello che fanno gli altri? Non è forse molto più coraggioso trovare la propria strada?»; «Che ne sarà di tutti noi dopo la scuola? Perché è così importante prendere buoni voti?».

Ispirandosi alle esperienze di suo figlio e della sua cerchia di amici, come ha raccontato, l’autrice ci spiega allora perché nella sua scuola «ogni bambino è unico e importante e merita uno sguardo più attento. Ognuno ha la sua storia da raccontare e i suoi segreti da rivelare». E conclude: «La mia scuola è un microcosmo della società. (La mia scuola potrebbe essere qualsiasi scuola)». Anche la tua.

Il libro
La scuola
di Britta Teckentrup (Uovonero, traduzione di Maria Carla Dallavalle, pagg. 128, euro 20. In libreria dal 6 settembre. Età 10+)

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