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Mark Twain. Bambine ribellatevi!

Illustrazione dal libro di Giulia Tomai

 

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Il grande scrittore, padre e maestro della letteratura americana, torna in un albo illustrato dedicato alle ragazze: ironico, scorretto, femminista
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«Ricordo solo una circostanza legata alla mia vita lì», racconta Mark Twain nella sua Autobiografia da pubblicare cent’anni dopo la morte secondo la volontà dell’autore (Donzelli), riferendosi a Florida, cittadina del Missouri in cui nacque nel 1835. «La ricordo molto bene - prosegue - anche se allora avevo solo due anni e mezzo. La famiglia aveva fatto i bagagli e si era diretta sui carri verso Hannibal, nel Mississippi, lontana trenta miglia. Verso notte, quando si accamparono e contarono i bambini, ne mancava uno. Quell’uno ero io. Si erano scordati di me. I genitori dovrebbero sempre contare i bambini prima di partire». Un Mamma, ho perso l’aereo ante litteram, condito dai suoi marchi di fabbrica: ironia e umorismo.

Illustrazione dal libro di Giulia Tomai

 

Certo, sono solo poche righe. Ma mostrano alla perfezione l’atteggiamento del diretto interessato — «il primo vero scrittore americ…

«Ricordo solo una circostanza legata alla mia vita lì», racconta Mark Twain nella sua Autobiografia da pubblicare cent’anni dopo la morte secondo la volontà dell’autore (Donzelli), riferendosi a Florida, cittadina del Missouri in cui nacque nel 1835. «La ricordo molto bene - prosegue - anche se allora avevo solo due anni e mezzo. La famiglia aveva fatto i bagagli e si era diretta sui carri verso Hannibal, nel Mississippi, lontana trenta miglia. Verso notte, quando si accamparono e contarono i bambini, ne mancava uno. Quell’uno ero io. Si erano scordati di me. I genitori dovrebbero sempre contare i bambini prima di partire». Un Mamma, ho perso l’aereo ante litteram, condito dai suoi marchi di fabbrica: ironia e umorismo.

Illustrazione dal libro di Giulia Tomai

 

Certo, sono solo poche righe. Ma mostrano alla perfezione l’atteggiamento del diretto interessato — «il primo vero scrittore americano», secondo William Faulkner - verso l’infanzia, oltre che verso se stesso. Perché il piccolo Mark, come il Mark adulto ci svela nel suo memoir, ha vissuto davvero una vita piena di avventure su e giù per gli States, guardando sempre verso Ovest. Esperienze che hanno fatto da base ai suoi capolavori assoluti, Le avventure di Tom Sawyer e Le avventure di Huckleberry Finn: secondo Ernest Hemingway, «le fondamenta di tutta la letteratura statunitense moderna». Romanzi che, avendo protagonisti giovanissimi, sono anche ottime letture per ragazzi, e infatti vengono spesso pubblicati — magari in versioni non integrali — nelle collane per l’infanzia. Così come altri suoi titoli memorabili: Un americano alla corte di Re Artù e ancora di più Il principe e il povero.

Illustrazione dal libro di Giulia Tomai

 

Ma Twain, nella sua scoppiettante esistenza da mug-wump (si autodefiniva così, viene tradotto con un po’ di libertà cane sciolto), ha scritto anche vere e proprie fiabe. Segnaliamo, tra quelle pubblicate qui in Italia, Favole erudite per bravi vecchi bambini o Storia di un bambino buono e Storia di un bambino cattivo, Il rapimento del Principe Margarina. Racconti in cui il rivolgersi ai giovani non depotenzia di un milligrammo lo spirito eversivo, sarcastico, mai moralistico dell’autore. Né tantomeno la capacità di divertire.

Caratteristiche che ritroviamo al massimo grado in un suo testo poco conosciuto, pure se non inedito, che Mondadori ragazzi ha appena riportato in libreria, abbinato alle illustrazioni di Giulia Tomai. Si intitola Consigli alle bambine ed è un minisaggio esilarante: un concentrato dello sguardo mai banale dello scrittore, e soprattutto, in maniera sorprendente, un manifesto femminista in salsa scorrettissima.

Il rovesciamento del conformismo della sua epoca (e non solo della sua epoca) avviene già nell’assunto di base, nel presentare le sue parole come un elenco di Consigli alle bambine. Perché se pensate a un manuale di bon ton ottocentesco, dal sapore vittoriano, sbagliate di grosso. Twain compie l’operazione esattamente inversa, procedendo per paradossi.

Illustrazione dal libro di Giulia Tomai

 

Già il primo esempio è illuminante. Si inizia infatti con un classico precetto morale: una ragazzina non deve essere irrispettosa verso la maestra, anche se ha subito un piccolo torto da lei. Ma immediatamente dopo, ecco il ribaltamento: «Si dovrebbe ricorrere a questa vendetta solo in circostanze particolarmente gravi».

E si continua così, con questo schema retorico a due - la tesi, l’antitesi che non ti aspetti - in quella che è una vera e propria invocazione alle bambine ribelli di ogni tempo e di ogni luogo. Che nello specifico non si rivolge certo alle brave ragazze di due secoli fa, impegnate a ricamare il proprio corredo in attesa di un marito, ma forse alle loro contemporanee coinvolte nella conquista del West, più volitive e selvagge, decise a mettersi da subito alla pari con gli uomini. Come dice Beatrice Masini, traduttrice nonché autrice della nota finale, è proprio alle ragazze della Frontiera che lo scrittore probabilmente dedica «questo piccolo galateo al contrario», questo «minuscolo, rapido manuale di sovversione».

Riassumendo, Twain sembra rivolgere un invito che ci piace moltissimo: bambine, siate pronte a vivere le stesse avventure dei vostri fratelli Tom e Huck.

Il libro – Mark Twain, Consigli alle bambine (Mondadori, traduzione e nota finale di Beatrice Masini. Illustrazioni di Giulia Tomai, pagg. 24, euro 16. Eta 5+)

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