La prima reazione è di stupore: «Ma veramente? Le ragazze e i ragazzi leggono Dostoevskij? E lo leggono nell’edizione di carta?». La slavista Serena Vitale — ha insegnato letteratura russa all’università per 45 anni e ha tradotto i più grandi, da Nabokov a Mandel’stam, da Puskin a Brodskij e Cvetaeva — i social non sa nemmeno cosa siano. Non li usa e non li bazzica e un po’ le fanno paura. Ma l…