Con Robinson ritorno a casa Dickens
Cent’anni fa, ai numeri 48 e 49 di Doughty Street, nel quartiere di Bloomsbury, apriva i battenti la casa museo di Charles Dickens. I suoi ammiratori erano riusciti ad acquistare, salvandola dalla demolizione, la terrace house vittoriana in cui lo scrittore aveva vissuto per due anni, dal 1837 al 1839, e dove aveva scritto alcuni dei suoi libri più amati: Il Circolo Pickwick e Le avventure di Oliver Twist. In occasione dell’anniversario, e della mostra che proprio tra quelle mura celebra in questi giorni il suo genio anche con cimeli e ricordi inediti, dedichiamo a Dickens la copertina del nuovo Robinson, in edicola domenica 9 febbraio con Repubblica e poi per tutta la settimana.
Stefano Massini riflette sulla vicenda umana e il genio letterario dello scrittore inglese, e sull’episodio della sua vita – l’aver lavorato duramente, in una fabbrica di lucido da scarpe, quando aveva appena dodici anni – che cambiò la sua prospettiva sul mondo e lo spinse a farsi portavoce, nei romanzi che tutti conosciamo e che lo incoronarono superstar della letteratura ottocentesca, degli ultimi della società, di quella working class che – riflette Massini – non è certo scomparsa, ma non ha più alfieri né cantori, anzi vive la sciagura di una solitudine in un mondo parcellizzato. Il nostro corrispondente da Londra, Antonello Guerrera, è invece andato per noi a casa Dickens, e ci racconta che cosa è rimasto del suo mondo.
Nelle pagine seguenti ospitiamo un bellissimo racconto di Klaus Mann, secondogenito di Thomas Mann, e diamo spazio alle recensioni d’autore, alla letteratura per l’infanzia, e a chi si ritrova sui social per discutere dei romanzi più amati, dai generi preferiti dalla Gen Z ai grandi classici (nel nostro bookclub virtuale la prossima lettura è Il dottor Zivago).
Ci occupiamo anche di arte (Pablo Maurette ha visitato per noi, a Possagno, la casa atelier del grande scultore Antonio Canova, recentemente rinnovata) e di fumetti (Luca Valtorta intervista Jeph Loeb, tra i più grandi sceneggiatori di Batman). Chiudiamo, come sempre, con lo Straparlando dove Antonio Gnoli dialoga con Luca Formenton.