In partenza per un tour mondiale in occasione della pubblicazione del suo nuovo libro, Nexus (edito da Bompiani, esce il 10 settembre) quello che è forse il più celebre storico vivente, l’israeliano Yuval Noah Harari, ha incontrato Riccardo Luna nella sua casa di Londra per discutere dei pericoli dell’Intelligenza Artificiale, delle fake news e dell’abuso dei social network come armi di distrazione di massa. Nel lungo colloquio in copertina sul nuovo Robinson, in edicola da domani con Repubblica, lo studioso ripercorre la vicenda del successo che l’ha trasformato in teorico del futuro seguito da milioni di persone.
Tutto è iniziato dieci anni fa con un altro libro, Sapiens, che l’allora ignoto professore di storia medioevale concepì per i suoi studenti, «per provare a raccontare la storia del mondo sinteticamente», e che ora l’ha trasformato, da brillante esegeta del nostro passato, in una sorta di profeta, ascoltatissimo, del futuro prossimo che ci attende.
Un futuro, ragiona nell’intervista che ci ha concesso, di certo irto di pericoli ma non senza speranza. A condizione di avere il coraggio, come singoli e come specie, di correggere la rotta. Nelle pagine seguenti, Robinson è come sempre ricco di contenuti.
Oltre alle recensioni delle novità in libreria, e al profilo di uno scrittore da riscoprire (questa settimana, un talento tardivo, Aldo Zargani, nel profilo firmato da Marco Belpoliti) nella pagina delle Letture ospitiamo Olga Tokarczuk. La scrittrice polacca, premio Nobel per la letteratura nel 2018 e autrice di romanzi cult come I libri di Jakub pubblica in questi giorni in Italia Il tenero narratore e altri saggi, da cui è tratto il testo che vi proponiamo, a suggellare un’estate di viaggi reali o immaginati. Una disanima acuta del modo occidentale di andare per il mondo, che continua ad avere come archetipo letterario Jules Verne e come icona pop la saga filmica di Indiana Jones, per il quale il mondo «è solo uno scenario esotico per i virtuosismi da videogame di un protagonista che, pur imbattendosi anche nella più affascinante delle culture, non può comunque cambiare: resta uguale fino in fondo a quello che era al momento dell’arrivo».
Per provare invece ad ampliare lo sguardo, continuate a sfogliare il nostro supplemento: nelle pagine dell’Arte, Chiara Gatti ci racconta una protagonista dell’astrattismo del secondo Novecento, l’americana Helen Frankenthaler, che a fine settembre sarà protagonista di una grande mostra a Palazzo Strozzi, Firenze: dalla bohème nella stessa New York di Pollock e de Kooning, all’amicizia con Peggy Guggenheim, alla lezione dell’amico David Smith, che la spinse a non attenersi a «nessuna regola, niente di niente, se non la convinzione dell’artista, la sua sfida al mondo e la sua identità»; nelle pagine dei fumetti, invece, Luca Valtorta ha intervistato un’interessante progonista del fumetto nord europeo. Si tratta di Anke Feuchtenberger, che nel graphic novel Compagna Cuculo, ha voluto raccontare la sua infanzia nella ex Ddr, tra segreti feroci, visioni, e la rigida disciplina imposta dal regime anche ai più giovani.
E di giovani parliamo ovviamente anche nelle pagine dedicate alla letteratura per ragazze e ragazzi, dove Maurizio Maggiani racconta a Ilaria Zaffino il suo primo romanzo per ragazzi, e nel nostro spazio TikTok, alla vigilia della ripresa scolastica: Sara Scarafia ha intervistato Enrico Galiano, professore di lettere e star dei social, che ragiona sul rapporto tra adulti e ragazzi e soprattutto sula fragilità di una generazione che ha perso i punti di riferimento. Chiudiamo festeggiando un anniversario, i 25 anni di Matrix: Gabriele Romagnoli spiega perché resta il film di fantascienza più innovativo di sempre. E poi lo Straparlando di Antonio Gnoli con Vittorio Emanuele Parsi.