Luca Cena: “I libri antichi salvati dai social”
di Sara ScarafiaLuca Cena con la prima edizione di Marinetti sul Futurismo con dedica autografa a Mussolini
La prima cosa da sapere su Luca Cena, l’uomo che ha trasformato in un trend TikTok la sua passione per i libri antichi e rari (che è anche il suo lavoro), è che fa le orecchiette alle pagine.
Cena, ma davvero?
«Sì, sempre. Però non su quelle dei libri rari!».
Cominciamo dall’inizio. Più o meno un anno fa, sulla piattaforma compare @whitelandsrarebooks, un profilo anomalo nonostante la rilevanza di Booktok. Perché questo divulgatore torinese classe 1985, occhi verdi (certo, aiuta) e una folta barba, parla sì di libri ma pubblicati secoli fa. Storie di testi antichi, di edizioni preziose e introvabili, di collezionisti strambi e di trattative serrate. E quello che dice piace, tantissimo. Tanto che da quando è sbarcato, i profili sul tema si sono moltiplicati.
La prima cosa da sapere su Luca Cena, l’uomo che ha trasformato in un trend TikTok la sua passione per i libri antichi e rari (che è anche il suo lavoro), è che fa le orecchiette alle pagine.
Cena, ma davvero?
«Sì, sempre. Però non su quelle dei libri rari!».
Cominciamo dall’inizio. Più o meno un anno fa, sulla piattaforma compare @whitelandsrarebooks, un profilo anomalo nonostante la rilevanza di Booktok. Perché questo divulgatore torinese classe 1985, occhi verdi (certo, aiuta) e una folta barba, parla sì di libri ma pubblicati secoli fa. Storie di testi antichi, di edizioni preziose e introvabili, di collezionisti strambi e di trattative serrate. E quello che dice piace, tantissimo. Tanto che da quando è sbarcato, i profili sul tema si sono moltiplicati.
Il primo video virale?
«Quello su un’edizione del Dialogo sopra i due massimi sistemi di Galileo del 1641, la seconda latina, che avevo acquistato per quattromila euro».
Il secondo?
«Una prima edizione di Marinetti sul Futurismo con dedica autografa a Benito Mussolini “per la sua preziosa libreria”».
Cena incasella video da due milioni di visualizzazioni e oggi ha un profilo da 300 mila follower e quasi 4 milioni di like. Adesso arriva pure Il Biblionauta, il suo primo libro.
A Torino ha una libreria antiquaria.
«Sì, Whitelands: l’ho aperta con mia mamma nel 2019. I miei genitori sono librai antiquari e io e le mie sorelle siamo cresciuti tra testi preziosi».
Ma lei non si è laureato in legge?
«Amavo i libri ma, come tutti i post adolescenti, dovevo distaccarmi dai miei genitori. Ho fatto un anno di pratica nello studio di un avvocato penalista, un anno importantissimo: ho capito che era esattamente quello che non volevo fare».
E poi?
«Per dieci anni ho lavorato nella libreria di famiglia. Ho cominciato a fare quella che sarebbe diventata la mia professione: compro libri da collezionisti privati e poi li rivendo. Ma faccio anche il consulente, stimando i testi. Poi mi sono sganciato e ho aperto Whitelands. Il guaio è che ho inaugurato la mia attività nel 2019, tre mesi prima del Covid. Per lo Stato siamo antiquari, non librai, e abbiamo dovuto chiudere. Ho lavorato solo online».
Il momento giusto per i social?
«Non ci pensavo nemmeno».
Quando ha deciso di aprire un profilo su TikTok?
«Quando tutto è tornato alla normalità, ho capito che io ero fermo mentre il mondo andava avanti. Ho pensato che il mio lavoro sarebbe scomparso. Così ho raccolto il suggerimento degli amici: “Perché non racconti davanti alla videocamera le storie che racconti a noi a cena ?”».
Mercoledì 23 ottobre alle 19 Luca Cena sarà in live (per la prima volta) sul profilo @robinsonrepubblica. Nella foto, lo screen di uno dei video più visualizzati nel suo profilo TikTok
È nel retro del suo negozio: alle sue spalle una serie di cimeli strani. Si intuiscono un Game Boy, un Mac anni Ottanta, i pupazzetti delle Tartarughe Ninja e di Superman.
Cosa sono tutti questi oggetti?
«Colleziono cose che mi riportano al mio passato. Vede? Quella lì dietro è la Nintendo Nes che da piccolo avrei tanto voluto. Ho comprato un’intera collezione di lattine di Coca Cola!».
Il personaggio si va delineando.
Su TikTok chi è il suo pubblico?
«Diciotto-ventiquattrenni; su Instagram venticinque-trentenni. (Ma ha fan di tutte le età, tipo la scrittrice Felicia Kingsley che non si perde un suo video, ndr). Ho scoperto a quasi quarant’anni che mi piace fare il divulgatore».
La Gen Z viene nella sua libreria?
«Sì. Ma non è che da quando sto sui social il fatturato sia cresciuto. Arriva tanta gente anche solo per curiosità. O per scattarsi una foto con me facendomi sprofondare di vergogna. La cosa che amo sono i ragazzi che mi portano i libri che hanno trovato nelle biblioteche di famiglia o nei mercatini: il solo fatto che si siano alzati dal divano per andarli a cercare mi fa gioire».
Il libro antico che l’ha più emozionata?
«Sicuramente i dialoghi di Galileo e poi una Divina commedia illustrata del 1578: non è una prima edizione, eppure è stupenda. Infatti ho deciso di non venderla».
Intanto tira fuori dallo scaffale il suo libro antico preferito del momento.
“Lo Hobbit”?
«Questa è una terza edizione, 1974, ma identica alla prima, con la copertina disegnata da Tolkien e le sue illustrazioni all’interno».
Quanto vale?
«Direi intorno a 500 euro».
Ma lei che legge la sera a letto? Ho paura a chiederglielo.
Ride. «Leggo libri normali: per ora sul comodino c’è Meridiano di sangue. Impazzisco per Cormac McCarthy», dice e tira fuori un’edizione illustrata a fumetti de La Strada.
Sui suoi profili nessuna informazione personale: eppure ha schiere di fan!
Ride di nuovo. «Ho una figlia di due anni, Olivia, alla quale ho dedicato il libro. La mattina la lascio all’asilo e vado in piscina. Poi libreria. La prima parte della giornata la dedico ai social e la seconda alla parte pratica del mio lavoro: valutazioni, schedature, sopralluoghi. La sera a casa, per lo più a leggere o, come in questo ultimo periodo, a scrivere. Dormo poco, ma per indole».
Perché la libreria, e il suo profilo, si chiamano Whitelands?
«Quando ho deciso di aprire una mia attività, ho passato un momento difficile. Sono andato in Scozia, paese che amo. In un’isoletta a nord c’è una zona che gli abitanti chiamano così, perché il cielo si confonde con la terra e in certi periodi dell’anno diventa tutto bianco. In fondo è anche una metafora di una pagina ancora da scrivere, no?».
Un libro antico ci salverà?
«Un libro. Antico non lo so, lo spero».
Il libro
Il biblionauta di Luca Cena (Mondadori Electa, pagg. 304, euro 25). In libreria dal 5 novembre