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Libri per ragazzi, com’è bello pedalare

Illustrazione di Lana Bragin 

 

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Esce un sontuoso volume dedicato alla bicicletta: ecco alcune curiosità per appassionati e non solo
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«Sotto questo sole è bello pedalare sì, ma c’è da sudare...». Per capire quanto la bicicletta non sia solo un mezzo di trasporto o di sport ma un’icona, una bandiera, una categoria dello spirito, basta scorrere l’elenco dei musicisti che l’hanno celebrata: da Cocciante a Jannacci, da Baccini agli Stadio, da Gino Paoli a J-Ax. E uscendo fuori dai confini nazionali, fra i tanti, i Red Hot Chili Peppers (Bycicle Song) e i Queen (Bycicle Race, nata dopo che Freddie Mercury aveva guardato una tappa del Tour de France in una stanza d’albergo). Omaggi arrivati anche prima della svolta ecologica degli ultimi anni, che l’ha riportata con ancora maggior forza alla ribalta.

E per chi vuole sapere tutto, proprio tutto, sul suo passato, presente e futuro…

«Sotto questo sole è bello pedalare sì, ma c’è da sudare...». Per capire quanto la bicicletta non sia solo un mezzo di trasporto o di sport ma un’icona, una bandiera, una categoria dello spirito, basta scorrere l’elenco dei musicisti che l’hanno celebrata: da Cocciante a Jannacci, da Baccini agli Stadio, da Gino Paoli a J-Ax. E uscendo fuori dai confini nazionali, fra i tanti, i Red Hot Chili Peppers (Bycicle Song) e i Queen (Bycicle Race, nata dopo che Freddie Mercury aveva guardato una tappa del Tour de France in una stanza d’albergo). Omaggi arrivati anche prima della svolta ecologica degli ultimi anni, che l’ha riportata con ancora maggior forza alla ribalta.

E per chi vuole sapere tutto, proprio tutto, sul suo passato, presente e futuro, arriva un sontuoso volume edito da Slow Food, ricco di illustrazioni e infografiche: Il grande libro della bicicletta del giornalista tedesco Jan Wittenbrink. Ecco alcune curiosità che svela.?

Il barone rampante

L’anno zero della bici è considerato il 1817, il luogo Mannheim: a mettere insieme un mezzo di locomozione a due ruote fu Karl Drais, barone, dirigente delle guardie forestali sospeso dal servizio nonché inventore dilettante. Il frutto del suo ingegno, dal peso di 22 chili, è considerato il predecessore della bicicletta. Ma dobbiamo aspettare il 1866, in Francia, per vedere la creazione del mezzo con la prima trasmissione a pedali.??

Illustrazione di Lana Bragin tratta da Il grande libro della bicicletta di Jan Wittenbrink (Slow Food editore)

 

Non ci resta che il bambù

Al momento i materiali più utilizzati per il telaio sono l’acciaio, che ha dominato fino agli anni Ottanta, poi l’alluminio, che ha la maggiore quota di mercato, e il carbonio, in grande ascesa. Altre soluzioni prevedono il titanio, metallo leggero e allo stesso tempo robusto, e perfino il bambù, vegetale e quindi rinnovabile per definizione.??

A caccia di Pokémon

Oltre alle biciclette classiche nelle loro numerose accezioni, ci sono le variazioni sul tema come quella reclinata (il guidatore la conduce in posizione quasi supina), il tandem, il monociclo, la handbike. La più alta del mondo, 7,41 metri, è stata realizzata nel 2020 in Polonia; la più grande nel 2012 da un inventore tedesco (lunga 7,8 metri, alta 3,7). Il modello più curioso fu realizzato in Giappone nel 2019: aveva sessanta smartphone montati sul manubrio per andare a caccia di Pokémon, nell’ambito del gioco Pokémon Go.

Illustrazione di Lana Bragin tratta da Il grande libro della bicicletta di Jan Wittenbrink (Slow Food editore)

 

Si accettano scommesse

Al di là delle discipline notissime, su strada o su pista, ce ne sono alcune sconosciute ai più. Ad esempio il keirin, specifico del Giappone, con regole un po’ diverse e maggiore sforzo fisico, che nel Paese alimenta un immenso giro di scommesse. Oppure, su strada, la mountain bike marathon, che copre una distanza che varia tra i 60 ai 100 chilometri. La più famosa è la sudafricana Cape Epic: un tour di otto giorni che si svolge in primavera.?

Sott’acqua è più bello

Oltre ai record sull’altezza e la grandezza della bici, di cui abbiamo già parlato, citiamo: il giro del mondo più veloce, 78 giorni nel 1983, protagonista il britannico Mark Beaumont; la distanza più lunga coperta in 24 ore, 1026 chilometri nel 2021, autore lo svizzero Christoph Strasser; il percorso più lungo sott’acqua, 6,7 chilometri nel 1967, a compiere l’impresa il sub tedesco Jens Stotzner.?

Illustrazione di Lana Bragin tratta da Il grande libro della bicicletta di Jan Wittenbrink (Slow Food editore)

 

Due ruote e una vacanza

Non solo sport: la bici è un mezzo di trasporto perfetto per viaggiare, specie in anni recenti. Gli ultimi dati su chi fa questo tipo di vacanza nel nostro Paese si attestano, tra italiani e stranieri in trasferta, su un totale di 9 milioni di viaggiatori. Il 76 per cento lo fa in compagnia di almeno un’altra persona, il 71 per cento ha un’età compresa tra i 28 e i 51 anni. Il 24 per cento sceglie di soggiornare in pensione, soluzione preferita ad altre come gli hotel (28 per cento) e gli agriturismi (10).?

Illustrazione di Lana Bragin tratta da Il grande libro della bicicletta di Jan Wittenbrink (Slow Food editore)

 

Alieni e manici di scopa

Abbiamo citato i musicisti: per completare il giro nell’immaginario collettivo, ecco il cinema che ha celebrato in un modo o nell’altro la nostra amica a due ruote. Alcuni esempi fra i tanti. Il più fantastico: Il mago di Oz di Victor Fleming (1939, la bicicletta della vicina diventa il manico di scopa della strega). Il più neorealista: Ladri di biciclette di Vittorio De Sica, 1948. Il più generazionale: I Goonies di Richard Donner, 1985, che è anche l’evidente fonte d’ispirazione della serie tv cult Stranger Things. E il più iconico e commovente di tutti, E.T. (1982) di Steven Spielberg: la pedalata delle meraviglie, verso l’infinito e oltre.

Il libro

Il grande libro della bicicletta di Jan Wittenbrink (Slow Food, a cura di Lana Bragin, Stefan Spiegel, traduzione di Roberta Zuppet, pagg. 320, euro 39, età 10+)

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