Maylis de Kerangal, continuiamo a riparare il mondo. Sul nuovo Robinson
Dieci anni fa ha conquistato i lettori di tutta Europa con Riparare i viventi. Ora, la scrittrice francese Maylis de Kerangal torna in libreria con Giorno di risacca (Feltrinelli, dal 25 febbraio). Un inizio noir – con un cadavere ritrovato sulla spiaggia, e la protagonista costretta a cercare di capire chi è quell’uomo senza vita – serve a de Kerangal per portarci, con una trama che si sviluppa tutta in una giornata, a riflettere su tanti aspetti della contemporaneità.
Alla nostra corrispondente Anais Ginori, che l’ha intervistata a Parigi per la copertina di Robinson in edicola da domenica 23 febbraio con Repubblica, ha raccontato come in questo nuovo libro abbia scelto come scenario la sua città natale, Le Havre, e come tornare nei luoghi della sua giovinezza l’abbia messa di fronte ai suoi fantasmi, ma anche a qualcosa di molto più vasto, che appartiene al nostro passato collettivo di europei e con cui dobbiamo ancora fare i conti. Devastata dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale, la città è popolata dai fantasmi di una distruzione che ci parlano delle distruzioni di oggi, delle guerre di oggi, dall’Ucraina al conflitto in Medio Oriente e di come i luoghi, e insieme le persone e i loro corpi, vengano resi irriconoscibili dalla ferocia dei conflitti. Ma non solo: scrivere, oggi, è confrontarsi con un altro spettro: quello dell’intelligenza artificiale, e con la paura che ci sostituisca anche nella capacità umanissima di sognare e immaginare. Anche su questo, come leggerete nell’intenso colloquio su Robinson, Maylis de Kerangal invita a non dubitare della nostra capacità di viventi di riparare il mondo, nonostante tutto.
Nelle pagine seguenti, come sempre, diamo ampio spazio alle letture: non solo con le recensioni d’autore alle novità in libreria, ma con un racconto inedito in cui la grande autrice fantasy Ursula K. Le Guin, scomparsa nel 2018, rievoca i suoi esordi letterari e la sfida di inventare nuovi mondi possibili. Un’altra scrittrice, questa volta italiana e contemporanea, il premio Strega 2024 Donatella Di Pietrantonio, nelle nostre pagine dedicate ai giovani lettori ci regala un testo sulla sua prima incursione nella narrativa per ragazzi: legate non solo alla sua esperienza personale di madre, ma soprattutto ai ricordi della tradizione orale delle favole di quando era bambina, in Abruzzo. E poiché per il pubblico di Robinson la lettura non è solo un piacere solitario, ma anche da vivere insieme, nello spazio social vi raccontiamo il primo incontro virtuale di tutto il nostro bookclub L’isola di Robinson su un classico novecentesco, Il dottor Il dottor Živago, insieme alla booktoker Francesca Tamburini e allo scrittore Paolo Di Paolo.
C’è posto anche per l’arte, con una delle mostre italiane più attese della prima parte del 2025: la monografica dedicata a Felice Casorati al Palazzo Reale di Milano, vista per noi da Chiara Gatti; per i fumetti, con un’intervista di Luca Valtorta a Scott Snyder, grande nome americano che ha lavorato anche in coppia con Stephen King, E un altro colloquio tutto da leggere è quello del regista Gabriele Mainetti con Arianna Finos a proposito del suo nuovo film: si intitola La città proibita, arriva in sala tra poco (il 13 marzo), a dieci anni da Lo chiamavano Jeeg Robot, ed è di nuovo una reinvenzione di Roma, scenario privilegiato di Mainetti, che questa volta sceglie di realizzare il suo «kung-fu movie all’amatriciana». Infine, come sempre, Straparlando: Antonio Gnoli dialoga con Bruno Gambarotta, figura storica della Rai.