La mattina del 6 ottobre 2022, il telefono suonò a casa di Annie Ernaux a Cergy, non lontano da Parigi. Era l’Accademia svedese, per darle l’annuncio che aveva vinto il premio Nobel per la letteratura. Ma lei non rispose, anzi si mise a svuotare la lavastoviglie. Quando sentì la notizia alla radio, cadde in una sorta di «vuoto mentale», non dissimile da quello che si prova quando si riceve «una brutta notizia».
Non c’è solo la reazione al Nobel, nel colloquio della nostra corrispondente dalla Francia, Anais Ginori, con l’autrice di Passione semplice, che trovate in copertina sul nuovo Robinson domani in edicola con Repubblica. C’è anche la genesi dei suoi romanzi (che tornano in libreria nella neonata collana Bur Letteraria), il legame con l’autobiografia e la rivendicazione di una scrittura intima che è servita a liberarla, ma anche a raccontare la liberazione (sessuale e non) di un’intera generazione di donne.
Nelle pagine successive, come sempre, ampio spazio ai libri, con le recensioni d’autore, gli scrittori per ragazzi, le voci dei gruppi di lettura di tutta Italia, ma non solo: sul nostro supplemento, anche l’intervista di Gregorio Moppi al pianista e direttore András Schiff, le mostre e i festival da non perdere, e lo Straparlando: Antonio Gnoli dialoga con l’architetto Mario Botta.