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Karim B: “Scrivere mi ha liberato dai demoni”

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Ha 19 anni ed è l’ ultimo fenomeno nato su Wattpad ed esploso su Booktok. Qui racconta la sua storia di ragazza del Sud di famiglia operaia, timida e problematica, che pubblicando libri ha trovato la strada
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Karim B. ha 19 anni e ha venduto 20mila copie in tre settimane con il primo capitolo della saga Limitless. Karim B. è un altro fenomeno da classifica nato su Wattpad, la piattaforma di lettura e scrittura che, insieme a Booktok, ha cambiato le regole del mercato editoriale: sulla app ha ottenuto 12 milioni di visualizzazioni e adesso, in questo autunno che a tratti sembra inverno a tratti ancora estate, ai suoi firmacopie ci sono mille persone in coda.

Ma a rendere speciale questa ragazza nata e cresciuta nella provincia campana, un diploma appena preso al liceo classico, non è soltanto il suo dark romance di successo, ma la sua storia: figlia di operai, ha cominciato a scrivere per sconfiggere la timidezza, la paura di non essere abbastanza. E adesso che il suo romanzo …

Karim B. ha 19 anni e ha venduto 20mila copie in tre settimane con il primo capitolo della saga Limitless. Karim B. è un altro fenomeno da classifica nato su Wattpad, la piattaforma di lettura e scrittura che, insieme a Booktok, ha cambiato le regole del mercato editoriale: sulla app ha ottenuto 12 milioni di visualizzazioni e adesso, in questo autunno che a tratti sembra inverno a tratti ancora estate, ai suoi firmacopie ci sono mille persone in coda.

Ma a rendere speciale questa ragazza nata e cresciuta nella provincia campana, un diploma appena preso al liceo classico, non è soltanto il suo dark romance di successo, ma la sua storia: figlia di operai, ha cominciato a scrivere per sconfiggere la timidezza, la paura di non essere abbastanza. E adesso che il suo romanzo è in classifica e sta girando l’Italia per incontrare i suoi lettori e le sue lettrici, ha un sogno nel cassetto: mettere insieme i soldi necessari a regalare un viaggio tutti insieme a mamma e papà e a suo fratello, dipendente di una fabbrica anche lui.

Lei che ha ambientato la sua storia a New York, all’estero c’è stata una sola volta, ad Atene con la scuola. Se è vero che Wattpad ha reso l’accesso alla scrittura democratico, come dicono le tante autrici esplose negli ultimi anni, il caso di Karim è emblematico: è una storia di riscatto. Il suo libro è un viaggio nelle periferie degradate e abbandonate - è il Bronx ma potrebbe essere qualsiasi periferia italiana - attraverso le storie di un gruppo di ragazzi all’ultimo anno di liceo che dalla vita hanno avuto per lo più batoste. Ma c’è una luce nel buio.

Karim possiamo definire i suoi libri manuali di sopravvivenza per insicuri e timidi cronici?

«In effetti ho cominciato a scrivere alle medie: inventavo personaggi audaci per immaginarmi diversa, capace di prendere decisioni che nella vita reale mi sembravano impossibili. La cosa che mi ha più emozionata è sapere che attraverso le mie storie molte ragazze e molti ragazzi che affrontavano un periodo difficile hanno trovato la strada per tirarsi fuori».

Problemi alimentari, autolesionismo, bullismo: tutti i personaggi fanno i conti con i propri demoni. Anche per lei l’adolescenza è stata dura?

«Diciamo che ho sempre avuto problemi col mio aspetto. Non mi sono mai sentita bella, non mi sono mai sentita abbastanza. Ma nel tempo ho scoperto che non sono l’unica, non sono la sola. I disturbi alimentari in particolare hanno tormentato non solo me ma anche tantissime mie amiche e ragazze che conosco: ho pensato che scriverne fosse il modo giusto per esorcizzarli».

Ha funzionato?

«Sì, direi di sì. Anche se una parte di me si sentirà sempre non all’altezza. Ma va molto meglio. Incontrare i lettori ai firmacopie è un’esperienza incredibile. Mio papà mi dice sempre che adesso ho la prova che posso credere in me stessa. Ma a chi si sente sbagliato dico: siamo tanti a sentirci così, forse tutti, quindi affrontiamolo».

Mamma e papà come hanno vissuto il successo del romanzo?

«Sono entrambi emozionati e non lo hanno ancora letto perché non ho voluto: adesso mi sento pronta. Mia mamma mi sta accompagnando in tour ed è felice forse più di me. I miei genitori sono entrambi grandi lavoratori: a loro devo veramente tutto. E anche a mio fratello, un po’ più grande di me, che quest’anno mi ha fatto un regalo speciale».

Quale?

«Mi ha regalato il biglietto per il concerto di Taylor Swift: è la mia cantante preferita, la adoro. Siamo stati quattro giorni a Milano, che non avevo mai visto. Ha investito tutto il suo stipendio per questo e un giorno spero di poter fare lo stesso per lui e per mamma e papà. Quand’ero più piccola viaggiavamo molto nel Sud Italia, poi sempre meno».

Leggo nella sua bio che anche la nonna ha avuto un ruolo speciale nella sua vita.

«La nonna e il nonno: due pilastri. Con la nonna sono cresciuta e devo a lei molto del mio immaginario: ogni pomeriggio vedevamo insieme La signora in giallo e forse è anche da lì che è nata la mia passione per il thriller che in Limitless si unisce al romance. Quando è uscito il libro, ho portato nonna in libreria: ha pianto».

Com’è da super timida ritrovarsi davanti a mille persone in fila per una dedica?

«Ancora non ci credo: ma sul serio. A Bologna, con mamma siamo arrivate davanti alla libreria e non c’era nessuno. Mi è preso un colpo. Poi siamo entrate e le libraie mi hanno portata sul retro: c’era un altro ingresso e le persone stavano aspettando lì. Che sollievo».

A scuola i prof sapevano della sua seconda vita su Wattpad?

«Capitolo dolente. La mia prof di italiano non ha mai creduto in me: è stata una lotta lunga tutto il liceo. Non le sono mai andata a genio. Ma per fortuna alle medie e alle elementari ho fatto incontri con insegnanti che mi hanno cambiato la vita: ero una bambina che scriveva poesie e mi hanno sempre incoraggiata a continuare».

E adesso che il libro è stato pubblicato cosa vorrebbe dire alla prof del liceo?

«Vorrei solo che lo leggesse. Ogni tanto penso di passare a scuola e dargliene una copia: chissà».

Provincia campana, famiglia operaia: com’è avere 19 anni in questa Italia e sognarsi scrittrice?

«Strano. Sogno di emigrare: al Sud e soprattutto in provincia la mentalità è ancora molto chiusa, è davvero difficile far accettare cose per me normali, per esempio che un uomo possa amare un uomo e una donna un’altra donna. I libri non possono cambiare il mondo ma forse possono renderlo un po’ migliore».

Un libro del cuore?

«Dieci piccolo indiani di Agatha Christie: perfetto».

Perché ha scelto uno pseudonimo?

«Per timidezza».

Eppure frequenta i social.

«Ci sono cresciuta dentro. Il bello dei social è la possibilità di condividere le proprie passioni, penso a Booktok senza il quale il mio romanzo non esisterebbe. Il brutto è la violenza, il degrado. Bisogna stare attenti».

Prossimi progetti?

«Portare in libreria il secondo e il terzo volume della saga. E poi continuare a scrivere e a studiare».

Il libro – Karim B., Limtless Vol. 1, Sperling & Kupfer, pagg. 720, euro 16,90

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